

La vittima, medicata al Casilino, spezza il silenzio su anni di maltrattamenti sommersi
L’ennesimo capitolo di una drammatica sequenza di violenze casalinghe si è consumato nel cuore della notte tra le palazzine di via dell’Archeologia, tragicamente nota trincea del VI Municipio a Tor Bella Monaca.
Erano circa le 2.00 quando una telefonata disperata giunta al Numero Unico di Emergenza 112 ha fatto scattare la corsa contro il tempo dei Carabinieri della Stazione locale.
I militari, giunti sul posto nel giro di pochi minuti, si sono trovati di fronte ai segni evidenti di un violento pestaggio appena consumato.
A finire nei guai è stato un ventenne di origine tunisina, incensurato, ritenuto gravemente indiziato dei reati di lesioni personali e porto abusivo di armi odiose.
Poco prima del blitz delle gazzelle dell’Arma, il giovane si era scagliato con inaudita ferocia contro la convivente, una ragazza italiana sua coetanea, aggredendola fisicamente all’interno dell’appartamento.
Soccorsa tempestivamente dai sanitari del 118 inviati sul posto, la giovane è stata trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso del Policlinico Casilino, dove è stata medicata per le ferite riportate.
Una volta messa al sicuro, la donna ha trovato la forza ed il coraggio di varcare la soglia della stazione dei Carabinieri per formalizzare una dettagliata denuncia-querela.
Agli investigatori la ragazza ha confidato un incubo sotterraneo e prolungato nel tempo: un’escalation di prepotenze, minacce e percosse scatenate sistematicamente per futili motivi tra le mura domestiche.
Un calvario vissuto finora nel silenzio assoluto, dato che prima di questa notte la vittima non si era mai rivolta alle forze dell’ordine né aveva mai cercato riparo presso presidi ospedalieri o centri antiviolenza.
Nel corso dei contestuali accertamenti e della perquisizione personale eseguita dai Carabinieri, l’aggressore è stato trovato in possesso di un coltello con una lama affilata di 10 centimetri, celato tra gli abiti e prontamente sottoposto a sequestro giudiziario.
Considerata l’estrema pericolosità del soggetto ed il concreto, imminente rischio per la sopravvivenza della vittima, gli operanti hanno attivato d’urgenza i protocolli previsti dalle procedure operative del “Codice Rosso”.
Nei confronti del ventenne è stata disposta ed applicata la misura cautelare dell’allontanamento urgente dalla casa familiare, con il contestuale ed inderogabile divieto di avvicinamento a tutti i luoghi frequentati dalla persona offesa.
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