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La crisi di Alitalia

I rappresentanti del PD si interrogano sulla vicenda della compagnia aerea nazionale

La crisi della compagnia aerea nazionale è sempre più evidente. Lo dimostrano i fatti e le ipotesi in primis come quella di trasformarla in una piccola compagnia regionale – nazionale tutta incentrata nel nord italia, e le dichiarazioni di alcuni esponenti della politica italiana a cominciare da Umberto Marroni, capogruppo del Partito Democratico al comune di Roma: "Allarmanti, frammentarie e sempre più inquietanti notizie si susseguono sulla vicenda Alitalia – Si parla di 5000 o 7000 esuberi – sottolinea Marroni – come di un fattore matematico e non di persone in carne ed ossa il cui impatto sociale graverà soprattutto su Roma. Altro che piano "Fenice", sarebbe meglio definirlo un "de profundis" per la compagnia di bandiera".

Alle dichiarazioni di Marroni si aggiungo quelle di un altro esponente del PD, Dario Nanni, consigliere comunale, preoccupato ed allarmato dal fatto che il governo Berlusconi si lasci trascinare dalla Lega Nord, penalizzando in questo modo, la capitale. Su questa scia di pensiero troviamo anche Mirko Coratti, vicepresidente del consiglio comunale: "Salvare lo scalo Romano e la compagnia di bandiera dalla prospettiva poco chiara che il Governo intende prospettare è un impegno che deve vedere insieme tutte le istituzioni interessate. Un colpo al sistema aeroportuale romano è un danno che la nostra città non può sopportare”.

Alitalia opera nell’aeroporto Leonardo da Vinci come compagnia aerea di riferimento, contando all’interno dei propri uffici direzionali ed aeroportuali, più di 15.000 lavoratori diretti, ancora precari e ignari di cosa accadrà loro in futuro. I rappresentanti del Partito Democratico Umberto Marroni, Dario Nenni, Mirko Coratti, Athos De Luca, pretendono di saperne di più sulla vicenda e di conoscere al più presto le sorti di migliaia di lavoratori.

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