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Il nuovo (peggiorato) assetto preliminare del Centro Carni e dintorni

Ecco i dati del 2007 confrontati a quelli del 2009
Enzo Luciani - 31 Luglio 2009

Il 28 luglio nella sala convegni della CMB in via Angeli 5 si è tenuta un’assemblea pubblica sul tema "trasformare e riqualificare il complesso del Centro Carni di Roma e i capannoni del Teatro dell’Opera".

Assente l’assessore alle Politiche della Programmazione e pianificazione del territorio del Comune di Roma Marco Corsini, il Convegno ha perso molto del suo interesse e quindi ci si è dovuti accontentare dell’intervento del Presidente del VII municipio Mastrantonio (mentre era assente il suo collega Ivano Caradonna presidente del V municipio, interessato anch’esso ai cambiamenti che si preannunciano nell’area in questione). All’intervento del presidente del VII sono seguiti gli interventi dei tecnici, i direttori del VI Dipartimento comunale e il Direttore della U. O. 11 Interventi di qualità dott. Sassi.

Quest’ultimo ha preannunciato che la Nuova centralità Centro Carni ed i contenuti derivati dalla delibera n. 313/2005 e il relativo progetto del Comune sono sul sito del Campidoglio, che sull’area del Centro Carni saranno realizzati volumi residenziali e non residenziali. E nell’esposizione sono emerse le principali novità anche se annegate in un mare di parole che hanno sviato in buona parte l’attenzione degli uditori. Esu queste novità ci soffermeremo in seguito.

Va detto con molta chiarezza che l’area del Centro Carni resta l’ultima area di una certa entità a disposizione del Comune di Roma e che, sia la precedente Giunta Veltroni che l’attuale Alemanno pensano ad essa come ad una risorsa da vendere allo scopo di ricavare un valore tra i 250 e i 300 milioni da destinare al risanamento delle esangui casse capitoline. Naturalmente poiché la realtà è molto cruda ed indigesta per i cittadini e per gli amministratori del VII e del V, si cerca di indorare la pillola con proposte che si lanciano e si smentiscono con  molta mobilità. Ma la realtà rimane quella di fare cassa e quindi cosa di meglio delle edificazioni può garantire il risultato finale atteso?

Infatti, nel nuovo schema dell’assetto preliminare questa realtà viene fuori con molta chiarezza, facendo un confronto fra il progetto della precedente giunta e di quello attuale. Eccolo qui di seguito (e di questa sintesi ringraziamo l’autore, che è l’attento Sergio Scalia).

Nuovo Schema Assetto Preliminare Centralità Collatina

Rispetto al progetto elaborato da Risorse per Roma a novembre 2007 ed approvato dal Commissario straordinario a febbraio 2008 è stato profondamente modificato il mix tra residenziale e non residenziale, raddoppiando la quota flessibile e riducendo le caratteristiche di centralità e di servizi per il progetto.

Queste le variazioni sui 220.000 mq complessivi di SUL :

Adotta Abitare A

A novembre 2007 il Residenziale era 77.000 mq (pari al 35%), nel luglio 2009 è di 92.000 mq (42%) e 15.000 mq l’housing

A novembre 2007 il Non residenziale privato era 98.500 mq ( pari al 45%), nel luglio 2009: 64.000 mq (29%) 

A novembre 2007 i Servizi pubblici erano 22.500 mq (pari al 10%), nel luglio 2009: 13.000 mq (6%) 

A novembre 2007 la Quota flessibile era di 22.000 mq (pari al 10%)  nel luglio 2009: 51.000 mq (23%)

Per i servizi pubblici viene ridotta di 10.000 mq la superficie del Polo culturale espositivo che doveva comprendere Biblioteca di livello metropolitano, spazio museale e polo espositivo, che possono rappresentare strutture di qualità per il territorio e valorizzarne le importanti risorse storico- archeologiche ed anzi non si cita più questa destinazione specifica, ma si parla genericamente di un servizio di rango urbano. Anche per lo spazio sportivo si parla genericamente di attrezzature sportive, mentre questa struttura deve recepire la forte domanda presente nel Municipio per impianti regolamentari di basket e pallavolo tuttora assenti sul territorio.

Per i servizi privati non si citano più i servizi alla persona, né per la parte ricettiva l’ostello della gioventù.

Deve essere precisato per le opere di attuazione prioritaria la realizzazione delle infrastrutture di viabilità e parcheggi ed il reperimento di ulteriori risorse per nuovi interventi infrastrutturali e di mitigazione da concordare con il Municipio VII.

Manca un quadro economico realistico da cui si possa comprendere l’effettiva realizzabilità delle opere pubbliche previste.

Non è precisata la procedura di gara per il reperimento dei soggetti realizzatori e si parla di un’articolazione in più fasi con differenti accordi di programma, senza specificare le fasi che coinvolgeranno le vecchie strutture del Municipio, della scuola elementare e dei capannoni del Teatro dell’Opera, per cui il SAP conferma la destinazione pubblica.
Non è definito il ruolo del Municipio e della comunità locale nelle varie fasi del progetto, sulla valutazione delle proposte, dei progetti definitivi e sulle fasi di attuazione.

Commento finale

Poiché il processo di partecipazione in vista della destinazione finale dell’area andrà avanti per altri due o tre anni attraverso diversi passaggi, per ora registriamo questo indubbio peggioramento rispetto alle aspettative, forse incaute dei cittadini, sperando che non si arrivi ad ulteriore peggioramento visti i tempi che corrono e che costringono i comuni a cementificare sempre di più per fare cassa.


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