

Contestazioni e caos societario. Ma intanto il campo dà ragione al tecnico croato.
Al termine di un fine settimana caotico, dominato dall’incertezza, dalle contestazioni e dai comunicati che sembrano far trasparire un caos societario, la domenica si chiude con un punto fermo. La Roma vince la sua prima partita in campionato, dominando nettamente una gara che sembra non essere mai stata in bilico.
E pensare che – dopo una serie di contestazioni iniziate il 18 settembre dopo l’esonero di De Rossi – la domenica si era aperta con il secco comunicato stampa con cui la società informava delle dimissioni dell’a.d. Lina Souloukou. Nella nota non si faceva accenno ad alcuna motivazione specifica, motivo per cui su media e social si è scatenato durante la giornata un tam tam di ipotesi sulle reali motivazioni, tra cui le più realistiche potrebbero sembrare quelle secondo cui la dirigente si sarebbe opposta al contratto triennale firmato da De Rossi a giugno e, a seguito di alcune scelte di calciomercato, avrebbe poi influito pesantemente sul licenziamento dello stesso De Rossi, riportando anche dati statistici sfavorevoli al tecnico.
Il pomeriggio inoltre prevedeva una serie di contestazioni – dentro e fuori lo stadio – a testimoniare quanto la tifoseria giallorossa non ne potesse più di tutte le scelte attuate dalla proprietà e – non meno importante – dell’assenza totale di una comunicazione reale ai tifosi di ciò che in questi mesi (e soprattutto in questi ultimi giorni) stava accadendo.
Le annunciate contestazioni da parte dei tifosi hanno visto come primo atto il ritardo di 30 minuti nell’entrata in curva sud, con un invito a tutti gli altri settori a fare lo stesso.
Già al momento del riscaldamento della squadra il clima ha iniziato a surriscaldarsi verso i giocatori, contro i quali nei giorni scorsi era stata fatta un’accusa specifica dal tifo organizzato della curva Sud: “Dai giocatori si pretende il massimo impegno. Non è questione di vincere o perdere ma di dare tutto per la gente che li segue facendo grandi sacrifici.”
Ma è stato l’annuncio delle formazioni a sottolineare la rabbia dei tifosi verso il mancato impegno da parte dei giocatori. Tutti i giocatori, al momento della loro presentazione, sono stati fischiati, con alcune eccezioni (Dybala ed El Shaarawy).
Tra gli altri, invece, Pellegrini e Cristante hanno ricevuto fischi ben superiori alla media, trattamento che hanno poi subìto durante la gara ad ogni pallone giocato.
La gara è iniziata nel ricordo di Totò Schillaci, recentemente scomparso per una tumore, cui i tifosi hanno tributato un minuto di silenzio ed un lungo applauso.
Nei primi 30 minuti nella curva vuota ha campeggiato solo uno striscione: “Non rispettate i nostri valori e le nostre bandiere: da oggi torniamo alle vecchie maniere”.
Al trentesimo, come annunciato tutti i tifosi della Sud sono entrati sugli spalti, iniziando a intonare cori in favore di De Rossi e dei colori giallorossi.
Ripetuto a più riprese il coro “Tifiamo solo la maglia”, a rendere eloquente lo stato d’animo dei tifosi, che hanno continuato incessantemente a sommergere di fischi Pellegrini e Cristante ad ogni pallone toccato.

Dal punto di vista tecnico, la gara è stata condotta quasi completamente a senso unico da parte dei giallorossi, con una formazione schierata da Juric che ha visto in campo sostanzialmente la rosa dell’anno scorso – con l’eccezione del solo Dovbyk. La squadra di casa entra in campo concentrata e determinata, ed inizia da subito ad esercitare una pressione costante verso gli avversari.
Un ottimo Pisilli a centrocampo ed una bella intesa tra Dybala e Dovbyk propiziano fin da subito un gioco a trazione anteriore, che culmina con il gran gol dell’ucraino: al 19 El Shaarawy conquista palla, serve Dovbyk che entrato in area sulla sinistra sferra un gran tiro in diagonale che si insacca nell’angolo opposto.
La Roma continua il pressing per il resto del primo tempo pur non trovando un’occasione concreta per il raddoppio; occasione che però arriva all’inizio della ripresa grazie al calcio di rigore concesso per l’atterramento di Dybala, che subito dopo trasforma dal dischetto.
La Roma non si ferma e continua a portare il gioco costantemente nell’area dell’Udinese, e al 70° c’è gloria anche per Baldanzi, entrato solo un minuto prima al posto di un fischiatissimo Pellegrini, che servito ottimamente dall’altro neo entrato Paredes realizza così il suo primo gol con la maglia giallorossa e si lascia andare ad un festeggiamento sfrenato.
Partita chiusa ed esordio sicuramente positivo per il nuovo allenatore. Ma c’è ancora molto da lavorare, in campo ma soprattutto fuori, nella gestione della piazza e nei rapporti con la tifoseria, che in questo momento sembrano arrivati ad un livello estremo di scontro con la società.
Al termine della gara, infatti, i giocatori si sono fermati a ridosso della porta, guardando la Sud ma rimanendo all’interno del campo senza avvicinarsi agli spalti. Dopo pochi istanti in cui i cori continuavano ad inneggiare ai colori come durante il corso della gara (“Tifiamo solo la maglia”) ed ai giocatori erano destinati solo fischi, capitan Pellegrini richiama i compagni di squadra e li invita a tornare verso gli spogliatoi.
Provocando in questo modo un aumento del livello di fischi ad accompagnare l’uscita dei giocatori, cui facevano da contraltare i continui cori in favore di De Rossi. Buona la prima, 3 punti d’oro per smuovere la classifica, ma la luce in fondo al tunnel non sembra ancora così vicina.
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