

Approvato il 25 ottobre dal Consiglio comunale. Multe da 50 a 500 euro per chi ne viola le norme. La soddisfazione della promotrice Monica Cirinnà
Dal 25 ottobre Roma ha uno strumento in più per tutelare i suoi 150 mila cani, 300 mila gatti, le oltre 72 specie di uccelli stanziali, le centinaia di anfibi e rettili e le migliaia animali da reddito. Il Consiglio comunale ha infatti approvato il regolamento sulla tutela degli animali.
"L’approvazione – ha detto la consigliera Monica Cirinnà, delegata per i diritti degli animali e promotrice del documento – rappresenta il coronamento di uno degli obiettivi del Campidoglio. Una normativa che rafforza il legame tra il Comune e i suoi animali. La civiltà di una città si misura anche da questo".
Suddiviso in 57 articoli, il regolamento si fonda sul riconoscimento del diritto di ogni animale ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche.
Numerose poi le disposizioni dedicate al mondo canino e felino.
Primo fra tutti lo stop al taglio di code ed orecchie ai cani e delle unghie ai gatti per motivi estetici. Viene fatto inoltre divieto di uso di collari elettrici con punte o strangolo; riconosciuta la figura della gattara; sancita la tutela delle colonie feline anche in caso di lavori edili; obbligati i proprietari di cani e gatti non sterilizzati ad assicurare, in caso di gravidanza, il collocamento dei cuccioli senza ricorrere a strutture pubbliche o di volontariato; regolamentato l’utilizzo dei cani nei giardini e nelle aree pubbliche; sancito l’obbligo per i proprietari di assicurare l’attività motoria per i cani con regolari uscite.
Il regolamento oltre alle disposizioni specifiche a tutela di cavalli, anfibi e rettili, uccelli ed animali acquatici, fa divieto di offrire animali in premio come vincita o omaggio, divieto di accattonaggio con animali ed esposizione in vendita dalle vetrine e impegna le forze dell’ordine all’assunzione di iniziative contro l’avvelenamento di animali domestici o selvatici.
Sono definite le sanzioni (valide anche per chi detiene specie ’minori’ come anfibi o rettili), che vanno da un minimo di 50 ad un massimo di 500 euro, a seconda della gravità dell’infrazione.
"E’ proprio la città di Roma – ha ricordato la Cirinnà – ad aver istituito nel 1994 il primo Ufficio Diritti Animali comunale d’Italia. Negli anni abbiamo applicato singole ordinanze su diverse tematiche, su aree verdi per cani, accattonaggio con animali, accesso nei pubblici esercizi, guinzaglio e museruola per alcune razze canine, circhi con animali, fino ad arrivare all’approvazione odierna del Regolamento. L’obiettivo è di fornire strumenti concreti d’intervento ai cittadini, al volontariato, alla Polizia Municipale, non previsti da norme nazionali e regionali per realizzare una migliore e più solidale convivenza con gli animali cittadini, per quella che è la realtà di tutti i giorni e favorire la diffusione della cultura del rispetto per le altre specie viventi.
Tra gli articoli che meritano una particolare attenzione – ha concluso la Cirinnà – sono soprattutto quelli che vietano qualsiasi forma di maltrattamento. Inoltre il regolamento stabilisce il limite minimo d´età di un cucciolo prima che venga separato dalla madre, oltre che il divieto assoluto di lasciare gli animali chiusi negli autoveicoli e rimorchi nei mesi più caldi e per più di qualche minuto".
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