

Tra pochi giorni prenderà il via all'Auditorium di Roma
Tra pochi giorni prenderà il via all’Auditorium di Roma il festival internazionale del Film. Le novità di rilievo sono almeno due. La prima è il cambiamento di nome da Festa a Festival, il secondo è il prezzo fissato a 20 euro per assistere ad una "prima" nella sala Santa Cecilia.
Il cambiamento di nome è incomprensibile: non mi risulta siano mai stati cambiati i nomi delle rassegne come Venezia, Cannes, Berlino! Quale urgenza abbia determinato questa rifondazione proprio mi sfugge, ma pazienza.
L’aumento del prezzo del biglietto a ben 20 euro invece lo trovo profondamente ingiusto e scandaloso: nelle edizioni della ormai defunta Festa del Cinema il biglietto costava quanto un normalissimo ingresso ad un cinema di prima visione. E il fatto che in sala potevi incontrare qualcuno degli attori, registi o autori del film proiettato collocava nella sua giusta dimensione culturale il rapporto tra produttori e consumatori di cinema. Le sale stracolme di pubblico pagante contribuiva infine a finanziare la Festa.
L’operazione 20 euro al contrario alza i muri, rende difficile l’accesso alle famiglie e l’atmosfera del Festival odiosamente esclusiva (nel senso che esclude). Per evitare desolanti proiezioni senza pubblico i nuovi organizzatori elargiranno a piene mani biglietti omaggio a VIP veri o presunti, agli amici degli amici. E visto che gli incassi diminuiranno il bilancio del Festival sarà ripianato dai finanziamenti pubblici (la Provincia di Roma di Zingaretti, la Regione Lazio di Marrazzo). L’Auditorium come il Billionaire di Briatore: i Ricchi e Famosi dentro, chi non può resta fuori, a pagargli la consumazione.
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