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Inquinamento acustico An: “problema mai affrontato”

Via Portuense è un esempio eclatante

“Nonostante la normativa obblighi il Comune di Roma a eseguire interventi di risanamento che portino al rispetto dei limiti acustici per garantire la salute dei timpani dei cittadini ancora oggi siamo in uno stadio molto arretrato” denuncia in una nota Fabrizio Santori consigliere (An) del XVI municipio.

“Emblematico il caso di via Portuense, che si potrebbe però affiancare a numerose altre vie di scorrimento veloce della Capitale, dove i residenti frontisti si trovano costantemente esposti ad una fastidiosa colonna sonora: dal rotolamento dei pneumatici, alle vibrazioni dell’asfalto, per non parlare della potenza dei motori dei mezzi pesanti. Spesso alle gravi carenze dell’amministrazione, la cittadinanza si è solo potuta difendere montando doppi vetri alle finestre, o collocando le stanze da letto lontano dalle strade trafficate”.

Vani finora sono stati, conclude Sartori, “gli appelli dell’Organizzazione mondiale della sanità, né i limiti imposti dalla Legge quadro 447/95. Per il Sindaco i decibel da tenere sotto controllo sono solo quelli dei megaconcerti di piazza e delle manifestazioni della Notte Bianca, mentre a volte basterebbe piantare qualche albero di alto fusto per creare una barriera verde di protezione dai danni acustici prodotti dall’intenso traffico della Capitale”.

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