Poniamoci alcune domande: se non si sperimentasse su animali si dovrebbe allora sperimentare direttamente sull’uomo? Come può una coltura di cellule simulare la complessità di un intero organismo? I metodi sostitutivi funzionano davvero?
Sul totale delle ricerche condotte a scopo biomedico in Italia, nel
30% dei casi vengono utilizzati animali, mentre per la restante parte vengono utilizzati altri metodi: osservazione dei malati, studi epidemiologici, modelli matematici, ricerca su cellule e tessuti coltivati
in vitro. “A-CuteTox” (
www.acutetox.org) ad esempio è un progetto finanziato dall’Unione Europea per la completa sostituzione degli animali nei test di tossicità acuta. Il progetto prevede il ricorso a metodi
in vitro e lo studio di tutti i dati già disponibili in natura sulla tossicità acuta.
Il settimo programma quadro europeo, che stabilisce quali e di quale entità siano i finanziamenti per la ricerca scientifica e tecnologica per il periodo 2007-2013, ha inserito specifiche voci sul finanziamento di metodi alternativi all’utilizzo di animali.
SOSTITUIRE L’USO DI ANIMALI NELLA SPERIMENTAZIONE SULLE SOSTANZECHIMICHE
Per eseguire i test richiesti dalla legge, per ogni sostanza chimica (contenuta in farmaci, cosmetici, conservanti alimentari, coloranti, adesivi, disinfettanti, pesticidi, materie plastiche etc) occorrono
più di 2.000 animali.
I test in vitro funzionano? Lo studio MEIC
Lo studio MEIC (Multi Evaluation of in vitro Cytotoxicity), condotto a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, venne eseguito per verificare la capacità predittiva delle colture cellulari rispetto agli animali nei test di citotossicità, sulla base di alcuni dati noti di tossicità di alcune sostanze sull’uomo. Questo studio dimostrò che una batteria di tre saggi su colture di cellule umane era maggiormente predittiva, economica e pratica degli studi condotti su animali. L’indice di predittività tra questa batteria di test era dell’ 83% rispetto ai risultati ottenuti da topi e ratti, il cui indice era del 65%.
Ecco alcuni saggi di epidermide e cornea umana per studi di tossicità cutanea ed oculare, oggi eseguiti su conigli:
saggio EpiOcular (prodotto da MatTek, USA);
modello HCE (prodotto da SkinEthic, Francia);
modello HCE – T (prodotto da Gillette Corporation, USA).
METODI ALTERNATIVI:
perché scegliere di non effettuare sperimentazioni su animali
Metodo
IRRITECTION: è un modello
in vitro integrato con un software. Modelli di pelle umana ricostituita per i test di corrosione cutanea:
Epiderm ,
Episkin e
Corrositex, disponibili in kit commerciali. Per valutare lasensibilizzazione cutanea, al posto di topi e cavieè possibile ricorrere a modelli informatici (
DereK e TopKat), già impiegati in molte industrie; patch test su umani, come si fa per i prodotti cosmetici finiti.
Per studiare meccanismi più complessi come il metabolismo (test di tossicocinetica), sono stati messi a punto sistemi come
Cloe screen, Cloe PK (Cytoprotex PLC, UK), e il sistema
Simcyp (Università di Sheffield, UK), utilizzati da molte industrie farmaceutiche da oltre 15 anni. Questi sistemi sfruttano sia modelli informatici che saggi
in vitro su diverse cellule dell’organismo umano.
Per i test di
cancerogenesi alcuni scienziati propongono una strategia combinata di modelli informatici, in vitro, studio di dati già disponibili e poi tecnologie avanzate come la
tossicogenomica: si avvale di microchip al DNA (DNA chip o DNA microarray), che contengono centinaia piccoli frammenti di DNA. Passando sul chip di DNA la soluzione contenente la sostanza da testare, la parte di DNA implicata nel meccanismo di tossicità diviene fluorescente, consentendo di comprendere modalità di azione e possibili effetti della molecola.
Questa tecnologia, oltre ad essere efficace e mirata, è anche estremamente economica: i costi si aggirano tra lo 0,25 e il 5 per cento del costo dei test condotti su animali.
chemical. Final validation and acceptance of the SHE cell transformation
Un progetto europeo
denominato ReProtect (
http://www.reprotect.eu/), che prevede test
in vitro su spermatozoi e su altre cellule del testicolo e dell’ovaio; presso l’Università di Rochester vengono eseguiti studi di tossicità su placenta umana (un materiale di scarto).
Farmaci
Il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche (test su volontari), mostrando effetti avversi che sulle prove precliniche (su animali) non erano stati rilevat.
Alcuni
metodi in silico:
Derek, per mutagenesi, cancerogenesi, sensibilizzazione cutanea;
Topkat e CASE, per sensiblizzazione cutanea;
MultiCASE,
META,
CASETox e
Toxalert per studi di tossicità ed ecotossicità. Alla Pennsylvania State University è stato messo a punto un modello di
stomaco virtuale che ricrea elementi come il movimento gastrico, la dissoluzione di compresse, e serve a predire il destino del farmaco nel suo passaggio gastrico; il
Tripos’ Volsurf studia assorbimento, metabolismo ed escrezione dei farmaci basandosi sulle interazioni a livello tridimensionale della molecola ed è stato messo a punto partendo da dati
in vitro; CombinatoRx, mette a punto modelli in grado di analizzare l’interazione di più farmaci utilizzati contemporaneamente;
Compudrug (www.compudrug.com) ha sviluppato diversi sistemi per la ricerca in ambito farmaceutico, biotecnologico:
HazardExpert è un sistema di predizione che, usato insieme a
MetabolExpert fornisce informazioni sul metabolismo sia del composto iniziale che dei suoi derivati (metaboliti).
Organi bioartificiali. Anche in Italia viene eseguita questo tipo di ricerca, ad esempio presso l’Università della Calabria e l’Università di Pisa, in cui si studiano rispettivamente modelli bioartificiali di fegato e di intestino umani.
Farmacogenomica: recentemente un rappresentante della Glaxo ha dichiarato che il futuro dei farmaci è quello della personalizzazione, dato che la diversità genetica tra individui provoca risposte diverse a stessi farmaci (figurarsi tra animali e uomo!). Analogamente alla tossicogenomica, si usano DNA-chip, vetrini contenenti migliaia di filamenti di DNA. Si indaga su quali punti del DNA il farmaco svolge la sua azione.
Per studiare il metabolismo dei farmaci la
Hurel Corporation, ha sviluppato un
microchip a compartimenti, ognuno dei quali ospita cellule diverse (intestino, fegato, reni, cuore, etc). Gli studi finora condotti hanno dimostrato la sua efficacia nel predire il metabolismo dei farmaci meglio dei test su animali e addirittura di prove cliniche.
Studi clinici: prima di effettuare prove su volontari esistono software di
simulazione per uno
studio clinico preliminare, come quello messo a punto da Pharsight. E poi la tecnica del
microdosing: consiste nel somministrare bassissime quantità del farmaco da testare e poi eseguire periodicamente delle analisi su sangue e urine dei volontari sottoposti alla sperimentazione per verificare se, come e dove, la sostanza è stata trasformata, espulsa o accumulata. La tecnica non presenta rischi di effetti collaterali.
La novità del microdosing è che la sostanza viene somministrata a dosi dell’ordine di circa 1000 volte inferiori alla dose che potrebbe causare effetti avversi. Oggi è possibile fare questo grazie alle moderne tecniche di analisi chimiche, che consentono di rintracciare in sangue e urine anche piccolissime quantità della sostanza in esame.
Vaccini
Se i test su animali costituiscono un approccio a “scatola chiusa” (impossibilità di stabilire con certezza l’esito positivo degli stessi sull’uomo), le moderne tecnologie oggi consentono di ricorrere ad approcci razionali che assicurano affidabilità: si esegue un sequenziamento del genoma dell’agente patogeno con tecniche di biologia molecolare (nell’approccio con animali l’antigene non si conosce!); si selezionano delle proteine del patogeno con proprietà di stimolazione della risposta immunitaria, impiegando modelli informatici. Oggi ci sono banche che custodiscono le sequenze geniche di centinaia di batteri, funghi e virus patogeni. Alcuni modelli
in silico disponibili sono:
EpiMer, EpiMatrix, Conservatrix, BlastiMer, Patent-Blast.
Immunogrid (progetto italiano); poi si producono
in vitro le proteine selezionate e si misura con metodi chimico analitici la quantità di antigene presente per verificare l’efficacia del vaccino (potency test).
Nel 1997 la Farmacopea Europea non ha richiesto l’esecuzione di test su animali per il potency test su vaccino antidifterite, tetano e pertosse, risparmiando così la vita a 35.000 animali ogni anno. E’ plausibile che man mano questa decisione verrà estesa anche ad altri vaccini.
Diverse
analisi chimiche hanno sostituito il ricorso ad animali nell’ambito di verifiche igienico-sanitarie su alimenti (estrogeni nelle carni, tossine nei molluschi, etc).
Cancro
Epidemiologia, ovvero lo studio dello stile di vita in relazione allo sviluppo di malattie ha consentito di identificare la causa di diverse malattie, tra cui molti tipi di cancro. Ad esempio il cancro al polmone provocato da fumo di sigaretta e da amianto, la leucemia prodotta dall’esposizione al benzene; i test su animali avevano indicato come innocue queste sostanze. Grazie all’epidemiologia è stato possibile anche constatare la maggiore incidenza del cancro cutaneo negli europei emigrati ai tropici e si è potuta correlare la malattia con l’eccessiva irradiazione ultravioletta (le pelli scure sono protette dalla melanina); è stato inoltre riscontrato che il carcinoma del testicolo è raro nei neri di tutto il mondo. Il cancro del colon e del retto, frequente in Europa e nell’America settentrionale, è raro in Giappone ma raggiunge la frequenza propria della popolazione statunitense nei giapponesi immigrati negli USA, facendo pensare ad una causa legata ad un fattore ambientale e non alla razza. L’azione cancerogena sulla vescica della benzina, dell’alfa-naftalin-amina e della beta-naftil-amina fu osservata, per la prima volta, nei lavoratori di industrie che usano questi prodotti.
Nella ricerca
in vitro l’uso di
tessuti umani ricostruiti, sviluppati per l’occhio, la pelle, il polmone, il tratto gastrointestinale e i rivestimenti della bocca e della vagina, sostituiscono già gli animali in una vasta gamma di test industriali.
La tecnica che impiega
DNA chip, già descritta, promette risultati anche per l’individuazione precoce di mutamenti nell’espressione dei geni dovuti a sostanze cancerogene. Grazie ai microarray è stato scoperto che il cancro al seno può originarsi da diversi tipi cellulari (non solo uno), come si sospettava precedentemente; e sono stati chiariti alcuni meccanismi della metastasi e osservata la differenza rispetto a quanto si credeva dai test su animali.
Anche in Italia, presso l’IFOM (Istituto Firc di Oncologia Molecolare) di Milano ad esempio, si sfrutta questa tecnologia, grazie alla quale è stato identificato un gruppo di geni coinvolti nel carcinoma polmonare, consentendo di diagnosticare precocemente l’insorgenza del tumore.
I chip al DNA peraltro sono prodotti anche in Italia da marzo 2006.
Malattie genetiche
Studi clinici: diagnosi prenatale (esame dell’albero genealogico dei genitori del nascituro; esame dei villi coriali e del liquido amniotico, etc).
In passato, tecniche molto semplici, come l’osservazione al microscopio dei cromosomi, hanno consentito di comprendere l’origine di malattie come la sindrome di Down. La conoscenza dei geni e del loro ruolo si può valutare studiando persone con disfunzioni per capire se queste dipendano dal malfunzionamento, dalla mancanza o dall’aggiunta di segmenti di DNA.
E’ possibile ottenere informazioni sulla funzione di un gene non noto, confrontando la proteina da esso prodotta con proteine dalla struttura simile archiviate in
databases; grazie all’impiego di
DNA chip, è possibile studiare poliformismi genetici (diverse forme di uno stesso gene) e quindi eventuali associazioni tra geni e malattie ed eventualmente la funzione stessa del gene. Un software per lo studio della funzione dei geni senza ricorrere ad animali è prodotto dalla Molecular Applications Group (California).
Studi su gemelli identici. Ad esempio il progetto europeo GenomEutwin:
http://www.genomeutwin.org); sui meccanismi della coagulazione del sangue per comprendere situazioni patologiche che portano alla formazione di trombi e all’ictus cerebrale (progetto europeo Euroclot) e inoltre studi sull’ansia e sulla cataratta. Presso l’Istituto Superiore di Sanità è tenuto il registro nazionale dei gemelli identici italiani.
Il
supercomputer Avogadro, progettato dall’azienda italiana Eurotech, in grado di analizzare enormi quantità di dati genetici. Avogadro si trova presso LitBio, il laboratorio interdisciplinare di tecnologie bioinformatiche a Milano. Renato Dulbecco sostiene che ”L’informatica oggi e’ alla base di tutta la biologia poiché solo un’elevata potenza di calcolo puo’ consentire lo studio approfondito delle proteine, dei geni e di tutti quei fenomeni ad essi collegati ”.
I ricercatori dei laboratori tedeschi di Infineon hanno sviluppato un
“neuro chip”, della dimensione di un’unghia, in grado di leggere i segnali elettrici delle cellule nervose umane.Le prime applicazioni pratiche di questi neuro-chip permetteranno di sperimentare nuovi farmaci: applicando un farmaco ad una porzione di cellule nervose connesse ad un chip si potrà infatti leggere e interpretare la reazione delle cellule
.
Didattica
L’ambito didattico è probabilmente quello in cui c’è maggiore disponibilità di metodi sostitutivi agli animali, che però continuano ad essere impiegati.
Il
Visibile Human: è un atlante anatomico multimediale di 55 gigabyte, ottenuto da due volontari, un uomo e una donna, che hanno donato i loro corpi. (
http://www.nlm.nih.gov/research/visible/visible_human.html).
Per l’addestramento dei medici su malattie cardiache e situazioni di emergenza: il
robot Michelangelo, (realizzato al Politecnico di Milano); il
manichino SAM (già adottato in un progetto formativo per l’addestramento di 600 medici nella Regione Veneto);
il progetto OPTIMISE
(
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata")
si propone la realizzazione di un simulatore innovativo utilizzabile sia in chirurgia open (tradizionale) sia mini-invasiva; in Sardegna, a Pula (CA) si trova il CRSSSS (Center for Advanced Studies Research and Development in Sardinia,
www.crs4.it), un centro di ricerca interdisciplinare che sviluppa tecniche avanzate di simulazione tramite il computer, e che si occupa tra le altre cose anche di applicazioni biomediche.
Su
www.interniche.org è disponibile un database di molti metodi utilizzabili nella didattica, e la possibilità di ottenerli in prestito:
http://www.interniche.org/alt_loan.html
Zoologia
Anche nella ricerca in ambito faunistico è possibile ricorrere a metodi incruenti di studio, piuttosto che alla cattura e marcatura (es: taglio di dita), che provocano mutilazioni, stress o addirittura la morte degli animali. Esistono trappole incruente costituite da tubi di plastica di idoneo diametro contenenti un’esca alimentare e contornati con scotch adesivo nella parte superiore per raccogliere peli su cui saranno eseguiti test genetici. Studio di borre e materia fecale per studiare l’alimentazione e altri aspetti; l’esame delle
carcasse di animali investiti su strada e, infine,
videocamere per il controllo a distanza e prove fotografiche.
L’emissione di onde radio e l’infiltrazione di agenti patogeni nei siti di inserimento sottocutanei, hanno avuto un ruolo determinante sul tasso di mortalità e morbilità nei casi studiati.
Segnaliamo, ad esempio, il metodo messo a punto per il riconoscimento specie-specifico dei Mammiferi Mustelidi (come faina, martora, puzzola), elaborato dall’Università degli Studi di Perugia, che si basa
sull’analisi del DNA contenuto in peli o escrementi raccolti sul campo e che permette di riconoscere non solo la specie, ma – una volta acquisiti più dati relativi a una certa zona – anche il singolo individuo e il grado di parentela con gli altri individui della stessa specie,
sfregando un tampone sulla pelle dell’anfibio.
La LAV ha esposto qui di seguito un prospetto per spiegare la bontà dei nuovi modelli di sperimentazione che non utilizzano gli animali.
Metodi sostitutivi: perché Sì
Attualmente in diversi settori non vengono più effettuati esperimenti su animali*. Ecco alcuni esempi:
Prima
Oggi
Crash test di automobili
Scimmie
Manichini
Test di gravidanza
Topi
Analisi chimica
Test per verificare la contaminazione batterica di farmaci
Conigli
Cellule di sangue umano
Molti casi di verifiche igienico – sanitarie su alimenti (estrogeni, tossine algali)
Topi, ratti
Analisi chimica
La produzione di anticorpi (usati in diagnosi e ricerca)
Topi, conigli
In vitro
Alcuni test di tossicità su sostanze chimiche (assorbimento cutaneo, mutagenesi e genotossicità, fototossicità, embriotossicità).
Topi, ratti, conigli
Cellule coltivate
in vitro
Produzione di insulina
Pancreas suino
Produzione
in vitro da batteri
Produzione di acido ialuronico (ingrediente in formulazioni cosmetiche e farmaceutiche) e altre sostanze
Creste di gallo
Produzione
in vitro da batteri
* La disponibilità di metodi sostitutivi è ampia anche per altri ambiti, sebbene il loro ricorso sia lasciato alla volontà dei ricercatori (didattica, ricerca biomedica, ricerca e sviluppo di farmaci).
Basta volerlo. Dire che “non è possibile” fare a meno degli animali è indice di un atteggiamento dogmatico che poco si addice a criteri di ricerca scientifica. L’atteggiamento del ricercatore dovrebbe essere sempre possibilista, altrimenti non si produrrebbe mai alcun miglioramento.
Sperimentazione animale: perché No
I farmaci sono le uniche sostanze chimiche per le quali vengono richiesti, per legge, test su animali e test sull’uomo. Nel passaggio dagli uni agli altri
ben 4 molecole su 5 vengono cestinate a causa di incompatibilità (effetti osservati sull’uomo e non rilevati sugli animali). L’esempio recente più eclatante è quello dei sei giovani londinesi finiti in coma durante uno studio clinico.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità il 30% della ricerca biomedica viene fatta su animali, ciò significa che il 70% è condotto utilizzando metodi alternativi.
E’ stato scientificamente dimostrato (British Medical Journal 2004, Nature 2005), che la messa a punto di farmaci e terapie che non prevedano esperimenti su animali è possibile grazie a studi clinici condotti su volontari.
La validità scientifica dell’uso di animali come modelli dell’uomo si è spesso dimostrata fuorviante, venendo meno a causa delle sostanziali differenze che esistono tra organismi umani ed organismi animali. Non è possibile ignorare il fatto che diversi farmaci precedentemente sperimentati su animali, sono stati in seguito ritirati dal commercio perché altamente nocivi per l’uomo.
Medicinali sperimentati su animali che le aziende farmaceutiche sono state costrette a ritirare dal mercato perché nocivi per l’uomo:
Il Vioxx (rofecoxib), la Cerivastatina (Lipobay/Baycol), la Rosuvastatina (Crestor), alcuni Antidepressivi: Prozac, Zoloft, Paxil, Effexor, Il Tequin (Gatifloxacina), Il Gefitinib (Iressa), e alcuni farmaci impiegati nel trattamento dell’obesità: Aminorex e Fenfluramine nel 1997; Fenilpropanolamina nel 2000.
Il Vioxx (rofecoxib)
, insieme ad altri preparati analoghi chiamati Coxib, è un farmaco antinfiammatorio di nuova generazione. Nel 2000 uno studio registra un incremento di 5 volte dell’incidenza di infarto nei pazienti trattati con rofecoxib (Vioxx) e nel 2004 la Merck (azienda produttrice) lo ritira dal commercio. Si stima che i decessi siano stati tra 88 mila e 140 mila.
Cerivastatina (Lipobay/Baycol). Appartiene alla classe degli anticolesterolo (statine) usati per prevenire eventi coronarici in pazienti con cardiopatie. Fu ritirato nel 2001 con l’accusa di aver causato numerosi decessi.
Rosuvastatina (Crestor). Introdotta sul mercato nel 2003 è sotto stretta sorveglianza, come le altre statine, per gli alti rischi cui è associato: danni muscolari, come la rabdomiolisi, e insufficienza renale. Gli studi preclinici non avevano rilevato questo fenomeno.
Antidepressivi (Prozac, Zoloft, Paxil, Effexor). Gli antidepressivi di nuova generazione, erano considerati efficaci anche negli adolescenti. Nel 2004 la Fda e l’Emea hanno stabilito che l’intera categoria degli antidepressivi aumenta il rischio di comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici e negli adolescenti.
Tequin (Gatifloxacina): antibiotico, prodotto dalla società farmaceutica americana Bristol-Myers Squibb (BMS) e introdotto sul mercato USA nel 1999. BMS ha annunciato di aver sospeso la produzione e la vendita dell’antibiotico Tequin. A febbraio 2006, la FDA aveva fatto modificare la scheda tecnica di Tequin, in seguito alla segnalazione di casi di ipoglicemia e di iperglicemia, e controindicando l’antibiotico ai pazienti affetti da diabete. Inoltre, Tequin poteva essere dannoso per i pazienti anziani e per i pazienti con disturbi renali. Lo stesso anno la BMS decide di ritirarlo dal mercato. (fonte: Xagena 2006)
Gefitinib (Iressa): è un farmaco antitumorale che ha trovato impiego nei pazienti con carcinoma polmonare; Iressa è stato ritirato dal commercio per il presentarsi di gravi reazioni avverse: rash, diarrea, acne, secchezza della pelle, nausea e vomito. La malattia polmonare interstiziale ha rappresentato l’effetto collaterale più grave, con manifestazioni in circa l’1% dei pazienti a livello mondiale, e del 2% tra i pazienti giapponesi. (Fonte: Cersosimo RJ, Expert Opin Drug Saf 2006; 5: 469-479:; Xagena_2006).
Alcuni farmaci impiegati nel trattamento dell’obesità: Aminorex e fenfluramine nel 1997; Fenilpropanolamina nel 2000. Aminorex era associato a un’aumentata incidenza di ipertensione polmonare, le fenfluramine a un aumento dei casi di ipertensione polmonare e di valvulopatia, e la Fenilpropanolamina a un aumentato rischio di ictus emorragico.
La popolazione a più alto rischio di questi eventi avversi è quella che ha assunto più alti dosaggi o quella con più lunga durata di esposizione alle fenfluramine, oltre ai soggetti con preesistente malattia cardiaca o con una predisposizione genetica. (fonte: Ioannides-Demos LL et al, Drug Saf 2006; 29: 277-302; Xagena_2006)
La Chiron ha ritirato 5,5 milioni di dosi del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, distribuito nei Paesi in via di sviluppo e in Italia. Il vaccino, noto con il nome di
Morupar, ha causato un’alta incidenza di reazioni avverse, come febbre, reazioni allergiche e gonfiore ghiandolare, rispetto ad altri vaccini. Le reazioni si presentavano già dopo l’inoculazione.
Questo è il secondo importante inconveniente che colpisce Chiron negli ultimi anni. Nel 2004, Chiron non è stata in grado di produrre il vaccino antinfluenzale per il mercato statunitense a causa di contaminazioni nel suo impianto produttivo di Liverpool, in Inghilterra (fonte: Xagena_2006).
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i farmaci essenziali sono 312 (http://whqlibdoc.who.int/hq/2005/a87017_eng.pdf). Solo in Italia, le specialità farmaceutiche presenti sul mercato sono circa 20.000.
Questi esempi sono indicativi del fatto che esiste una sostanziale differenza tra individui della stessa specie, figuriamoci tra animali e umani. Gli esperimenti su animali nello sviluppo dei farmaci tolgono tempo e denaro e soprattutto forniscono risultati che possono fuorviare rispetto all’obiettivo.
Test ripetitivi e altre assurdità:
Test per verificare la tossicità di aspartame e Coca Cola condotti su
ratti presso l’Istituto Ramazzini di Bologna nel 2005 e 2006.
L’FDA americana ha già condotto studi clinici sull’aspartame; la non salubrità della Coca Cola è ampiamente nota, uccidere vite per testarne la tossicità può avere una giustificazione scientifica?
Test su nimesulide presso l’Università La Sapienza nel 2003.
Questo farmaco è sul mercato italiano dal 1985 (www.farmacovigilanza.org).
Test di valutazione del desiderio sessuale su
ratti e
topi presso la società Glaxo (VR).
Ratti e topi hanno una biologia della riproduzione completamente differente da quella umana sia per tempi (durata della gravidanza, capacità di gravidanze ripetute) che per modalità.
Studi di psichiatria presso l’Università di Bologna nel 2004.
E’ assurdo riprodurre la complessità di patologie psichiatriche su animali, anche solo per il fatto che la clinica psichiatrica si basa sul colloquio con il paziente (Per approfondimenti si veda “Sperimentazione animale e psiche” di S. Cagno, ed Cosmopolis).
Studi sull’effetto del buio nella plasticità corticale di topi e ratti presso il CNR di Pisa nel 2003.
Topi e ratti sono animali notturni, l’uomo è diurno.
Test cruenti sugli animali:
Ricerche su xenotrapianti presso l’Università di Padova.
Gli animali (principalmente maiali e scimmie), sono utilizzati come serbatoi di organi. Da circa 15 anni si eseguono ricerche su xenotrapianti senza alcun successo, nonostante le false promesse di chi le esegue.
Test di tossicità sulla tossina botulinica presso l’Istituto Superiore di Sanità.
La tossina botulinica provoca una paralisi muscolare, facendo morire gli animali in modo atroce quando sopraggiunge la paralisi dei muscoli respiratori. Ciò è ancora più inaccettabile se si pensa che alcune applicazioni della tossina botulinica sono di tipo cosmetico.
Studi sulla corteccia cerebrale presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, di Verona e di Bologna su scimmie.
Di solito questi studi prevedono l’impianto di elettrodi nel cervello degli animali dopo un intervento chirurgico oppure l’asportazione di parti del cervello.
FONTE – www.lav.it
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Scrivi un commento