

Il 22 aprile si è svolto un incontro-dibattito organizzato dall'Associazione "...in VI°la cultura"
Nel pomeriggio di sabato 22 aprile, quasi in concomitanza con le celebrazioni per l’anniversario della liberazione dal fascismo, l’Associazione “… in VI la cultura” ha promosso una manifestazione dal titolo “Incontriamoci per la costituzione”, presso il Teatro della Forma in viale della Primavera 317. All’incontro sono intervenuti in qualità di relatori: l’associazione "Giovani per la Costituzione", il partigiano Prima De Lazzari, il prof. Stefano Bianchi, e gli esponenti politici del VI municipio Giorgio Santilli e Stefano Veglianti.
Mattia Stella, esponente dei Giovani per la Costituzione, ha illustrato l’operato di questa associazione, un organo senza alcuna filiazione politica, nato da un gruppo di studenti universitari del ramo giuridico in concomitanza con il varo delle norme di modifica costituzionale da parte del governo Berlusconi.
L’associazione, da circa due anni, sta svolgendo una capillare attività di informazione sui rischi derivanti dallo stravolgimento della carta costituzionale, attraverso cicli di lezioni agli studenti delle scuole medie superiori e delle università.
In diverse occasioni si sono potuti avvalere del contributo alla causa dato dall’ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, fervente oppositore della riforma costituzionale che in merito ha dichiarato “è una pagina dolorosissima della storia italiana”, e di molti docenti universitari.
Inoltre i Giovani per la costituzione hanno collaborato attivamente alla raccolta delle oltre 800 mila firme che hanno permesso di richiedere lo svolgimento di un referendum abrogativo della legge di modifica costituzionale perché "questa legge ha comportato numerosi correttivi al testo in vigore dal 1° gennaio 1948, ma ancora estremamente moderno, introducendo il Senato delle Regioni, rafforzando i poteri del Presidente del Consiglio e stravolgendo il ruolo del Capo dello Stato".
Tutti i relatori si sono soffermati in modo prolungato sulla validità e la qualità della carta costituzionale tuttora in vigore, nata nel secondo dopoguerra da un compromesso virtuoso tra forze politiche profondamente distanti tra loro, ma capaci di rispettarsi e dialogare. Ovvero l’esatto contrario di quanto è avvenuto negli ultimi anni nell’arena politica italiana dove entrambi gli schieramenti politici hanno perseguito una irresponsabile linea di delegittimazione ed offesa dell’avversario.
L’incontro ha voluto ribadire ai presenti quanto sia elevato il valore del testo costituzionale, che la nuova riforma stravolgerebbe nella forma e nei contenuti ideali sottostanti, e quanto in questa situazione diventi importante recarsi alle urne, presumibilmente il 25 giugno, per sostenere il referendum abrogativo.
Ci sia consentito infine fare un piccolissimo appunto ad alcuni dei relatori intervenuti: un dibatto svolto di fronte ad una platea di persone conosciute, si sarebbe potuto svolgere in termini meno nozionistici e maggiormente confidenziali.
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