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Inaugurata al Linux la mostra d’arte ‘Visioni dell’umanità’

100 opere sui diritti negati presentate dall’Ars nel locale di via Libetta

Il 23 febbraio scorso è stata inaugurata presso il Linux di via Libetta la mostra “Visioni dell’umanità”, organizzata dall’ARS (Associazione Roma Sedici) e realizzata in collaborazione con lo stesso Linux club e la Commissione Cultura del comune di Roma.
La mostra durerà fino al 9 marzo con orario 18 – 22 . L’ingresso è gratuito.
“I diritti umani non sono solo un proclama ma anche le immagini per un nuovo impegno”. Questo il sottotitolo della mostra che ne chiarisce anche l’intento: quello di coniugare l’arte con l’impegno sociale. Intento non nuovo per l’ARS, nata circa tre anni fa per opera di alcuni artisti italiani e stranieri residenti nel XVI Municipio, che fin dall’inizio della sua attività si è proprio distinta nel promuovere iniziative artistico-sociali, spesso realizzate con il contributo del WWF e di Amnesty International.

Oggi, con una serie di 100 opere, frutto del lavoro di altrettanti artisti italiani e stranieri, tutte di formato 20 per 20 ed eseguite con tecniche diverse, l’Associazione fa compiere al visitatore della mostra uno straordinario ed emozionante percorso attraverso le molteplici e inquietanti facce dei diritti negati.

Opere su tela, sculture, fotografie. Tutte disposte su un’unica parete e rigorosamente prive di didascalie, quasi a formare elementi di un’intensa composizione corale. Se si tenta di isolarle per trarne il significato, da quelle di facile lettura a quelle “ermetiche”, risulta quasi tangibile la sensibilità dell’artista rispetto al fenomeno della violazione dei diritti umani. Le opere, nel loro insieme, ci dicono che se tale fenomeno non si presenta in modo uniforme nel pianeta terra, non esistono tuttavia aree geografiche che ne siano completamente “immuni”. Anzi. Secondo noi il grande merito della mostra sta proprio qui: nel monito che l’artista rivolge a tutti i paesi cosiddetti “avanzati” per superare, una volta per tutte, la barriera di un “eurocentrismo”, fatto di presunzione e miopia culturale, che si portano dietro da secoli e li fa guardare sempre altrove.

Assolutamente condivisibile quanto si legge nel depliant illustrativo della mostra. “L’arte può sopperire all’inadeguato insegnamento di ciò che si chiamava educazione civica? Sicuramente no, ma una mostra collettiva dedicata ai temi sociali può sicuramente far riflettere su ciò che in molti diamo per scontato”.

Il giorno dell’inaugurazione, alla quale sono intervenute centinaia di persone, tra invitati e visitatori, è stato arricchito dall’intrattenimento musicale del duo jazz rock Rocchi e Sartini e dagli “itinerari di controinformazione poetica” di Sarina Aletta. Segnalata la presenza del vice presidente alla Commissione Cultura del comune di Roma Paolo Masini.

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