Categorie: Incontri e Convegni
Municipi: ,

Il polo formativo per i beni e le attività culturali

Già pronti due corsi di alta formazione per la conservazione dei beni culturali e per la realizzazione dei circuiti museali

“Dalla necessità di rinnovare la stagione formativa nella Regione Lazio tramite corsi di alta formazione tecnica superiore” – sostiene Silvia Costa, assessore all’Istruzione, Diritto allo Studio e Formazione della Regione, scaturiscono le proposte presentate nel convegno “Il polo formativo per i beni e le attività culturali”, organizzato dalla Confservizi Lazio, che si è tenuto martedì 15 gennaio 2008 alla Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale, in viale Castro Pretorio 105.

Il Polo Formativo per i beni e le attività culturali è stato determinato con la creazione di due percorsi formativi d’istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) post diploma, mirati a formare “Tecnici Superiori per il rilievo architettonico, la diagnosi del degrado strutturale e superficiale dei beni architettonici” e “Tecnici Superiori per la realizzazione dei percorsi didattici museali”.
“Saranno due qualifiche di alta formazione spendibili sul mercato, presto approvate a livello internazionale e comunitario -garantisce l’assessore Costa- inoltre i corsi Ifts non si rivolgeranno soltanto ai giovani, ma anche all’aggiornamento dei docenti”.
____
Non ancora trattati nei dettagli, gli altri futuri poli formativi riguardano 13 settori strategici individuati dalla Regione, “argomenti d’interesse dell’amministrazione regionale -ha detto Claudio Senigagliesi, direttore generale della Formedil Lazio – in quanto prossime linee di sviluppo dell’economia e della progettazione della Regione”. Riguardano in particolare cinema e audiovisivi; Ict (Information and Communication Technology); logistica e mobilità sostenibile; ambiente ed energia (soprattutto in riferimento alle fonti rinnovabili); beni e attività culturali, ma anche l’aerospaziale e i settori innovativi dell’ingegneria; il chimico-farmaceutico; il nautico; 2 poli formativi dedicati alla tecnologia della produzione e alla manutenzione; la tecnologia della grafica editoriale; il turismo integrato, l’enogastronomico e la cultura dell’accoglienza; l’agroindustria e l’agroalimentare.

L’accordo del 25 novembre 2004 tra Regioni, Stato ed autonomie locali prevede infatti “programmi d’intervento assegnati a istituzioni scolastiche o a sedi formative accreditate che possano operare su base pluriennale assumendo la denominazione di Poli Formativi per l’Ifts”; saranno finanziati con i fondi della Comunità Europea, ello Stato e 4 milioni di euro dalla Regione.
Tra i 25 soggetti riceventi figurano Formedil Lazio come capofila, l’Acer, l’associazione dei costruttori edili di Roma e provincia, l’Ente Parco “Appia Antica”, Italia Nostra onlus, alcuni licei ed istituti tecnici, Architettura e Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza, il Croma dell’Università Roma Tre, etc.

“Gli obiettivi di Lisbona 2000 per un Europa della conoscenza mirano a una dispersione negli studi non superiore al 10% nel 2010 – precisa l’assessore Costa- per risolvere il deficit nei profili formativi vanno aumentate le potenzialità delle mille opportunità scolastiche per la formazione nella regione fino a creare un’amplissima rete per la formazione senza soffocare le autonomie.”

“Per evitare lo scollamento tra chi si occupa di beni culturali e il resto della società italiana e presto europea – ha sottolineato Maria Antonietta Fusco del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – bisogna lavorare a partire dal mondo della scuola, con l’istituzione di professioni intermedie e puntando, a livello universitario, sulle scuole di specializzazione. L’assenza di artigiani formati si avverte nella difficoltà di trovare un restauratore esperto anche quando l’incarico è affidato a operatori esterni alla pubblica amministrazione.”
Questi “fondi interprofessionali per la formazione continua – spiega Sandro Grugnetti, vice presidente del Formedil Regionale Lazio – serviranno per restaurare i beni architettonici seguendo nuovi moduli in materia di sicurezza e prevenzione e senza trascurare l’incidenza delle patologie sul restauratore e lo smaltimento delle sostanze tossiche utilizzate”.

“Al restauratore, legato alla materialità dell’arte – ha precisato Andrea Granelli, presidente del distretto Audiovisivo e ICT Roma e direttore dell’Istituto Economia dei Media (Fondazione Rosselli) – va affiancata una figura più generalista con una visione a 360° dell’arte o che sappia progettare una nuova esperienza culturale ed emozionale,che possa rivolgersi anche ai nuovi cultori del Grand Tour, cinesi, coreani e giapponesi. In una fase di contrazione economica diventa fondamentale ricostruire i legami col passato attraverso la riqualificazione urbana e la valorizzazione di una grande risorsa, il turismo”.

“L’arte è diventata la filiera principale dello sviluppo dell’economia della città e della regione – puntualizza Giuseppe Labarile, presidente della Confservizi Lazio – occorre conservare, innovando la ricerca e l’organizzazione di nuovi percorsi per il flusso turistico che va distribuito per tutto il territorio regionale”.
“Oltre ai luoghi canonici dell’arte, monumenti e aree archeologiche, musei e gallerie – ha specificato Senigagliesi – vanno valorizzati i centri storici, le chiese, i palazzi di pregio e le costruzioni sottoposte ai vincoli delle sovrintendenze”.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento