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La fabbrica della Memoria

La storia di alcuni quartieri di Roma nel periodo fascista, durante la resistenza e poi nel dopoguerra

La storia di alcuni quartieri di Roma nel periodo fascista, durante la resistenza e poi nel dopoguerra. Questo il cuore dell’idea alla base de ’’La fabbrica della memoria’’, pensata da Ruts, la Rete urbana per il territorio e la storia, e patrocinato dalla Provincia di Roma.

L’iniziativa, che rientra nelle celebrazioni del sessantesimo anniversario della Liberazione, prevede una serie di laboratori didattici da realizzarsi nelle scuole medie e superiori di dieci municipi della Capitale. Nella circostanza gli studenti lavoreranno durante il normale orario scolastico per capire le origini e la crescita del quartiere nel quale vivono, ricostruendo la vita quotidiana degli abitanti ai tempi del fascismo e della seconda guerra mondiale e raccontando l’esperienza della deportazione attraverso le testimonianze di chi la visse e quella della resistenza all’occupazione nazista.

Il vicepresidente del Consiglio provinciale, Nando Simeone, ha sottolineato ’’l’originalità’’ del progetto promosso da Ruts: ’’Quando si celebra la Resistenza c’è sempre il rischio di farlo con un ritualismo che allontana i giovani. La Fabbrica della Memoria invece ricostruisce la memoria storica a partire dai territori che i ragazzi vivono quotidianamente. Noi insistiamo sul fatto che i valori della Resistenza non siano relegati solo nelle date classiche. La Provincia sosterrà altre iniziative come quella del 24 novembre quando presenteremo il libro di Silverio Corvisieri ’Bandiera Rossa nella resistenza romana’. In cantiere c’è poi il restauro di alcune lapidi di partigiani, spesso abbandonate e poco visibili nel territorio’’.

I quartieri che verranno riscoperti dagli studenti, soprattutto ragazzi delle ultime classi delle medie e delle superiori, sono Prenestino, Centocelle, Valle Aurelia, Quadraro, Casalbertone, Quarticciolo, Garbatella, Tor Sapienza e La Rustica.

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