

Il 18 aprile all'Atelier Esc a San Lorenzo
Roma è la città che in Europa conta il numero più alto di esperienze di occupazione e autogestione di spazi che negli anni hanno conquistato un riconoscimento politico nel segno della legalità grazie anche alla Delibera 26 degli anni ’90 che consentiva ai centri sociali di rimanere in una cornice di garanzia stabilendo un criterio di discrezionalità e flessibilità nel rapporto con le istituzioni.
Da alcuni mesi il Comune ha avviato un dibattito, non pubblico, sulla modifica della Delibera. Ed è proprio questo che i Centri contestano: la mancanza di discussione con chi quella delibera ha conquistato.
Dall’incontro è emersa la totale indisponibilità dei centri ad accettare una modifica della delibera 26 che parta in maniera unilaterale e autocratica da parte dell’Amministrazione, o attraverso incontri unilaterali tra Comune e singoli spazi.
I rappresentanti dei vari centri ritengono invece che il dibattito debba essere vissuta in modo collettivo, pubblico e aperto a tutta la città.
Critiche sono state avanzate anche nei confronti del meccanismo dei bandi di concorso pubblici per i fondi della cultura, chiedendo invece l’istituzione di un "fondo strutturale" per i centri sociali e per l’attività di formazione, aggregazione, socialità e accesso alla cultura: iniziative che da anni i centri sociali portano avanti in maniera del tutto indipendente.
I Centri chiedono al Comune politiche strutturali di sostegno a queste "esperienze che contribuiscano in maniera determinante allo sviluppo della creatività e della cultura ‘indipendente’ e che poi spesso viene sussunta e rivalorizzata dal mercato e dalle filiere istituzionali, come accade per i i vari festival sulle culture giovanili".
Il fondo servirebbe a sostenere l’attività degli spazi, a consentirne la ristrutturazione la messa in sicurezza e l’insonorizzazione. E’ stato toccato anche il tema delle utenze a tariffe agevolate.
Infine il discorso si è allargato sulle politiche culturali della città, i rappresentanti dei Centri hanno criticato il grosso investimento che si sta facendo sui grandi eventi, chiedendo che si dia più centralità ai percorsi continuativi e strutturali della cultura, più sostegno alle realtà che indipendentemente dai grandi eventi (ma spesso anche dentro di essi) hanno la necessità di sostenersi per tutto l’anno.
Oltre all’Esc hanno partecipanto all’incontro: Astra 19, Csoa Spartaco, Csoa Corto Circuito, Csoa 32, Csoa La Strada, Strike – Spazio pubblico autogestito, Angelo Mai (Laboratorio aperto di arti e culture), Rialtosantambrogio, Csoa Decolliamo, Csoa Intifada, Csoa Sans Papier, Margine Operativo, ass. Le Sirene.
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