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La notte di Majorana và in scena a Monte Porzio Catone

Due giornate per ricordare Ettore Majorana il 28 e il 29 aprile

Venerdì 28 aprile, nel suggestivo spazio del Barco Borghese a Monte Porzio Catone in via Frascati 68, va in scena  “La notte di Majorana”, uno spettacolo teatrale per celebrare Ettore Majorana, il famoso fisico scomparso, nel centenario della sua nascita.

Lo spettacolo, organizzato dall’associazione culturale G.B. Studio in collaborazione con il Comune di Monte Porzio Catone,  inizia alle ore 21 e la partecipazione è gratuita; è il risultato di uno studio che vuole dare la sua interpretazione scenica dei “personaggi” intorno ad Ettore Majorana, che come “pupi appesi” entrano meccanicamente nella realtà della sua Sicilia, della sua famiglia, tipica di una borghesia pre-bellica unita ad un rigido insegnamento gesuitico, del suo rapporto con la madre attraverso il fitto epistolario pervenutoci.

Il dialetto siciliano di un cantastorie (Enrico Stassi) accompagnerà, intorno ad un letto sfatto e abbandonato, i personaggi femminili (Tiziana Lo Conte) e quelli maschili (Fabio Crosara) nel racconto della notte precedente la sua scomparsa trascorsa in una pensione napoletana.

Il giorno dopo lo spettacolo, sabato 29 aprile, alle ore 17.30 l’Ephebeum di Via Cavour 6 ospiterà proiezioni video tratte da ”La scomparsa di Majorana” docufilm dei fratelli Dubini, e contributi sul periodo e l’opera di Majorana, del fisico Angelo Mastroianni. L’ingresso è gratuito.

Ettore Majorana, nato il 5 agosto 1905 e laureatosi in fisica nel 1928, fu tra i più promettenti allievi di Enrico Fermi. Il suo nome divenne un caso internazionale a causa della sua improvvisa scomparsa, che avvenne nel 1938. L’evento divenne un enigma nazionale ad oggi ancora insoluto. Le ipotesi avanzate furono molte: chi disse che fosse morto suicida, chi avanzava l’ipotesi fantasiosa che fosse rapito da qualche Paese che conduceva studi atomici; altri invece ritennero che si fosse rifugiato in un convento o che fosse addirittura diventato, volontariamente, un mendicante. Naturalmente, anche dal punto di vista familiare fu una tragedia. La madre si rifiutò sempre di vestire abiti luttuosi, aspettando sempre il suo ritorno.
Ricordare questo celebre personaggio nell’anno del centenario della sua nascita, non vuol dire solo tentare di ricostruire ancora una volta la storia irrisolta della sua scomparsa, avvenuta nel 1938. Significa anche ricordare l’uomo Ettore Majorana, con i suoi pochi appunti, la sua genialità, il suo pessimismo, la sua complessità. Significa soprattutto cercare di capire cosa ancora oggi ci incuriosisce dell’”affare Majorana”. Vittima di un tempo in cui era difficile coniugare la sua profondità psicologica con una società di un certo tipo, Majorana non riuscì a sostenerne il confronto, a superare la difficoltà di normalizzazione.

Abbiamo chiesto a Gianluca Bottoni, regista dello spettacolo teatrale: come nasce l’idea di questa rappresentazione?

“Ettore Majorana è un personaggio che ci ha subito affascinato, più che per la sua indiscussa genialità di studioso, essenzialmente per la sua inclinazione letteraria e filosofica, una personalità così complessa e profonda non avrebbe mai potuto raggiungere un compromesso, e la sua vita non si sarebbe potuta risolvere se non in una non vita (che non è detto sia la morte), in un pirandelliano fu Ettore Majorana”.
Eppure tutto questo, ce lo restituisce ad una fama ancestrale che continua ad attrarci.

Per quale motivo Ettore Majorana è diventato un mito?

“Forse perché in questa società con i suoi problemi e le sue fragilità, ci si identifica, talvolta, in alcuni personaggi la cui fragilità diventa invece un punto di forza”.

Perché avete scelto Monte Porzio Catone come scenario?

“Monte Porzio fu un luogo che Ettore Majorana frequentò per diverso tempo dove, come attestato da alcune lettere, passava alcuni mesi estivi intorno agli ultimi anni della sua vita. Da lì guardava “il cielo e il mare da lontano e coltivava l’astronomia”, come ebbe a scrivere a Giovannino Gentile: “i soggiorni collinari gli erano piacevoli e in parte lenitivi per i suoi mali di origine nervosa”.

Il Tuscolo, ispira a scrutare i cieli, è sede di un ottimo osservatorio oltre che di siti di grande bellezza, e ancora oggi a Monte Porzio c’è la casa che appartenne ai Majorana, a cui il paese ha dedicato una sua toponomastica. Per questo vogliamo promuovere a Monte Porzio Catone il linguaggio del teatro mescolato stavolta a quello della fisica e interconnesso col territorio, coi luoghi che Majorana frequentò, con le vie le piazze le atmosfere ma anche con il “cielo” che ancora oggi è guardato con attenzione dall’osservatorio astronomico.

Per ulteriori informazioni: www.lanottedimajorana.net  – info@lanottedimajorana.net

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Un commento su “La notte di Majorana và in scena a Monte Porzio Catone

  1. Buongiorno,
    soggiornando alcuni giorni a Monte Porzio Catone, desiderei sapere se la villa che fu della famiglia
    Majorana è tutt’ora presente e in che modo è raggiungibile.
    Grazie, saluti Renato Rapaccioli.

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