

Il regista Paolo Genovesi porta sul grande schermo l'incubo degli esami di maturità
Qual’è l’incubo che ricorre più spesso nelle notti insonni degli italiani? Non è la crisi che sta devastando il nostro paese, non è scoprire che il proprio partner vi tradisce con una Ruby qualunque e neppure perdere il lavoro per cui avete tanto lottato. Sembra proprio che a turbare i sogni degli italiani sia il ricordo indelebile della tanto temuta prima tappa fondamentale della vita di ognuno di noi… l’esame di maturità.
Proprio da questo incubo prende vita "Immaturi", seconda pellicola del regista Paolo Genovesi, che vede come protagonisti una banda di quarantenni scellerati alle prese con vite apparentemente felici ed una paura folle di mettere definitivamente la testa a posto.
Ma l’arrivo di un evento inaspettato ed un po’ surreale li costringe a fare i conti con il loro passato. Un errore burocratico rende non più valido il loro esame di maturità, obbligati a rifare la prova, inizieranno la loro lotta per riconquistare quel pezzo di carta che rappresenta l’unico vero obiettivo raggiunto durante il loro percorso di vita.
Ritrovarsi dopo vent’anni a combattere con versioni di greco e pensieri filosofici dei grandi maestri non è per nulla semplice per il gruppo di amici, che ritrovandosi di nuovo insieme per studiare, scoprono come il mondo dei giovani sia cambiato e la loro vita sia sempre più incasinata.
Sotto l’occhio dello spettatore passano alcune delle manie della generazione degli "eterni Peter Pan" come: la paura di confrontarsi con la paternità, la volontà di non abbandonare la casa dei genitori, la precarietà lavorativa e del mondo sentimentale e la voglia malata di non crescere nascondendosi dietro vestiti giovanili e conservando cimeli dell’adolescenza.
Evidente il confronto generazionale, il bar fuori scuola ormai sostituito dai social network ed i pomeriggi in discoteca in attesa dei lenti per avanzare un bacio innocente si sono tramutati in serate ad alto tasso alcolico, dove per approcciare con un ragazzo si ricorre ad una pasticca di ecstasy.
Sarà proprio il ritorno forzato all’età della giovinezza a donare ai protagonisti la possibilità di scontrarsi con la dura realtà e riuscire finalmente a sconfiggere i fantasmi dell’adolescenza per poter fare quel passo avanti verso la "vera" maturità.
Una commedia frizzante e ben riuscita, dove il punto di forza risiede nella sintonia degli attori, credibilissimi nella parte dei grandi amici. Un cast di tutto rispetto che attinge dal cinema impegnato con Barbora Bobulova ed Anita Caprioli e dal mondo televisivo con Ambra Angiolini ed il duo comico di Luca Bizzarri e Paolo Kessisogluo. Grande interpretazione dell’attore Ricky Memphis, nel ruolo del bamboccione, amatissimo dal pubblico e strepitoso in una veste insolita da quella in cui siamo abituati a vederlo.
Paolo Genovesi riesce nell’intento di stanare l’incubo degli esami di maturità alimentando nello spettatore quella voglia di ritornare sui banchi di scuola ed avere la possibilità di riscattarsi di tutti quelli errori e quelle mancate opportunità.
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