Il tesoro della “neve” nascosto nel box: 30 chili di cocaina pronti ad inondare la Capitale

Dalla perquisizione spuntano 27 mattonelle marchiate dai cartelli. Il GIP di Tivoli dispone la reclusione a Rebibbia

Un insospettabile locale seminterrato nell’hinterland a nord-est della Capitale trasformato nella piattaforma di stoccaggio principale per la coca destina alle piazze di spaccio romane.

Una riserva strategica di 30 chilogrammi di cocaina purissima, il cui valore al dettaglio sul mercato clandestino avrebbe sfiorato l’esorbitante cifra di 6,8 milioni di euro.

È questo il bilancio impressionante del colpo inferto dai militari della Guardia di Finanza alla rete del narcotraffico operante tra la provincia ed i quartieri della movida romana.

A tradire il piano criminale, allestito nel cuore della frazione di Tor Lupara (comune di Fonte Nuova), non è stata un’intercettazione telefonica ma il fiuto investigativo di una pattuglia di servizio ed una reazione nervosa di troppo al momento del controllo.

La svolta durante il pattugliamento: lo sguardo traditore

I fatti si sono svolti durante i consueti servizi di perlustrazione e presidio del territorio condotti dalle Fiamme Gialle nel quadrante periferico:

La manovra anomala: l’attenzione dei finanzieri è stata attirata da un’autovettura condotta da un trentenne di nazionalità albanese, sorpresa a muoversi a passo d’uomo con fare incerto nei pressi degli accessi ai box auto di una mazzetto di palazzine;

L’insofferenza al posto di blocco: fermato per una verifica di routine sui documenti di circolazione, l’automobilista ha immediatamente tradito un profondo stato di agitazione e sudorazione fredda, tentando di affrettare la chiusura degli accertamenti;

L’estensione della perquisizione: incrociando i dati con la centrale operativa e riscontrando incongruenze sulle giustificazioni fornite circa la sua presenza in quel punto, i militari hanno deciso di perquisire sia il veicolo sia il locale garage nella sua diretta disponibilità.

I marchi dei cartelli sui panetti ed il trasferimento a Rebibbia

Una volta varcata la serranda del box, la sorpresa degli operanti è stata immediata. All’interno del locale erano adagiate due capienti borse sportive da viaggio.

Al loro interno si celava la cassaforte del narcotraffico: 27 panetti compatti di droga, ciascuno impresso con codici alfanumerici e loghi identificativi adoperati dalle organizzazioni internazionali per certificarne l’elevata percentuale di purezza, insieme a decine di buste termosaldate riempite di dosi già pronte per lo smercio al dettaglio.

L’uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione ed ingente traffico di sostanze stupefacenti.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, il fermato è stato scortato presso la casa circondariale di Roma Rebibbia, dove l’autorità giudiziaria ha successivamente convalidato la misura della custodia cautelare in carcere.

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