Categorie: Mostre
Municipi: ,

Il Giappone arriva in Italia

Dal Museo Ohara le incisioni di Munakata Shiko

A cinquant’anni dall’assegnazione del Gran Premio Internazionale per l’Incisione presso la Biennale di Venezia, torna in Italia in grande incisore giapponese Munakata Shiko.


Il prossimo venerdì 3 novembre alle 18,30, presso l’istituto giapponese di cultura di Roma in via Antonio Gramsci 74, Shuji Takashina, noto critico e storico dell’arte, nonché direttore del Museo Ohara, interverrà con una conferenza sulla vita e l’opera di Munakata, da tutti ritenuto un protagonista del discorso artistico del Dopoguerra.


Artista estremamente fantasioso e ironico, Munakata Shiko nasce nel 1903 ad Aomori, nel nord del Giappone. Si sposta a Tokyo con l’obiettivo di diventare un artista, sull’onda del genio di Van Gogh.


Particolari estimatori della potente essenzialità e della delicata espressione emotiva dell’opera di Munakata sono il filosofo Yanagi Shetsu, i ceramisti Kawai Kanjiro, Hamada Shoji e gli altri fautori del movimento Mingei, impegnati nella ricerca del bello nella pittura e nella ceramica anonima, di origine popolare.


Munakata, artista piú che rappresentativo del Giappone, intraprende un’attività espositiva internazionale già dal secondo Dopoguerra. Il culmine della sua carriera è tuttavia rappresentato dalla Biennale di Venezia di esattamente cinquanta anni fa, del 1956 appunto, edizione in cui rappresenta il Giappone e si aggiudica il Gran Premio per l’Incisione.


Il rapporto tra Munakata Shikō e il Museo Ōhara è antico e profondo. Dalla collaborazione tra  Ōhara Magosaburō e il pittore Kojima Torajirō nasce nel 1930  il museo Ōhara, forte di una collezione di opere d’arte moderna occidentale la cui raccolta era iniziata nei primi anni Venti. La collezione è costituita da capolavori, tra gli altri, di El Greco, Gauguin, Matisse e Monet. I fondatori del Museo, Magosaburō e il figlio Sōichirō , oltre a condividere i principi del movimento popolare in Giappone, ne erano convinti fautori. Nel 1936 Munakata incontra dunque Ōhara padre e figlio, con i quali instaura un solido rapporto di amicizia.


Nel secondo Dopoguerra Ōhara Sōichirō arricchisce la collezione di opere occidentali con pitture moderne giapponesi, dipinti delle avanguardie internazionali e opere afferenti al movimento dell’arte popolare giapponese Mingei. Tra gli sforzi per espandere le potenzialità del Museo, nel 1963 viene inaugurato, con una personale delle opere raccolte a partire dal primo contatto con l’artista, il Padiglione Munakata Shikō, a lui dedicato.


La presente esposizione vuole offrire al pubblico italiano un’opportunità di contatto con l’essenza della produzione di Munakata, attraverso una selezione effettuata tra le oltre trecento opere appartenenti alla collezione del Museo Ohara. 


http://www.jfroma.it

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento