

Primo e secondo piano i locali coinvolti e danni per 150 mila euro
L’incendio divampato il 26 marzo, poco prima dell’alba, alla scuola elementare “Gianni Rodari” di via Norcia è stato circoscritto per tempo, scongiurando il rischio di danni maggiori. Grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, ancora sul posto al momento del nostro arrivo, e ai tecnici del 3° settore della U.O.T. del IX Municipio che da subito si sono attivati per valutare i danni e fronteggiare le prime emergenze, come il ripristino immediato dell’impianto elettrico nelle aule.
I primi rilievi della polizia scientifica non lasciano dubbi sulla dolosità del fatto. I vandali hanno appiccato il fuoco dopo aver fatto irruzione nella mensa e devastato ciò che hanno potuto. Dal primo piano le fiamme si sono propagate ad alcune aule del secondo bruciando arredi, banchi e danneggiando il soffitto.
Se il raid di ieri mattina, come sembra, è opera del solito branco, ci troviamo di fronte a un atto che equiparare alle solite bravate sarebbe pericolosamente sbagliato. Ancora non ci si accorge che il bullismo, fenomeno inquietante che si esercita sui compagni più deboli e che non pare preoccupare più di tanto i genitori (l’enfer c’est les autres! – L’Inferno è gli altri), si sta evolvendo in forme delinquenziali pure. Forte di una dilagante subcultura, ma anche della miopia e debolezza delle istituzioni che, al più alto livello, cercano facili (e improbabili) antidoti nel voto in condotta.
Né può costituire strumento di “dissuasione” l’ovvietà di certe dichiarazioni. Come quella di Antonio Gazzellone (Pdl), presidente della commissione scuole in Campidoglio (“chi dà fuoco a una scuola commette un vero e proprio reato”), che al massimo serve a dirottare l’attenzione dei delinquenti verso altri bersagli.
Intanto, i danni della “Gianni Rodari”, secondo una prima stima, ammonterebbero a circa 150 mila euro. Il problema, al solito, è dove reperire i fondi. Dando un’occhiata al bilancio difficilmente si potrà attingere nei grami centri di costo del IX Municipio, nemmeno con l’artificio di storni o variazioni.
La politica dell’Amministrazione comunale, senza distinzione di maggioranze, che da anni tende a ingrassare i bilanci di dipartimenti e uffici extra dipartimentali, soggetti politicamente agli assessori (quelli veri, non quelli municipali che ne hanno mutuato solo il nome), a discapito dei 19 municipi, ripropone la vexata quaestio (vecchia, più volte dibattuta, questione) sui reali poteri di questi ultimi e sulla loro autonomia di spesa. Ma questo è un altro discorso.
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