Il Gruppo del PD in Municipio contro il protocollo intesa “movida”

La protesta silenziosa anti-movida a Ponte Sisto con le maschere di Munch
di Francesca Romana Antonini - 30 Giugno 2009

Il gruppo consiliare del Partito Democratico in Municipio annuncia battaglia contro il Protocollo di Intesa tra Comune, SILB-Confcommercio e Confesercenti, che concorda una nuova disciplina dell’orario di chiusura dei locali di pubblico spettacolo, intrattenimento e svago e prepara un Consiglio sul tema al quale verranno invitati anche rappresentanti del Campidoglio. https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=13788

“In base agli impegni assunti dal Sindaco nel Protocollo, i locali di spettacolo e in particolare le discoteche, potranno rimanere aperti fino alle 5 del mattino in tutto il Centro Storico – dichiara il capogruppo Livia Di Stefano – Una decisione sconsiderata assunta senza coinvolgere né i Municipi né i cittadini residenti e le loro associazioni, lasciando una corsia preferenziale alle sole associazioni degli esercenti”.

“Così facendo vengono spazzate – continua Livia Di Stefano – in un solo colpo le regole e i paletti posti dalla scorsa amministrazione di centro sinistra, che aveva individuato insieme ai Municipi quelle zone di tutela, in massima parte nel Centro Storico, nelle quali era fatto divieto assoluto di concedere proroghe dell’orario di chiusura di questa categoria di locali”.

“Il Sindaco Alemanno invece di prendere provvedimenti per la tutela della vivibilità e per il rispetto della legalità nel Centro Storico della Capitale interviene dunque ancora una volta ad aggravare il suo già compromesso equilibrio disegnando peraltro, con il Protocollo in questione, un surreale meccanismo premiale per chi rispetta la legge invece di prevedere maggiori e più severi controlli e sanzioni per chi la infrange” – conclude Di Stefano.

Per protestare contro tutti i problemi del rione, dalla movida al degrado, alle notti insonni, hanno espresso il loro parere anche i cittadini giovani e anziani del centro storico che il 25 giugno 2009 sera hanno camminato lungo ponte Sisto e piazza Trilussa in perfetto silenzio indossando una maschera che rappresentava in modo stilizzato il quadro di Edvard Munch, l’Urlo, dove un uomo grida in un simbolico gesto di tapparsi le orecchie.

Contestata anche l’ultima manifestazione estiva romana sulle banchine del Tevere e all’Isola Tiberina, con la sua invasione di bancarelle, ristoranti e bar improvvisati e musica sotto le stelle.

“La movida è la nostra Guantanamo”, hanno scritto sui cartelloni; “Il rumore uccide la mente, i decibel fracassano il cuore”… “E Trastevere muore”.

Sulla manifestazione è intervenuta anche Dina Nascetti, la leader di Vivere Trastevere – “Abbiamo più volte chiesto chi ha autorizzato la manifestazione ma tutti fanno lo scarica barile, si parla perfino di concessioni decennali”.

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“Abbiamo lanciato un appello al Governo – continua Dina Nascetti – per un decreto legge che impedisca manifestazioni a meno di un chilometro di distanza da qualsiasi tipo di struttura sanitaria per rispetto dei malati, in questo caso i pazienti del Fatebenefratelli all’Isola Tiberina.

Dino Gasperini, delegato del sindaco al Centro storico a subito risposto – “Assicuro i residenti che per Trastevere verrà predisposto uno specifico protocollo, dalla prossima settimana, teso a regolamentare la movida notturna, a tutela della vivibilità e del decoro urbano del quartiere”.

Per il rione oltre Tevere il delegato del sindaco ha per il momento solo alcuni programmi in testa, perché prima vuole incontrare i rappresentanti dei vari comitati di residenti e commercianti.

“La prossima settimana – spiega Dino Gasperini – firmerò il protocollo per Testaccio e subito dopo mi occuperò di Trastevere. Le linee guida per la salvaguardia del rione escludendo qualsiasi deroga per la chiusura notturna dei locali. Anzi c’è anche l’idea di mettere in campo orari di chiusura diversificati per l’esterno o l’interno dei locali: un po’ prima all’esterno per evitare grida e schiamazzi, un po’ dopo all’interno dove qualsiasi musica – afferma Dino Gasperini – non si deve assolutamente sentire nei piani alti o bassi dei palazzi. Sarò rigidissimo contro l’inquinamento acustico”.

“Dovrebbero inoltre – continua Gasperini – essere portati nel rione anche i divieti previsti per i suonatori ambulanti, con le relative norme sugli strumenti usati e sugli orari, oltre che l’impossibilità di aprire nuovi locali e più controlli della polizia municipale.


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