Inquinamento auto: 90mila morti l’anno in Italia

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda: 'Incentivi per chi acquista auto elettriche'
Marco Mikhail - 26 Ottobre 2017

Inquinamento, smog e cielo sempre più grigio. E’ lo stato delle città italiane, dove l’aria è ormai diventata irrespirabile. C’è chi consiglia di chiudere le finestre per evitare che la nube tossica entri in casa, come nel caso del sindaco di Torino Chiara Appendino. C’è chi vieta la circolazione dei veicoli euro 5 ed euro 6, come a Roma. Ma è questa la soluzione al problema? E’ cosi che le amministrazioni pensano di riuscire ad abbassare la concentrazione delle polveri sottili e il livello di Co2 nell’aria?

Novantamila morti solo in Italia

Nel report pubblicato dall’Europian Environment agency risulta che sono addirittura 428mila le persone prematuramente scomparse nel 2014 a causa dell’esposizione alle polvere sottili. In Italia, 90mila persone l’anno perdono prematuramente la vita a causa dell’inquinamento atmosferico. Circa un terzo del Pm10 presente nell’aria è prodotto dai gas di scarico dei veicoli endotermici. Solo nella città di Torino, in questi ultimi giorni, il livello di Pm10 ha raggiunto i 114 microgrammi al metro cubo. In Lombardia, invece, sono otto i giorni consecutivi in cui il limite dei 50 µg/m3 è stato superato.

Nell’immagine sono indicati i valori massimi del Pm10, Pm2,5 e del Co2 che non devono essere oltrepassati nell’arco della giornata e in generale durante l’anno. Nel link il report completo realizzato dalla EEA sulla qualità dell’aria in Europa,

Per ridurre l’inquinamento delle auto nelle aree metropolitane è necessario pensare ad un altro tipo di mobilità. Dal trasporto di persone al trasporto merci, per arrivare ai camion che ogni giorno raccolgono la spazzature dalle strade e ai quadricicli che si occupano della manutenzione del territorio. Senza dimenticare, ovviamente, il veicolo che si usa ogni giorno per svago o per recarsi al lavoro. I motori elettrici sono in grado di rispondere a tutte queste esigenze.

Se ne è reso conto anche il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che martedì 24 ottobre 2017, a margine della presentazione del rapporto Greentaly presso il Ministero, ha dichiarato: «Stiamo ragionando in ambito della Sen  (Strategia Energetica Nazionale ) sulla possibilità di incentivare il passaggio alle auto elettriche», sottolineando che gli incentivi saranno «soprattutto per le famiglie che hanno redditi più bassi e macchine più vecchie».

Mobilità elettrica: dai veicoli NEV alle auto EV 

Partiamo dai veicoli NEV: le vetture di prossimità a zero emissioni per la mobilità urbana sono in grado di percorrere oltre 100 km e di rispondere alle diverse esigenze in base all’utilizzo che ne fa il consumatore. Dal trasporto delle persone al trasporto merci, come nel caso di Exelentia, leader del settore delle auto elettriche che ha fornito i propri veicoli agli internazionali di Tennis e al G7 a Taormina, ai diplomatici e ai politici di tutto il mondo giunti nella città siciliana lo scorso giugno.

Le auto EV, invece, hanno in genere un’autonomia che va dai 200 ai 400 km, a seconda dei kw/H della batteria.

Considerando che in media le persone non percorrono piu di 30 km al giorno, gli automobilisti sono liberi di circolare senza avere l’ansia da autonomia.

E chi non volesse avere un’auto propria e la volesse prendere a noleggio o usufruire del servizio car sharing a zero emissioni? Nessun problema. Un paio di esempi di successo: Blue Torino e Share’ngo, due progetti che hanno preso sempre più piede negli ultimi anni. Il primo nella città piemontese, il secondo, su tutto il territorio italiano, permettendo di guidare e successivamente parcheggiare la vettura una volta che si è terminato l’utilizzo della stessa. Tutte realtà accomunate da tre prerogative: zero emissioni, zero rumore acustico e soprattutto un bel risparmio per il portafoglio.

Immaginate di camminare per strada e vedere i postini, le forze dell’ordine, gli operatori dell’Ama, chi si occupa della manutenzione e delle pulizie della strade, e i privati circolare con un veicolo a zero emissioni. Niente più inquinamento causato dai gas di scarico, niente più rumore. Un sogno? No, qualcosa si sta muovendo.

In Italia, ad esempio, le grandi case automobilistiche stanno cominciando seriamente ad investire nel mondo delle auto EV. Da Nissan alla Volvo, dalla Renault alla Bmw, fino ad arrivare a Smart, che ha annunciato che dal 2020 produrrà solo auto elettriche. Come non ricordare poi l’ingresso dei più grandi costruttori nella Formula E, la rassegna più importante del mondo dedicata alle monoposto elettriche, che farà tappa a Roma, il 14 aprile 2018.

Sono solo piccoli passi. Affinché la mobilità elettrica prenda sempre più piede è necessario vedere circolare su strada un numero sempre maggiore di veicoli EV e NEV. Come? Incentivando la cittadinanza alla comprensione dei vantaggi in caso di acquisto delle auto elettriche, al loro funzionamento e investendo sulle infrastrutture di ricarica. Su quest’ultimo punto Enel si è mossa per tempo e lo scorso 30 settembre ha inaugurato le prime 30 Fast Recharge nella tratta Roma-Milano e le prossime 150 entro il 2019. L’amministrazione capitolina, ad esempio, ha annunciato che entro la fine del mandato installerà nella città eterna altre 700 colonnine.


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