La II edizione del Festival Trastevere Rione del Cinema e una novità

Il premio Angelo Di Castro per documentari di registi under 40

Ve lo ricordate il Piccolo Cinema America? Quella bomba di entusiasmo e cultura under 25 in costante lavoro (di qualità!) per riproporre la cultura cinematografica e il confronto nel nostro tessuto metropolitano. L’associazione “Piccolo Cinema America”, nata ufficialmente nel settembre 2014 come associazione culturale per la salvaguardia, tutela e promozione del patrimonio cinematografico, ed in particolare delle sale storiche della capitale, ripropone per il 2017 il “Festival: Trastevere Rione del Cinema”.

Il Festival, a ingresso gratuito, si svolge dal 1° giugno al 1° agosto in Piazza San Cosimato, ed è riconosciuto “progetto speciale” dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e “ad alto valore ed interesse particolarmente culturale” dall’Assessorato alle Politiche Culturali e del Turismo di Roma Capitale, sostenuto dalla Regione Lazio, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, da BNL-BNP Paribas e SIAE.

Un concorso per under 40

Quest’anno c’è una novità: un concorso riservato a documentari girati da registi under 40. Il premio per il vincitore (scelto da una giuria popolare) consisterà in 1000 euro e nella programmazione del documentario nel Cinema Troisi (dopo la riapertura) come primo spettacolo, poi tenuto in sala per dieci proiezioni nell’arco di un mese. Il Cinema Troisi perché? Dopo quattro anni di abbandono il bando per la riapertura è stato vinto dall’associazione che ormai sembra la chiave per ogni porta inutilmente chiusa e pronta a essere veicolo di cinema e cultura. Il premio sarà intitolato a Angelo Di Castro, architetto progettista del Cinema America, simbolo importante della battaglia che ha visto il riconoscimento da parte del MiBACT del Cinema come luogo di interesse storico e culturale e l’apposizione di vincoli di destinazione d’uso.

Per le modalità di partecipazione alla gara rimandiamo al sito trasteverecinema.it.

L’iscrizione dei documentari al concorso scade il 28 aprile. Poi, almeno come spettatori, avremo tempo dal 1° giugno al 1° agosto per goderci le otto migliori produzioni. Ne vale decisamente la pena: in due anni il festival ha visto partecipare 100.000 persone, decine di registi di spessore altissimo, da Sorrentino a Virzì, da Tornatore a Benigni e Moretti. L’obiettivo è prevedibilmente un grande obiettivo: non ci aspettiamo di meno dal Cinema America.

Oltre alla divulgazione e alla promozione della cinematografia, la presenza dei registi e la partecipazione attiva del pubblico è finalizzata a far conoscere e apprezzare il grande lavoro di progettazione e ideazione che esiste dietro le quinte della produzione cinematografica. Non si tratta solo di cinema però, come sempre: l’iniziativa ha il sapore della riscossa dei cervelli, del gusto, dei giovani e dei luoghi romani, cuciti insieme in un’iniziativa eclettica di coscienza, di consapevolezza.

Avevamo conosciuto Valerio Carocci e ripercorso la storia decisamente coraggiosa di questa associazione tempo fa, nel periodo degli “Schermi Pirata” e del “Cinematografo Errante” che accendevano le nostre periferie, da Colli Aniene a Casal Palocco, arrivavano poi fino a dentro le mura dell’ex carcere minorile di San Michele a Ripa. E ancora per il progetto “Lazio Senza Mafie” a fare irruzione di idee in alcune tra le zone più delicate della nostra città.

E dopo questa positiva realtà ci chiediamo,a maggior ragione, quando vedremo rinascere un altro polo importante per la cultura e l’aggregazione: il Cinema Aquila, in V Municipio. Non sono mancate le polemiche, anche aspre, sulla programmazione libera (qualcuno ha addirittura gridato alla censura, mentre il Municipio si difendeva ribadendo la propria contrarietà a proiezioni non concordate e “prive di contraddittorio”) e la gestione… Quel che è certo è che è mancato per troppo tempo un bando per l’assegnazione. Da poco arrivato, ci auguriamo metta fine a questa triste parentesi.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento