

Conferenza stampa mercoledi 6 settembre ore 11,00 presso la sede del WWF Italia in via Po 25 c a Roma
La Rete Nazionale Rifiuti Zero e Greenpeace Italia aderiscono alla giornata mondiale contro l’incenerimento lanciata da “Gaia” (Global Alliance for Incineritors Alternatives), promovendo, in collaborazione con tante altre realtà, vari momenti di informazione e protesta che animeranno le piazze italiane tra il 6 e il 10 settembre. Sono centinaia i comitati popolari, le associazioni e i gruppi locali che in tutto il nostro paese, da Nord a Sud, si battono contro una gestione dei rifiuti che ha disseminato il territorio di discariche inquinanti, senza attivare alcun sistema serio di controllo sanitario e ambientale sul ciclo dei rifiuti. Al contrario, proprio quando i costi di gestione e le normative europee indicavano come prioritarie politiche di riduzione dei rifiuti, riuso e riciclaggio, l’Italia ha progettato di raddoppiare il numero degli impianti di incenerimento, aggravando così il problema delle discariche, di cui gli inceneritori hanno bisogno per smaltire le ceneri e gli altri residui tossici della combustione.
La combustione dei rifiuti “sia in inceneritori sia in cementifici” è tra le maggiori fonti di diossine e furani, inquinanti organici persistenti che si accumulano negli organismi ai vertici della catena alimentare, soprattutto nell’uomo, con effetti devastanti. Tali composti sono infatti tossici, mutageni, teratogeni, cancerogeni e interferiscono con il sistema endocrino. L’incenerimento produce altresì metalli pesanti (arsenico, piombo, mercurio, cadmio, ecc.) e particolato (Pm 2,5 e inferiore) che sfugge ai filtri degli inceneritori. La costruzione e la gestione di un inceneritore s’accompagna inoltre a processi decisionali autoritari che spesso escludono la partecipazione diretta e le proposte alternative dei cittadini. Come dicono le norme comunitarie, l’energia prodotta dagli inceneritori bruciando rifiuti non è rinnovabile: viene per lo più da carta e plastica (le due frazioni merceologiche col potere calorifico più alto), materiali che dovrebbero essere avviati al riciclaggio, non essere bruciati. Eppure gestire i rifiuti senza ricorrere all’ incenerimento è possibile. Lo dimostrano città e regioni in Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda che, in un arco di tempo relativamente breve (in genere 5 anni o meno), hanno ottenuto riduzioni molto significative di smaltimento in discarica, senza ricorrere a impianti di incenerimento. Lo dimostrano anche diverse realtà italiane che hanno raggiunto risultati significativi grazie all’introduzione della raccolta “porta a porta”.
Chiediamo quindi di tutelare la salute e l’ambiente, promovendo in particolare:
– una raccolta differenziata spinta al 70-75%, specie col metodo della raccolta domiciliare;
– il compostaggio di qualità della frazione organica;
– filiere industriali del riutilizzo e del riciclaggio adeguatamente sostenute da incentivi statali;
– il trattamento a freddo del residuo (quel 25-30% che rimane a valle di una raccolta differenziata spinta) con una impiantistica di stabilizzazione meccanico-biologica;
– ricerca e design industriale volti all’abbandono di materiali non riciclabili o compostabili;
– responsabilizzazione e controllo delle utenze non domestiche affinché si facciano carico dei propri rifiuti, anzichè assimilarli a rifiuti urbani.
RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO – GREENPEACE ITALIA
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