La Chiesa di Sant’Agostino

Curiosità sulle opere d’arte che vi sono conservate
di Massimiliano Liverotti - 13 Ottobre 2008

La chiesa di Sant’Agostino sorge sull’omonima piazza e fu realizzata nel 1483 da Giacomo di Pietrasanta, utilizzando il travertino proveniente dal Colosseo. L’edificio religioso è particolarmente interessante, tra l’altro, per le opere d’arte che vi sono conservate, realizzate da grandi maestri come il Guercino, Caravaggio o Raffaello. All’interno della chiesa vi è anche la Madonna del Parto di Iacopo Sansovino. Su questa statua, creata in modo classicheggiante, sono nate diverse leggende secondo una delle quali sarebbe stata una antica scultura raffigurante Agrippina che tiene in braccio il piccolo Nerone e che, successivamente, sarebbe stata riadattata. La tradizione attribuisce alla statua poteri miracolosi.

La pregevole scultura raffigurante Santa Anna, situata nella seconda cappella a sinistra, scolpita da Andrea Cantucci su commissione dell’anziano lussemburghese Giovanni Goritz detto Coricio, fu resa celebre anche da una simpatica e ormai scomparsa tradizione: nel giorno di Santa Anna tutti i poeti di Roma si recavano in chiesa dove omaggiavano la statua con componimenti poetici in lode del vecchio straniero, del Contucci e di Raffaello. I componimenti, trascritti dagli autori su appositi fogli, venivano poi appesi intorno alla statua. Tali lodi sono tuttora conservate in un libro che per il suo contenuto è probabilmente unico nel suo genere. La tradizione voleva che, al termine della messa, celebrata per l’occasione vicino alla statua di Santa Anna, i poeti si recassero tutti insieme allegramente a fare una grande mangiata nei giardini che Goritz possedeva alle falde del Campidoglio, sul Foro Traiano.


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