La cultura degli istrioneschi e la storia del Teatro Alessandrino all’aperto

Mario Di Fortunato - 10 Settembre 2020

Ciao sono Mario Di Fortunato ed oggi vi racconterò la storia del teatro Alessandrino all’aperto. Come vedete non è in buona salute. Storicamente è stato inaugurato nel 2001. Per circa 10 anni è stato sede di importanti manifestazioni teatrali e musicali estive e poi abbandonato dalle istituzioni politiche locali e comunali dell’epoca alla barbarie dei vandali per mancanza di iniziative culturali e di manutenzione. L’ultima rappresentazione ufficiale di quel periodo risale al 1 agosto 2010.

Fino al 2013 l’ex Municipio VII prende a cuore il destino del teatro e tenta senza successo di invertirne la tendenza al degrado e chiede, senza successo, all’Amministrazione Comunale distratta da interessi economici e di potere, attenzione e interventi per la struttura che non verranno:

rif:-risoluzione VII n. 21 dell’1.12.2006  richiesta la predisposizione di un progetto per dotare la struttura di servizi igienici, energia elettrica, allacci in fogna, camerini per artisti, recinzione dell’area;

rif:-memoria di giunta VII n. 26 del 26.02.2010  richiesta di interventi per assicurare con urgenza i provvedimenti indispensabili per il ripristino della completa agibilità della struttura ;

rif:-sopralluogo del 15.01.2013 valutazione di possesso delle caratteristiche utili per l’immissione del  teatro nel nuovo sistema teatrale cittadino;

rif:-memoria di giunta VII in data 23.01.2013  sollecito di quanto richiesto precedentemente con la memoria di giunta 26 del 26.02.2010;

rif:-risoluzione consiglio Municipio VII n.5 del 01,03.2013. Sollecito delle precedenti richieste.

Non cambia nulla.

Negli anni successivi nessuno si interessa più al teatro fino al 2016 quando tra i fruitori del parco Palatucci sale prepotentemente la voglia di un suo riscatto dal degrado. L’Associazione Città Alessandrina dà vita al COMITATO TEATRO NEL PARCO e ben 14 Associazioni culturali, non solo del territorio, vi aderiscono.

Dal 2016 al 2018 il Teatro Biblioteca Quarticciolo mette in scena, con una collaborazione di partenariato dell’Associazione Città Alessandrina, spettacoli itineranti all’interno del parco:

-sulla figura di Pasolini  (Come Un Cane Senza Padrone) in una sorta di via crucis con “stazioni” nei  luoghi abbandonati del parco Palatucci e anche tra le macerie del teatro Alessandrino all’aperto;

– Teatro Natura “miti d’acqua”.

Nell’estate del 2017 i resti del teatro originario ospitano una “eroica” rassegna culturale estiva di associazioni del quartiere Tor Tre Teste chiamata “Teste Pop”. Tutto nell’indifferenza del municipio V e dell’ACEA che non dà la disponibilità per la concessione di una centralina elettrica (viene utilizzato un gruppo elettrogeno preso in affitto).

Alla fine del 2017 dopo un costruttivo dibattito partecipato all’interno del Comitato Teatro Nel Parco nasce la petizione popolare che chiede la ristrutturazione del Teatro Alessandrino all’aperto. Ne chiede una completa agibilità in piena sicurezza e la possibilità di sviluppare al suo interno attività culturali. Nella petizione viene suggerito dai cittadini anche un modello di gestione.

Lo scopo è quello di poterne fare, come testualmente citato nell’istanza, “un libero laboratorio naturale a disposizione dei cittadini e delle associazioni dell’intera città di Roma per l’organizzazione di attività culturali, teatro, musica, cinema, danza, mostre e arte varia”.

I tempi sono finalmente maturi e il 14 dicembre del 2017 Il “Comitato teatro nel parco”, presenta un’istanza al Sindaco di Roma Raggi e alla Giunta del V Municipio, a nome delle 14 associazioni firmatarie di un documento di intesa e sulla base delle firme di 2700 cittadini, nella quale chiede l’adozione degli interventi necessari per la messa in sicurezza e agibilità operativa del Teatro Alessandrino all’aperto .

L’istanza chiede anche che il teatro e la zona circostante vengano dotate di illuminazione pubblica e di allaccio di corrente elettrica di servizio di potenza adeguata che gli consenta la piena autonomia operativa. C’è tra i cittadini la certezza che, una volta ristrutturato e messo in grado di generare cultura, possa suscitare un’empatia in grado di sviluppare il legame affettivo dei residenti con i luoghi reali della propria vita, accrescendo il capitale umano e culturale di tutta la citta’ e sconfiggere il vandalismo.

La proposta dei cittadini piace molto alla nuova classe politica insediatasi nel Municipio V che immediatamente:

il 24 gennaio 2018 convoca una commissione congiunta sul teatro;

l’8 febbraio del 2018 convoca il Consiglio che vota una mozione che impegna la giunta ad emanare una Direttiva per il ripristino del teatro.

Nella riunione del 28 marzo 2018 però già la commissione congiunta Municipale sul teatro dà la sensazione ai rappresentanti del Comitato promotore che il progetto di ristrutturazione stia assumendo caratteristiche non condivisibili dai cittadini. Il progetto appare infatti privo di interventi necessari per l’attività di un teatro.

In data 7 settembre 2018 il sindaco chiede l’elaborazione un progetto preliminare per la messa in sicurezza e il ripristino della completa agibilità del Teatro Alessandrino all’aperto ritenendo valida culturalmente la proposta di recupero del teatro all’aperto e autorizza il Municipio ad attivarsi per renderlo di nuovo operativo.

Nel lungo periodo successivo più rari sono gli inviti al Comitato Teatro nel Parco per la partecipazione agli incontri di sviluppo del progetto. Si ha la sensazione che la commissione responsabile dello sviluppo del progetto abbia una personale visione del concetto di messa in sicurezza e ripristino dell’operatività di un teatro che è ben diversa da quella dei cittadini.

Nella video-conferenza del 4 agosto 2020 viene ufficializzato il progetto finale da mettere a bando e viene invitato anche il Comitato promotore della petizione.

Appare immediatamente chiaro come nella fase di progettazione il solo intervento inserito nel progetto sia stato quello relativo all’incamiciatura di tutta la struttura del teatro con conglomerato cementizio e un restyling delle essenze arboree coreografiche (spesa complessiva prevista euro 57.400).
Nel caratterizzare il progetto non si è assolutamente tenuto conto che un teatro serve a fare spettacolo e cultura e non a saggiare la soglia di resistenza dei materiali agli atti vandalici.
Non è stato preso in considerazione l’utilizzo di materiali della stessa tipologia di quella usata nel progetto originario che pure era stata suggerita e che avrebbe dato più dignità alla struttura, ma soprattutto non si è tenuto conto di particolari dotazioni che un teatro deve avere quali una centralina Acea di servizio di potenza adeguata, un progetto di luci per le esigenze di sala, l’illuminazione del viale che porta al teatro, la predisposizione di canaline per gli allacci audio, telecamere di sorveglianza, bagno chimico. Assente anche l’analisi della possibile gestione proposta dal Comitato Teatro nel Parco.

La chiusura del loop appare a questo punto lunga e tortuosa perché i sentieri della politica possono cambiare con le stagioni, ma le nostre vite sono ora e sono condizionate dalla cultura di personaggi che io definisco istrioneschi. Che peccato!

Mario Di Fortunato

Municipio Roma V – Teatro Alessandrino “ Anfiteatro “

Pubblicato da AbitareA Roma Notizie su Lunedì 10 agosto 2020


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