La Città Dadisé è in viale Togliatti nel Parco di Centocelle

La Rassegna si svolgerà dal 2 al 7 settembre 2008

Dal 2 al 7 settembre 2008, tutte le sere con ingresso gratuito e punto di ristoro all’interno, nel Parco Madre Teresa di Calcutta, in viale Palmiro Togliatti angolo Via delle Siepi a Centocelle, nel Municipio VII a Roma, si svolgerà la rassegna “La Città Dadisé”.

Il titolo della manifestazione è un gioco di parole che “mescola l’offerta (dare) al gioco (dadi?) ed il gioco all’arte (dada?) ed ha un ritmo titolo che ha ritmo e quel tono scanzonato e quotidiano che in realtà caratterizza l’intero evento.” Il progetto nato da alcune Associazioni operanti nel Municipio Roma VII (che si sono conosciute durante i lavori della Consulta della Cultura) che hanno voluto provare a partecipare al bando dell’Estate Romana decentrata.

“Ce l’abbiamo fatta. A Roma – dicono gli organizzatori – non è facile ed i problemi non sono mancati. Ma ora siamo davvero felici di presentare uno dei più ricchi programmi dell’Estate Romana nelle periferie e questo grazie alla presenza, alla collaborazione ed al sostegno di molte Associazioni e alla capacità degli artisti di mettersi al servizio dell’iniziativa. "

“La Città Dadisé”, la Roma dei segni differenti è una rassegna di storie diverse a cura di Ass. Teatrale The Way to the Indies – Argilla Teatri, Ass. Culturale Un Amleto di troppo, Ass. Cult. Michele Testa – TorSapienza, Ass. Culturale G.B. Studio, con il sostegno delle Biblioteche Comunali Raffaello, Rodari e Quarticciolo e di Coop No Profit Fuori Posto.

Ideata all’interno del Parco Madre Teresa di Calcutta, per gli organizzatori si tratta di “ una proposta artistica nata dal coordinamento di quattro associazioni operanti nel VII municipio e che partono dall’identità del territorio per costruire un dialogo di più ampio respiro con la città. Partendo dal concetto del mosaico come espressione e forma in cui la nostra diversità artistica si lega, abbiamo inteso la rassegna come un luogo in cui accogliere i vari segni dell’identità, della differenza,dei confini."

 L’Ata, che vede come capofila l’associazione The Way to the Indies-Argilla Teatri, ha lavorato interrogando il senso del luogo, cercando di accrescere il valore e le potenzialità costituite in esso: il parco come luogo principale di attraversamento, di confronto e scambio, di sosta, collante urbano e filtro tra l’uomo e la città.

 "La nostra idea – affermano – è quella di costruire una proposta articolata in cui il parco non è soltanto luogo di eventi artistici di teatro e musica ma anche spazio di un possibile accrescimento delle relazioni in uno specifico contesto urbano, sociale, culturale, non perdendo di vista la duplice ottica della dimensione cittadina e municipale. I contenuti artistici sono pensati per rispondere al ‘segno’ individuato proprio nella comprensione del concetto di esperienza culturale del territorio e valorizzazione della stessa. Il segno sarà dunque la ‘diversità’ intesa come diversità culturale, di espressione e di genere, ma anche diversità di aggregazioni che all’interno del progetto possono scambiarsi, integrarsi, contaminarsi. Quindi più generi e più linguaggi: musica e teatro; donne e culture, provocazioni e tradizioni, libri ed abilità di diverso genere ed arti visive capaci di fornire un percorso unitario all’interno del quale posizionare i vari elementi pronti allo scambio. Il senso è quello di realizzare nel Municipio VII un’idea diversa di fare arte basata sulla cultura popolare, sullo scambio di esperienze e sulla valorizzazione del territorio. "

La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma e con il contributo dell’Assessorato alla Cultura Spettacolo e Sport della Regione Lazio

Teatro e musica, donne e culture, laboratori di arte e di pensiero, letterature, abilità di vario generi, arti visive e, alla radice di tutto, il territorio
sono gli elementi di architetture reali e possibili su cui nasce La città Dadisé, rassegna senza frontiere che, dal 2 al 7 settembre, riempie di suoni, immagini, volti e parole il Parco Madre Teresa di Calcutta in via Palmiro Togliatti.

Sei giorni di spettacoli, riflessioni, giochi e mostre, in un mosaico di espressioni e forme della diversità e dei suoi luoghi. Lungo un itinerario tra sogni, disagi e altri segni delle identità e dei confini, in bilico tra provocazione e tradizione.

A cominciare dall’inaugurazione, martedì 2, subito nel segno del dialogo tra lontananze e differenze. Arrivano dall’India gli artisti di Milon Mela, custodi di antichissime tradizioni (come il Kalaripayattu, madre delle arti marziali, o la danza Chhau di Purulia, che racconta le cosmogonie induiste).

Dopo di loro, nella stessa serata, spazio alle storie cantate da Lucilla Galeazzi, che racconta, con un linguaggio a noi più familiare, la vita, le donne e il lavoro.

Il  programma della rassegna

Ideato in collettivo dalle associazioni The way to the Indies – Argillateatri, G.B. Studio, Michele Testa – Torsapienza e UnAmletoditroppo, va avanti con i magici tamburi dei Sarawan dall’Iran insieme ai danzatori sufi romani, il portoghese Fado Entre Rios e, dall’Irlanda romantica e spavalda, le canzoni e le storie di Kay Mc Carthy, che festeggia quest’anno trent’anni di carriera.

Mentre etnie e culture diverse si celano fra gli specchi di Il labirinto, “testo mosaico” formato da infiniti altri testi, azioni e stupori sulla diversità e la ricerca del proprio luogo interiore, con la regia di Ivan Vincenzo Cozzi. E poi, anche diversità più vicine, come la Roma nota e sconosciuta, amata e odiata, ma sempre vissuta come una storia d’amore, nello spettacolo Prove di felicità da una città: lascia che sia per la regia di Carlo Gori, oppure la donna celestialmente diversa protagonista di Il Vangelo secondo Maria di Barbara Alberti, portata in scena da Salima Balzerani. O ancora le alterità drammatiche lette attraverso la vivida storia di Olà Medea, interpretata da una “neodonna”, ex transessuale che porta in scena, con la regia di Gianluca Bottoni, un’ipotesi di trasformazione e, soprattutto, un canto al distacco, alla differenza, alla mescolanza…

Ma non solo. La Città Dadisè sarà continua sorpresa… dagli spazi per ragazzi (letture, fiabe, laboratori creativi), alle Biblioteche Raffaello, Rodari e Quarticciolo con l’attività di prestito ed il loro lavoro sul libro, entità viva e reale, che respira assieme al lettore, dai percorsi ambientali proposti dal Centro di Educazione Ambientale del VII Municipio al "mercato senza mercanti" di prodotti biologici venduti direttametne dai produttori; dalle musiche etno-world e jazz rigorosamente italiane proposte da Alfamusic, alle passeggiate nel Parco alla scoperta dei 12 alberi mitici di Roma, dalle iniziative delle associazioni del territorio, ai progetti di solidarietà come quello dei Bambini del Deserto. E ancora concerti e spettacoli teatrali nei pomeriggi, punti di informazione, proiezioni, presentazioni di libri, incontri e per ascoltare quello che la città e, in particolare, il quartiere racconta, chiede, sogna.

Programmi, notizie ed altre info su la Città Dadisè sono nel sito http://www.argillateatri.org/wordpress/index.php"

Info: Associazione Teatrale The Way to the Indies – Argillateatri
Via della Caffarelletta, 33 – 00179 Roma tel. 067811545 – 0677071899 – 3683258777
www.argillateatri.org – http://argillateatri.wordpress.com/

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