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Villa Flora, patrimonio storico sempre più degradato

Santori e Rocca (AN): “Manca un piano serio di utilizzo della villa e la manutenzione è carente”

“A Roma ci sono aree che potrebbero essere un paradiso per i cittadini, mentre sono solo ridotte a dormitori clandestini o a luoghi dove si sviluppano colonie feline”. E’ quanto dichiara il consigliere di Alleanza Nazionale del Municipio Roma XVI, Fabrizio Santori, con particolare riferimento ad un’antica villa sita in via Portuense.

Nota nei documenti ottocenteschi e novecenteschi come Villa Signorini, Villa Flora, rappresenta oggi il più importante esempio di verde storico del quartiere Portuense. Risalente al XIX secolo ed espropriato nel 1975 dalla Regione Lazio per la costruzione di un parco pubblico attrezzato, l’edificio fu acquistato dal Comune di Roma nel 1978 e da allora sono passati anni di solo degrado e abbandono, come recita anche il sito dei Beni Culturali di Roma.

Quello quindi che un tempo era un vero gioiello, oggi è purtroppo diventato un pericolo; quello che doveva essere un parco comunale, un luogo di ritrovo e socializzazione, è oggi terra di nessuno, ricettacolo di chissà quali attività illegali, pericoloso dormitorio di immigrati clandestini.

Eppure questo importante patrimonio storico attende da tempo un piano di riqualificazione e valorizzazione, che sembra stenti proprio ad arrivare.

“A distanza di circa vent’anni – dichiarano i consiglieri Santori e Rocca, vicepresidente quest’ultimo del Consiglio del Municipio XV – da quando il Campidoglio espropriò l’area per farne un parco vincolato, pende tuttora un contenzioso sulla regolarità dell’utilizzo di questi spazi. Manca infatti – proseguono Rocca e Santori – un piano serio di utilizzo della villa e la manutenzione è a dir poco carente”.

Poco resta quindi del disegno originario dell’antica villa gentilizia: passeggiando all’interno del parco la prima cosa che balza agli occhi, oltre al profondo degrado, è un mix di antichità e modernità. Da un lato un casino nobile, di forme eclettiche ispirate a modelli neomedievali e neorinascimentali, circondato da una splendida cornice di verde; dall’altro le sedi di diverse associazioni culturali che svolgono attività teatrali e musicali, case moderne, senza una crepa, dotate di parcheggio, in stile cottage. E ancora un campo sportivo con un casale oggi completamente abbandonato e utilizzato per i loro bisogni dai tanti cani che nel parco la fanno da padrone.

Inutile dire poi che all’interno dell’area non è garantita alcuna sicurezza né ai bambini né ai loro genitori, mai un controllo né una recinzione che limiti l’accesso nelle ore notturne in cui, peraltro, la villa rimane priva di illuminazione.

E’ forse il caso di dire che non si può più chiudere un occhio. “Serve un intervento immediato – sostiene Santori – per sopperire alle carenza del Comune di Roma e rinforzare l’immagine di un Governo sempre più attento alle politiche culturali e ambientali”.

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