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Il ritorno dei nomadi a Colli Aniene

Oggi 12 luglio 2013 incontro con il presidente del IV municipio Emiliano Sciascia

?????????????Il fenomeno del riflusso degli insediamenti abusivi si fa sempre più grave. I cittadini allarmati ci segnalano, oltre il ritorno degli irregolari a Via della Martora, il riproporsi degli altri insediamenti più piccoli tra cui quelli sulle sponde dell’Aniene. In questi frangenti il territorio appare evidentemente abbandonato e dove tutto è possibile. Negli ultimi giorni infatti, persino sul prato alle spalle della parrocchia di Santa Bernadette hanno fatto la loro piccola occupazione alcuni irregolari che hanno sistemato lungo il muro di cinta due letti, un giaciglio di stuoia, una sorta di dispensa alimentare, una provvista di acqua e … immondizia (nelle due foto).

?????????????Un nostro lettore ci scrive: “E’ scoraggiante! Chi ci libera da questo flagello? Per favore non mi accusate di razzismo di fronte a questo scempio; tengo legittimamente a difendere l’integrità del territorio e la sua sicurezza. Sarei molto curioso di vedere questi signori sempre pronti a blaterare di razzismo e xenofobia cosa farebbero se gli svaligiassero casa per due volte come è successo a me. Mettetevi in testa che questa è gente che sa vivere solo di ruberie di ogni specie, spaccio, scippi e prepotenza e non ha nessun interesse ad integrarsi. ”

Intanto appare ben avviato il dialogo tra il nuovo presidente del IV municipio Sciascia e coloro che di Colli Aniene strenuamente, in comitato o in associazione territoriale , si fanno portavoce di questo problema che sembrava risolto esattamente tre anni orsono allorquando il passato governo capitolino sgomberava diversi insediamenti abusivi tra cui quello famigerato della Martora, ne abbatteva gli abituri e faceva quanto possibile per dare alla vasta area devastata una parvenza di riordino, impropriamente definito di riqualificazione ambientale.

Ora, di fronte al riflusso degli irregolari, per venire nuovamente a capo del grosso problema, i rappresentanti del comitato di quartiere, delle associazioni territoriali e singoli cittadini, proprio oggi 12 luglio 2013, ripresenteranno al nuovo presidente del IV municipio (ex V) la grave situazione nella speranza di far valere le legittime aspettative di numerosi cittadini.

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2 commenti su “Il ritorno dei nomadi a Colli Aniene

  1. Articolo chiarissimo e “sano”.
    Inquadrare il problema sempre sul “razzismo” ritengo sia fuorviante. Ci sono diversi extracomunitari che non delinquono ed accettano tutto quello che le autorità loro impongono. Ce ne sono anche molti che hanno cittadinanza italiana e sono italiani a tutti gli effetti. In questa strana società globalizzata ci sono anche i delinquenti.
    La cosa però che accomuna tutti è il degrado in cui vivono aggravato fortemente dalla situazione di crisi. La domanda da farsi è se questo degrado fa parte della cultura di questi “diversi” e viene utilizzata per allontanare i “civili” che, inseriti nella loro “sana” società si preoccupano di mandare e seguire i figli a scuola, di fare la raccolta differenziata, di pagare i costi dei loro mezzi di trasporto e le sempre più onerose tasse. Ma si preoccupano anche di tenere pulito il proprio territorio perchè considerato bene comune.
    Il degrado genera delinquenza, malattie, contrasti sociali, rabbia, dolore, intolleranza, illegalità di ogni genere, traffici illeciti, fiumi di droga. Questi problemi pesano sulle nostre spalle ma sembra che siano invece lo “stile di vita” degli extracomunitari. Non hanno scelta? Non credo. A loro sta bene così altrimenti si organizzerebbero per fare qualcosa per migliorare a cominciare dalla pulizia dei loro accampamenti o delle aree che occupano abusivamente. Si sono organizzati con il solo fine di sfruttare in ogni modo e con ogni mezzo società, istituzioni e territorio e noi restiamo inermi a guardare senza sapere cosa fare, o forse è meglio non fare nulla finchè questa situazione porterà soldi nelle tasche dei soliti. Tanto i costi li pagano sempre i cittadini.
    Quindi mi sento di affermare che soltanto un progetto politico a livello europeo e a lungo termine, che faccia assumere responsabilità a chi le ha, potrà risolvere questi fortissimi disagi sociali. Disagi per tutti!
    Nella maggior parte dei casi gli extracomunitari sono visti come bestiame da confinare in recinti cui non spetta altra attenzione se non quella riservata appunto al bestiame.
    Per il futuro non sono affatto ottimista perchè non vedo un profondo cambiamento di pensiero che capisca l’enorme portata che questa inevitabile globalizzazione ha. Io sono ormai vecchio. Spero che i giovani trovino la strada giusta.

  2. A quello che scrive viky vorrei aggiungere che l’Italia è il miglior “fertilizzante” per l’attecchimento e la crescita incontrollata di certe realtà.
    Sono d’accordo che solo un cambiamento di pensiero potrà portarci sulla buona strada, ma quando? I presupposti non ci sono e, per ora, credo saremo condannati a sostenute invasioni barbariche.

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