

Veti e contro-veti, alleanze ed ipotetici sostegni futuri stanno mettendo alla berlina il ruolo del V municipio
Un intricato sistema di veti e contro-veti, di alleanze basate magari su immaginari ed ipotetici sostegni nelle future campagne elettorali sta mettendo alla berlina il ruolo dell’istituzione municipale e di quanti sono stati eletti nelle elezioni amministrative del 26 maggio 2013 nel V municipio.
Eletti che, per motivi che alle persone normali sfuggono, hanno tenuto a “bagnomaria” una vicenda nata dai registri contabili dell’Associazione presente nel centro e nata dalla becera modifica al regolamento “Tredicine” che ha trasformato i Centri Sociali per Anziani in una sorta di consorteria privata di un vero e proprio business che ha portato gruppi di persone a gestire un consistente patrimonio che spesso per un solo Centro arriva a superare l’intera disponibilità finanziaria che il Comune di Roma mette a disposizione per le attività dei centri stessi.
Si proprio a “bagnomaria” in quanto, verificata attendibile la denuncia di un componente del Comitato di Gestione (giudicata tardiva e quasi pretestuosa da parte di molti consiglieri) ne è seguito il commissariamento del centro, di via Chiovenda a Centocelle, e una fitta corrispondenza con il Dipartimento e infine con l’Avvocatura Generale del Comune di Roma al fine di stabilire la correttezza dell’applicazione del regolamento in materia di scioglimento del Comitato di Gestione del Centro Anziani ed in particolare chi dovesse essere eventualmente escluso dalle ormai imminenti elezioni per il rinnovo delle cariche gestionali.
L’avvocatura ha sciolto il dilemma su cosa si intende per “Presidenza” e indicato di fatto come incandidabili, tutti i componenti della Presidenza che avessero ricevuto sanzioni di addebito scaturiti dalla denuncia di alcuni componenti del Comitato di Gestione.
Ecco allora come una mannaia, ad oltre un anno dai fatti, l’amministrazione municipale ha optato per sanzioni (tra l’altro non affisse alla bacheca del centro anziani) che di fatto hanno allineato il denunciante a coloro che potrebbero aver commesso eventuali “sviste” contabili.
Ieri 17 marzo 2014 il consiglio ha approvato a maggioranza l’indizione delle elezioni per li rinnovo del Comitato del Centro Anziani intitolato al celebre attore che iniziò la sua brillante carriera comica con quella celebre frase in dialetto ciociario “fusse che fusse la vorta bona” e la maggioranza ha dovuto incassare una dura requisitoria del consigliere Maurizio Politi (Fd’I) che ha ripercorso e documentato i fatti che hanno portato a sanzioni tardive e penalizzanti anche per chi ha consentito di fare luce sulla gestione del centro.

Politi senza mezzi termini ha invitato tutti coloro che hanno gestito e gestiscono la vicenda a vergognarsi per come tra l’altro porteranno gli iscritti al centro alle elezioni per il rinnovo delle cariche.
Comunque con il voto favorevole della maggioranza più il consigliere Piccardi, l ‘astensione di Pacifici, il voto contrario di Giuliani e l’uscita dall’aula dei consiglieri Politi, Arioli e Boccuzzi è stato deciso che il 26 marzo ci sarà l’assemblea generale degli iscritti e il 29 aprile la consultazione elettorale. Questo al netto dei ricorsi presentati dai componenti del precedente comitato di Gestione sanzionati dopo circa un anno dagli eventi, sanzioni che hanno messo tutti nello stesso frullatore mediatico, denuncianti e denunciati-
Il consigliere Piccardi ha chiesto chiarimenti sul perdurare della chiusura dello spazio ortivo realizzato nella passata consiliatura a fronte di un progetto partecipato che ha visto la Uosecs e il Cea municipale assi portanti che hanno condotto alle scelte per la ristrutturazione del Parco Palme intitolato a Don Biavati.
Spazio Ortivo assegnato per ovvi motivi logistici al Centro Anziani Manfredi, chiamato anche a dare un contributo per la parte didattica concessa alle scuole del quartiere e in particolare all’elementare Romualdo Pirrotta.
Il presidente della Commissione politiche sociali M.P. Federici ha parlato di carotaggi necessari alle analisi del terreno e questo dopo una fantastica produzione ortiva realizzata dagli anziani del centro valutabile in quintali di ortaggi consumati dagli anziani all’interno del centro e offerti anche a soggetti meno abbienti. Non si capisce perché sulla questione non sia intervenuto l’assessore all’Ambiente competente per materia e soprattutto chi ha adottato la decisione unilaterale di togliere le chiavi di accesso agli orti agli anziani e cambiare i lucchetti.
Sulla questione degli orti c’è anche una interrogazione presentata dal consigliere del Gruppo misto Giuliani che da oltre un mese attende invano una risposta.
Pensiamo che, visti i tempi per andare all’elezione del rinnovo del CdG e come ci si è arrivati, Giuliani per la risposta dovrà aspettare e avere molta pazienza.
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