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La periferia si fa città

Da Tor Bella Monaca al Labaro: via libera dalla Regione a sette interventi di riqualificazione

Ricucire il tessuto urbanistico della periferie offrendo servizi, infrastrutture, attrezzature per rendere fruibili le aree verdi. E’ questa la filosofia degli “articoli 11”, i programmi di riqualificazione che arrivano in Consiglio regionale. Il presidente Marrazzo ha firmato le delibere che trasferiscono i progetti dalla Giunta alla Pisana di 7 degli 11 interventi urbanistici: 3 erano stati approvati dalla precedente giunta mentre quello per l’area del Laurentino ha bisogno ancora di approfondimenti sugli interventi a Colle della Strega. «In due mesi abbiamo rispettato un impegno preso in campagna elettorale con chi vive nella periferia romana», ha detto Marrazzo. «La nostra intenzione è quella di approvare i progetti prima della chiusura estiva – spiega Massimo Pompili, assessore all’urbanistica – ma se gli impegni del consiglio non lo permetteranno, saranno il primo provvedimento a settembre così i primi cantieri saranno aperti entro il 2005. Dopo la censura della passata amministrazione, c’è una nuova collaborazione tra la Regione e il Campidoglio a tutto beneficio dei cittadini. Siamo anche a buon punto per il trasferimento dei poteri speciali a Roma in materia urbanistica e a settembre inizierà il confronto col Comune». «Abbiamo aspettato anni che il centro destra sbloccasse gli “articoli 11”, – aggiunge Roberto Morassut, assessore capitolino all’urbanistica -. Si apre uno scenario di straordinaria importanza per la riqualificazione delle periferie con riflessi positivi per l’economia e l’occupazione». «I provvedimenti erano già stati definiti e gli accordi di programma firmati da Storace e Veltroni. Marrazzo ha solo firmato un atto già previsto e scontato», replica Luciano Ciocchetti, ex assessore regionale all’urbanistica.

“Articoli 11” sono diventati ormai parole usuali quando si pensa alla riqualificazione urbanistica della periferia e si riferiscono all’undicesimo punto di una legge del 1993 che finanziava opere pubbliche a Roma. In sostanza gli interventi rappresentano strade e piazze, mercati, biblioteche, asili nido, verde attrezzato e impianti sportivi ma anche nuove costruzioni residenziali e commerciali. Tutti i programmi dovrebbero essere conclusi entro sei anni con la collaborazione progettuale e finanziaria tra pubblico e privato. Tra opere pubbliche e private sono previsti investimenti di 1.803 milioni di euro, 6.300 nuovi posti di lavoro tra settore edilizio ed indotto, 29 mila abitanti. La Regione investirà 86 milioni e il Comune 96 milioni. Alla fine degli interventi, su un’area di circa settemila ettari, ci saranno quattro milioni 970mila metri cubi.

Dopo l’approvazione degli “articoli 11” per Acilia, Valle Aurelia e Palmarola-Selva Candida, gli altri sette programmi sbloccati sono quelli per Fidene-Valmelaina, San Basilio, Tor Bella Monaca, Corviale, Magliana, Primavalle-Torrevecchia e Labaro-Prima Porta per i quali sono stati proposte al consiglio regionale delle deroghe ai Piani paesistici prima del varo definitivo. Resta da definire un solo programma per il Laurentino.

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