Inglourious Basterds

Il vendicativo ritorno di Quentin Tarantino con Bastardi senza gloria

Da venerdì 2 ottobre nei cinema italiani è in programmazione il vendicativo ritorno di Quentin Tarantino.

Dopo la parentesi A prova di morte/Planet terror con l’amico Rodriguez, in cui giocava a rifare il b-movie, riprende le tematiche Killbilliane per trasferirle nel periodo bellico della presa di Parigi da parte dei nazisti.

Lì assistevamo a un’incalzante vendetta solitaria e personale in nome della famiglia, qui in nome di un popolo. Inglourious basterds, in italiano Bastardi senza gloria, è la duplice storia della lotta al nazismo da parte di una ragazza ebrea sfuggita a un massacro e di una squadra americana di otto membri, i bastardi per l’appunto, che uccidono per puro piacere, con la stessa moneta adoperata dai nazisti, abominevoli e spietati. Il tenente, che guida il manipoli di soldati, ha nel sangue radici pellerossa e brama gli scalpi delle sue vittime, lasciando sulla strada l’inequivocabile segno del suo passaggio e facendo echeggiare la sua ferocia sin dentro i palazzi blindati del potere nemico. Il film dunque viaggia su due linee incandescenti e parallele che si scontrano alla fine, in un’esplosione che riscrive la storia.

Nella sequenza d’apertura, il Tarantino regista mette in scena il suo perfetto citazionismo, facendoci credere di assistere a un film non suo, lasciandoci spiazzati nell’imprevisto. E’ l’epopea di Sergio Leone, fatale in un clima senza tempo.

E’ un film che ha dentro di se tutto sfiorando persino il b-movie. Meno pop di Kill Bill e meno camp di A prova di morte mischia stili e generi, passando dal thriller alla commedia in maniera perfetta, valicando i limiti del film di genere facendo sentire lo spettatore in un continuo sempre diverso. Ed è proprio nei momenti sereni del film, prima che implodano, che lo spettatore viene invitato a sedersi in un angolo dentro l’inquadratura, a osservare lateralmente nella bidimensionalità dello schermo i giochi degli attori. I personaggi hanno una levatura eroica, invadono il campo, entrano da subito a far parte dell’immaginario prendendo posto nella memoria.

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