Federica Quaglieri: “Sul palco ho realizzato il mio sogno più grande”

Intervista all'attrice marchigiana, residente da anni nel rione Prati, reduce dal successo dello spettacolo comico "Romanacci Tua"
Maria Giovanna Tarullo - 31 Ottobre 2013

Si sa, le donne hanno una marcia in più. E l’attrice marchigiana Federica Quglieri di marce ne ha da vendere. Sin da piccola custodisce il sogno di diventare un’attrice e lo insegue con tenacia diplomandosi alla Scuola Di Teatro di Bologna per poi specializzarsi a Parigi, Praga e New York.

4226_83708032625_1207154_nPassa dai ruoli drammatici a quelli comici con grande destrezza, avvicinandosi al mondo della comicità romana prima con Francesca Reggiani ed in seguito con Stefano Vigilante e Saverio Raimondo. Oltre alla recitazione, Federica decide di trasmettere le sue emozioni con pensieri ed immagini che affida al libro “Gocce di pensieri sull’Albero della Vita”.

Se siete curiosi di conoscere meglio Federica Quaglieri, non potete non leggere la nostra intervista. La bellissima attrice racconta la sua passione per la recitazione, il rapporto con la città di Roma ed i suoi progetti futuri.

Federica, quando hai deciso che da grande saresti diventata un’attrice?

Ho deciso da piccola che avrei fatto l’attrice da grande. Sembra un gioco di parole, in effetti, ma è la verità. Che è un po’ come dire che il mio sogno più grande l’ho realizzato.

Teatro, cinema, televisione e radio. Con quale pubblico riesci ad interagire maggiormente?

Il pubblico con cui s’interagisce meglio è quello in carne ed ossa che ti segue in teatro. Lo senti dal palcoscenico ridere o emozionarsi con te. Ma riesco a percepire una forte emozione anche davanti alla telecamera o nello studio radiofonico. La cosa che più mi fa piacere è abbracciare fasce d’età differenti. Ci sono signore dell’età di mia mamma che mi apprezzano, così come ragazzi giovani. Faccio l’esempio del pubblico femminile, perché avere il consenso delle donne mi fa sempre molto felice.

Foto di Loredana Vanini

Foto di Loredana Vanini

La svolta comica nella tua carriera arriva al fianco dei romani Stefano Vigilante e Saverio Raimondo. Come si approccia una marchigiana con lo spirito goliardico romano?

La prima svolta comica è arrivata con Francesca Reggiani, accanto alla quale ho lavorato a lungo. Poi sono arrivati Stefano e Saverio. Lavorare con loro è sempre fantastico, stiamo riprendendo ora uno spettacolo che ormai è per noi un cavallo di battaglia: ‘ROMANACCI TUA’.
Il romano ha una comicità unica, e una marchigiana non può che trovarsi bene. La contaminazione è bilaterale nel nostro caso e ciò che ne scaturisce è una comicità dirompente. Il pubblico, lo dico senza temere smentite, ci adora.

Romana d’adozione sia su che giù dal palco. Cosa ti affascina di questa città? 

Roma mi ha adottata col cuore. E il mio di cuore, non solo oggi si sente romano ma anche romanista. Roma è una delle città più belle del mondo, e questa non è certo una novità, né una mia opinione personale. Ci vivo da anni ormai, eppure, mi stupisce sempre e mi lascia senza fiato per la sua bellezza, come se la vedessi per la prima volta. Una bellezza quasi incurante di ciò che le avviene intorno.

Quali sono i luoghi della Capitale che porti nel cuore?

Tra i luoghi che amo di più ci sono i Fori Imperiali, tutta la parte dei vicoli di Monti e il mio quartiere, Prati.
Prati, ha dei palazzi stupendi. Quando porto a spasso la mia cagnolina, giro a naso in su a guardare i terrazzi e le facciate dei palazzi e resto incantata.

Un pregio e un difetto di Roma?

Il pregio più grande che riconosco a Roma è la sua peculiarità di fondere la storia tutta con i tempi che viviamo, una vera magia. Il difetto più grande è per me (come credo per tutti i romani) il traffico. Piaga enorme che ci affligge.

federica quaglieriPossiamo trovare la Capitale anche tra le pagine del tuo primo libro “Gocce di pensieri sull’Albero della Vita”? Vuoi parlarci di questo particolare progetto?

Nel mio primo libro, c’è anche la Capitale. Si tratta di un libro di pensieri e immagini. Un libro d’Arte, in effetti. Le pagine mi sono arrivate sotto forma d’immagini che io ho trascritto. Da qui l’idea di fornire le mie parole a tre fotografe professioniste, che con le immagini lavorano, per fare un percorso a ritroso. Da ciò che io scrivevo, guidate dalle emozioni che ne scaturivano, loro hanno tratto degli scatti superlativi, diventati parte integrante del libro.

La magia sta nel fatto che dalle medesime parole date ad ognuna, ne sono nati mondi diversissimi. Questo perché la complessità dell’animo umano è talmente vasta che ogni singolo pensiero, ogni parola, assume significati e significanti differenti per ognuno di noi. E’ un libro che va gustato, un percorso attraverso i sensi. Ci tengo a ringraziare Greg, che ha curato la prefazione del libro, e Maria Giovanna Elmi per la sua post-fazione.

Ti diletti anche in cucina con la rubrica radiofonica “Spadelliamo”. Qual è la ricetta della cucina romana che apprezzi di più? 

Sono una cuoca e una massaia. Adoro stare ai fornelli, e da questa passione nasce la mia rubrica radiofonica. Tra i piatti romani che più spesso si trovano sulla mia tavola, ci sono i bucatini all’amatriciana, carciofi alla romana e il baccalà.

Cosa c’è nel futuro di Federica Quaglieri?

Nel futuro più prossimo c’è la TV, il cabaret che non manca mai, e mi diverte come una bambina, e il teatro con uno spettacolo al quale tengo moltissimo. Si tratta di un progetto sul tema del femminicidio che vede in scena 12 attrici e attori, ognuno con una storia da raccontare.
“Storie di donne morte ammazzate”, nasce dalla mente e dalla penna geniale di Betta Cianchini, già conosciuta come autrice per il format di Dignità Autonome di Prostituzione, che ha poi condiviso con Luciano Melchionna. Betta, ha ideato questo spettacolo e i suoi testi, mentre la regia è affidata ad Alessandro Machìa. Sarò in scena nei prossimi mesi in molti teatri italiani.

Poi, per il futuro che non conosco ancora, sogno il cinema fatto con un regista in particolare e accanto ad un attore in particolare. Ma se i sogni li dici, pare che poi non si avverino. Così non posso essere più precisa al momento, ma dovesse avverarsi la cosa, ve lo farò sapere.


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