

Abitanti e negozianti costretti da anni a vivere in una situazione di semioscurità per la manata potatura di un centinaio di alberi
Segnalazioni quasi quotidiane certificano lo stato di invibilità a cui sono costrette ormai alcune centinaia di famiglie residenti in quello che definiremmo, il triangolo dell’impossibile.
Si tratta di un pezzo di territorio del Municipio Roma 7 che comprende un piccolo tratto della via Tor de Schiavi che va da via del Trifoglio a via delle Robinie, con via dei Faggi e via delle Albizzie comprese.
Una situazione abitativa e di viabilità che non mostra differenze con le le caotiche periferie di alcune metropoli del mondo presenti in nazioni sicuramente più problematiche della nostra, come Brasile, Messico, Thailandia, ecc.
Accade quindi che nella nostra amata città per colpa di un palleggiamento di responsabilità (visto ad esempio che via Tor de Schiavi è in carico al Dipartimento) gli abitanti e i negozianti siano costretti da anni a vivere in una situazione di semioscurità e per quanto concerne gli esercizi commerciali, addirittura con le insegne luminose nascoste, e questo per colpa di un centinaio di alberi mai potati e che quindi hanno raggiunto altezze e chiome da record. Una semioscurità che diventa una sorta di eclissi totale con il sopraggiungere della sera, capace addirittura di rendere pericolosa la circolazione dei pedoni su quei tratti di marciapiedi.
La potatura di alberi che, diciamolo, non sono certamente idonei per quei stretti marciapiedi, non è stata effettuata nel corso degli ultimi tre anni e non si sa quando lo sarà e questo per effetto, ci fanno sapere dal Dipartimento, di una insufficiente disponibilità finanziaria nel rispettivo capitolo di spesa del bilancio comunale. Come dire, non ci sono i soldi e quindi se voi cittadini per stare in casa dovete avere la luce accesa anche alle 10 del mattino o se camminate su marciapiedi pericolosi per carenza di illuminazione… arrangiatevi, il Comune di Roma non ha fondi "per rispondere alle vostre concrete e sacrosate richieste" … eppure anche i cittadini del Municipio Roma 7 contribuiscono non poco alle entrate Comunali, attraverso il pagamento delle imposte dirette e indirette.
Che si tratti di un quadrante dimenticato della periferia romana lo si evince anche dal servizio di pulizia operato dall’Ama eseguito con approssimazione e con frequenze che hanno del misterioso (a quando la carta dei servizi prevista nel rinnovato contratto sottoscritto dal sindaco Alemanno?).
Dulcis in fundo c’è la questione della viabilità, diventata quasi impossibile con l’apertura dei cantieri della Metro C che hanno costretto ad una rivisitazione dei percorsi delle linee dei bus, con una ricaduta negativa su via di Tor de Schiavi, dove errore grave, è stata lasciata la sosta a spina in entrambi i lati, fatto questo che contribuisce ad alimentare paurosi, ma evitabili, ingorghi. Ma anche per questo tipo di problema competenza e responsabilità fanno capo al dipartimento Mobilità.
Ovviamente la presenza del vigile urbano è un fatto raro ed eccezionale.
Ma che via tor de Schiavi non sia proprio baciata dalla fortuna lo si evince anche da un recente spostamento di fermata che dopo oltre un trentennio l’Atac ha deciso di spostare dall’incrocio di via della Robinie al civico 172 di via Tor de’ Schiavi, ma lo ha fatto senza segnalarla a terra con le apposite strisce gialle e senza eliminare dallo spazio fermata le auto impropriamente parcheggiate a spina e che impediscono agli utenti di prendere il bus in sicurezza, già messa in discussione dall’oscurità provocata dagli alberi non potati.
Quanto abbiamo raccontato non sono pezzi di una sceneggiatura di un film, è la ricostruzione fedele della situazione in cui sono costrette a vivere qualche migliaio di inascoltati cittadini la cui unica colpa è quella di risiedere su una strada di competenza del Dipartimento.
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