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La Festa della Liberazione nei quartieri del V Municipio

Il Presidente Mattarella ricorda al Quadraro il rastrellamento del 17 aprile del 1944. Iniziative a Centocelle, Villa Gordiani, Torpignattara a Villa Certosa 
F. S. - 25 Aprile 2021

Sergio Mattarella, al quartiere Quadraro

Un inedito fuori programma (per evidenti motivi di sicurezza) ha rappresentato, nella mattinata di oggi, la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quartiere Quadraro, dove ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento che ricorda il feroce rastrellamento avvenuto il 17 aprile del 1944.

Il Presidente era accompagnato dalla Sindaca, on. Virginia Raggi e da molte altre autorità. La visita al parco 17 Aprile 44 ha voluto rappresentare un momento di grande significato nell’agenda degli appuntamenti presidenziali, posto tra la tradizionale deposizione della corona all’Altare della Patria (dove era accompagnato anche dal Presidente del Consiglio Mario Draghi) e il successivo ricevimento in Quirinale. Mattarella ha voluto, con il suo gesto, rendere omaggio ad un quartiere popolare che, durante la lotta di Liberazione dal nazifascismo, pagò un altissimo prezzo in termini di vite umane al fine di contribuire alla sconfitta della dittatura e al ritorno alla democrazia e alla libertà. Per questo il Quadraro è stato insignito, nel 2004, della medaglia d’oro al merito civile.

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Le iniziative nel V Municipio

Ma, in questo 25 Aprile 2021, sono stati molteplici gli incontri, istituzionali e insieme popolari, svoltisi nei quartieri del V Municipio. Si è cominciato infatti con la commemorazione dei martiri della Resistenza di Centocelle (medaglia d’oro al merito civile, così come il Quadraro), in piazza delle Camelie.

Qui, davanti ad alcune decine di persone (tutte con mascherine e a debita distanza tra loro), dopo la deposizione della corona, hanno preso la parola i rappresentanti dell’ANPI locale (Manuela Marega, Caterina Busetta, Leonardo Rinaldi), che hanno dedicato la giornata alla figura di Modesto Di Veglia, partigiano di Bandiera Rossa, fondatore della locale sezione ANPI di Centocelle “Giordano Sangalli”, scomparso il 31 dicembre scorso all’età di 95 anni; il vice-presidente del Municipio V, Mario Podeschi; il partigiano Angelo Nazio, 95 anni, uno degli ultimi gappisti ancora viventi; gli storici Augusto Pompeo e Riccardo Sansone, che si sono soffermati su aspetti particolari della Resistenza a Centocelle.

Inoltre, sempre a Centocelle, l’ECO Museo Casilino ha effettuato una visita guidata alle pietre d’inciampo, dedicate a Paolo Renzi e Domenico Ricci, installate nelle strade viciniori a piazza delle Camelie. La visita è stata condotta dalla storica Stefania Ficacci, che da anni si occupa delle biografie di partigiani, abitanti nei quartieri del Municipio V, ai quali dedicare pietre d’inciampo.

Dopo quello di Centocelle, si è svolta una commemorazione a Largo delle Terme Gordiane. Qui hanno preso la parola Tatiana Procacci, segretaria della sezione ANPI Villa Gordiani; l’assessora alla cultura Maria Teresa Brunetti, la quale ha ricordato l’operazione di restauro della lapide che ricorda tutti i caduti della guerra di Liberazione a Roma e in Italia, nonché l’azione di sostegno che da anni l’amministrazione municipale svolge a favore della conservazione e della diffusione della memoria storica nei quartieri e nelle scuole.

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Ha preso poi la parola il Delegato alla valorizzazione della memoria storica, prof. Francesco Sirleto, il quale, nel suo discorso, ha messo in relazione il 76° anniversario della Liberazione con il 75° anniversario della repubblica che sarà celebrato il 2 giugno con manifestazioni in tutto il Municipio. Inoltre si è soffermato su un’altra importante ricorrenza, vale a dire l’80° anniversario, quest’anno, del famoso Manifesto di Ventotene (1941), quel documento che, scritto dagli antifascisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni durante il loro confinamento nell’isola, prefigurò quell’Europa “libera e unita” che, ancora oggi, si pone come un necessario traguardo per i popoli europei: non più e non solo un’Europa dei burocrati e dei banchieri, ma un’Europa dei popoli liberi e uniti, un’Europa aperta al mondo esterno, non più egoista e indifferente di fronte alle tragedie dei migranti e alle molti stragi di disperati nel mar Mediterraneo. Sirleto ha voluto, infine, ricordare anche Milva (scomparsa nella giornata di ieri), splendida figura di artista e di antifascista, di cantante di canzoni popolari e di lotta, e di attrice in opere straordinarie come quelle di Bertolt Brecht (memorabile la sua interpretazione nell’Opera da tre soldi, per la regia di Giorgio Strehler).

Il successivo incontro si è svolto a piazza della Marranella, davanti alla lapide che ricorda i martiri partigiani di Torpignattara. Qui hanno preso la parola l’assessora alla scuola Maria Elena Mammarella, il prof. Sirleto, il segretario della locale sezione del PD Giampiero Buttitta, il segretario della locale sezione di Rifondazione, avv. Domenico Artusa.

In tutti gli interventi si è richiamata la figura di Clemente Scifoni, scomparso a 95 anni il 14 gennaio scorso. Scifoni era cittadino di Torpignattara, fu uno dei più valorosi combattenti della resistenza romana, combatté anche sul monte Tancia il 7 aprile del 1944, fu catturato, portato a via Tasso, dove subì torture, poi trasferito a Regina Coeli, da dove fu liberato il 4 giugno del 1944, grazie all’arrivo degli Alleati e alla cacciata dei nazisti dalla città. Il prof. Sirleto ha sottolineato l’enorme importanza strategica della Resistenza combattuta a Torpignattara e del gran numero di martiri che il quartiere ha offerto sull’altare della libertà e della democrazia.

Ultimo incontro della mattinata a Villa Certosa, all’angolo tra via Galeazzo Alessi e via dei Savorgnan, sotto la lapide dedicata ai due partigiani martiri di Bandiera Rossa, il tipografo Guerrino Sbardella e l’operaio Pietro Principato. Dopo il discorso del prof. Sirleto, che ha sottolineato il ruolo speciale svolto da Villa Certosa, e dai suoi molti combattenti, nell’VIII zona della Capitale, ha parlato anche la figlia di Guerrino Sbardella, signora Roberta, che ha voluto richiamare con affetto la bella lettera del padre, scritta il giorno prima che venisse fucilato a Forte Bravetta, nel febbraio del 1944. Una lettera che fu pubblicata nel libro Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana.

Sempre a Villa Certosa, ma nel pomeriggio, si è svolta una vera e propria conferenza storica sulla Resistenza nel quartiere, tenuta dallo storico Riccardo Sansone.


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