Il prefetto Pecoraro: Casilino 900 la vergogna di Roma

Affollata assemblea al cinema Broadway con il commissario governativo per i campi Rom

Folla delle grandi occasioni lunedì 13 al cinema Broadway in occasione dell’assemblea pubblica a cui ha partecipato il Prefetto Pecoraro, commissario nominato dal Ministro degli Interni per risolvere l’annoso problema dei campi Rom abusivi nella Regione Lazio.

E’ stato proprio il prefetto Pecoraro a chiedere questo incontro al presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio, all’indomani di una intervista rilasciata a "Repubblica"  nel quale criticava la lentezza con cui l’amministrazione procede per mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale di costruire campi attrezzati e regolamentati per cittadini di etnia Rom.

Il Presidente Mastrantonio ha sottolineato l’importanza che ha per il quartiere il trasferimento del campo di Casilino 900 e la delocalizzazione dei rottamatori al di fuori del Gra, due provvedimenti indispensabili a disinnescare una vera e propria bomba ecologica che pende sulla testa dei residenti e nel contempo consentire il completamento e la riapertura del Parco Centocelle (che continua a rimanere chiuso dal settembre 2008: un’autentico scandalo dopo i tanti soldi spesi per realizzarlo!).

Per quanto concerne il trasferimento del Casilino 900, Mastrantonio ha invitato il Comune ad affrontare il problema non escludendo le altre realtà che ormai vedono insediamenti di senza fissa dimora sparsi a macchia di leopardo sull’intero territorio del VII municipio come quelli all’interno del canalone del Parco di Centocelle (ex Casilino 700), quelli su via Papiria, quelli a via Dameta e quelli segnalati in continuazione dagli abitanti del Municipio.
Mastrantonio ha anche manifestato il suo disappunto per l’imminente chiusura dello storico commissariato di Ps, in via dei Gelsi.

Fumi TogliattiIl primo cittadino a prendere la parola abita sulla Palmiro Togliatti ed è ormai esasperato dai continui rinvii del trasferimento del campo e dei rottamatori. Denuncia con veemenza i centinaia di roghi alimentati da pneumatici e rifiuti di ogni genere che stanno minando la salute di bambini ed anziani (affermazione documentata da certificati medici). Arriva perfino a chiedere (se non saranno trasferiti Rom e rottamatori) un cambio di abitazione, con una posta intorno al sito della discarica di Malagrotta… "almeno quella è di sicuro controllata da Asl ed istituzioni locali".

Il prefetto Pecoraro, vista la concitazione del primo intervento e per evitare una piega non gradita dell’incontro è intervenuto immediatamente. Ha sostenuto di essere al corrente della situazione e di essere consapevole che il campo Casilino 900: "rappresenta la vergogna di Roma e  quindi non è più possibile continuare così. Se sono qui, -ha affermato il prefetto è per manifestare l’impegno ad eliminare il campo Rom più grande d’Italia, dimostrare che il nostro è un paese civile e che dobbiamo dare certezza e sicurezza, non dimendicando mai che parliamo di esseri umani e non di rifiuti."
"Mi rendo conto, ha aggiunto Pecoraro, che voi cittadini siete vittime delle troppe promesse e quindi oggi più che mai, è giustificata la vostra diffidenza; ma io oggi vi posso dire che siamo a buon punto per la sistemazione di quattro campi necessari per il trasferimento e dove i Rom saranno chiamati a dimostrare il loro diritto ad essere considerati "cittadini. L’amministrazione continuerà ad investire sui bambini e sui giovani, convinta che solo con un graduale inserimento nel mondo del lavoro, sarà possibile nel futuro eliminare il proliferare di situazioni aberranti e chi, dei Rom, non vuole aderire a questo progetto non può stare nel nostro paese e deve andare via ".

Il prefetto ha assicurato: "I lavori per campi attrezzati e autorizzati sono iniziati già in 4 insediamenti, in altri 3 cominceranno entro l’estate. Il controllo del campo Casilino900 fino allo spostamento definitivo, che sarà entro la fine dell’anno, verrà garantito dalle forze dell’ordine."

I tempi dell’operazione: entro settembre una parte del Casilino 900 sarà delocalizzata, trecento persone saranno spostate altrove, gli altri entro febbraio.  "Speriamo non si tratti dell’ennesima promessa" ha commentato Bruno Di Venuta del Comitato di quartiere Torre Spaccata"

In estrema sintesi gli altri interventi. Ci scusiamo per qualche intervento non citato nell’articolo.

Aloisi (ex assessore municipio 7) ha accusato il presidente Mastrantonio di essere il responsabile della chiusura del Parco di Centocelle.

Il presidente del Comitato di Casale Rosso ha parlato del fallimento dell’ordinanza Alemanno per eliminare la prostituzione da sotto le finestre delle proprie abitazioni.

Di Venuta presidente del Comitato di Quartiere di Torre Spaccata ha consegnato al Prefetto un Dvd dove si racconta la storia documentata dei soprusi subiti dagli abitanti da parte dei Rom e dei rottamatori e ricorda l’incontro e gli impegni assunti dall’Assessore alle politiche Sociali on.le Belviso, nell’assemblea pubblica del 23 giugno.

Marco Pancera, presidente dell’agenzia Tor Sapienza (racchiude 20 associazioni e comitati) rappresenta la preoccupazione degli abitanti per l’abbassamento dei livelli di sicurezza, certficato da un aumento di furti e rapine, da una stazione ferroviaria a dir poco pericolosa. Il tessuto sociale,  nonostante la tolleranza di cui ha dato prova (vedi i residenti nel palazzo Inpdap occupato da rifugiati politici e il campo di via Salviati e Martora),  comincia a mostrare le prime crepe.

Moriconi ha sollecitato il monitoraggio continuo del territorio da parte delle forze dell’ordine, magari con un camper e l’eliminazione del trasporto pubblico scolastico, investento parte di quello che si spende (decine di migliaia di euro l’anno) sui capifamiglie Rom.

Sul monitoraggio del territorio e sulla sede del Commissariato di Centocelle è arrivata immediatamente la richiesta del Dirigente di Ps, Dott. Franco, il quale ha affermato di avere individuato nella ex scuola di via dei Lauri, la possibile ed idonea sede, ma che, per il momento, gli interessi locali e comunali, hanno preferito scelte diverse.

In quell’edificio di proprietà comunale, ci dice Sergio Scalia, coordinatore del Pd del VII, era previsto un progetto di autorecupero abitativo (una decina di appartamenti) fermo da tempo per mancanza di finanziamenti. Si verificherà nei prossimi giorni se ci sono ancora spazi di manovra per tentare di rispondere a questa esigenza di sicurezza. Del resto, afferma Scalia, una decina di abitazioni si possono ricavare dovunque, un commissariato no.
Presente all’incontro l’intera giunta municipale e tanti consiglieri di maggioranza e opposizione. 

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