

Presentati in Regione i risultati della ricerca sull’occupazione del progetto V.A.R.C.O.
Si è svolto martedì 6 giugno il convegno “Investire sulle persone. Il capitale umano, risorsa strategica nelle Utilities”. Presso la sala Tevere della Regione Lazio si è discusso dell’importanza della formazione dei lavoratori per le imprese di pubblico servizio; hanno partecipato al dibattito i presidenti di alcune delle maggiori aziende capitoline di servizi, all’assessore regionale al Lavoro, alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili, Alessandra Ribaldi. L’Onorevole Mariella Gramaglia, che era tra gli invitati, non ha potuto presenziare all’incontro.
Nel corso della mattinata è stata illustrata la ricerca “Competenze per competere. Analisi dei bisogni professionali nelle imprese di servizio pubblico locale di Roma e del Lazio” realizzata da Confservizi Lazio in collaborazione con la UIL di Roma e del Lazio e con L’associazione Giuseppe Moscati.
È stato presentato anche il sito internet www.progetto-varco.net, che garantisce agli utenti disabili l’accessibilità alle nuove tecnologie digitali e informatiche, oltre ad informare più specificatamente il cittadino riguardo il progetto in questione.
Il progetto V.A.R.C.O. (Valorizzazione Adeguamento Riconoscimento Competenze degli Occupati), come è stato spiegato al convegno, è finanziato dalla Regione Lazio, grazie anche ai contributi del Fondo Sociale Europeo; si occupa di agire all’interno dell’ambiente lavorativo delle aziende attraverso varie fasi. Suo obiettivo principale è intervenire per la qualificazione e il miglioramento di quattro categorie lavorative: i lavoratori più anziani, i lavoratori a bassa scolarità, le donne, i disabili, ossia le categorie più resistenti al cambiamento, necessario all’interno di un’azienda per obblighi di mercato.
Nella ricerca presentata alla sala Tevere della Regione, dalle prime analisi effettuate su 30 mila dipendenti di aziende di pubblico servizio di Roma e della Provincia, è emersa appunto l’importanza di quattro fattori principali: l’invecchiamento della forza lavoro, il possesso del titolo di studio, le “Pari opportunità” e la disabilità.
Il primo fattore individua la ragione della marginalizzazione dei lavoratori anziani che risultano incapaci di ricollocarsi professionalmente nell’ambito lavorativo e non sono oggetto di politiche di formazione aziendale.
Il secondo fattore, il possesso del titolo di studio: rileva la grande difficoltà di adattamento alle nuove competenze aziendali di chi detiene una bassa scolarità.
Terzo punto, le “Pari opportunità”: è stata notata la perdurante disuguaglianza tra le lavoratrici rispetto ai colleghi maschi riguardo la capacità di accedere a cariche più elevate e più remunerate, oltre alla difficoltà di accesso a percorsi di formazione continua.
Quarto fattore, la disabilità: sebbene risulti rilevante la percentuale di occupati disabili nei servizi pubblici locali, a ciò non corrisponde un’adeguata collocazione in azienda, e lascia questo tipo di risorsa umana inutilizzata.
Alla conferenza sono stati esposti i numeri delle ricerche effettuate sulle aziende locali per spiegare meglio i risultati del progetto V.A.R.C.O.
Le fasi di sviluppo del progetto V.A.R.C.O.:
1. Preparazione: E’ la fase di sensibilizzazione delle aziende, dei lavoratori e delle istituzioni competenti, riguardo l’adozione di modelli di riconoscimento delle competenze acquisite per i lavoratori.
2. Ricerca e Analisi: questa fase interviene durante l’attività lavorativa e permette di riscontrare le situazioni di discriminazione o disuguaglianza per poi poterle combatterle.
3. Definizione, Metodologia e Strumenti: si prevedono le tecniche per l’apprendimento delle competenze per i lavoratori a rischio e la valutazione di queste.
4. Sperimentazione: Formazione degli operatori, valutazione delle competenze, formazione dei lavoratori e beneficiari.
5. Elaborazione del modello: è la fase di definizione del modello V.A.R.C.O., in cui si delineano gli strumenti operativi per poter migliorare la competitività aziendale e la gestione del cambiamento operativo e tecnologico.
6. Collaudo: è il test operativo del progetto.
7. Diffusione e Mainstreaming: Sono attività che permettono di trasferire l’esperienza di V.A.R.C.O. e il suo modello progettuale nel mondo delle imprese di servizi pubblici locali e presso le Istituzioni pubbliche.
Il progetto, attualmente operante solo sul territorio capitolino e presente solo tra le aziende associate della Confservizi Lazio (traporti, igiene urbana), prevede un allargamento del bacino di riferimento. Oltre alle quattro categorie di lavoratori prima analizzati, saranno oggetto di analisi del progetto V.A.R.C.O. anche gli operatori del settore della formazione, del sociale, e i decisori politici del welfare e dell’istruzione.
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