La rivoluzione copernicana della Legge 133/2008, dell’articolo 23 bis e delle società miste

La Confservizi Lazio avvia la riflessione sulle nuove forme di bilancio e di gestione degli enti e dei servizi pubblici

"La società mista, pubblico e privato insieme, rischia di essere un ibrido senza i pregi di nessuna delle due razze" – così Giuseppe Labarile, presidente della Confservizi Lazio, esprime le sue perplessità in merito all’approvazione del nuovo articolo 23-bis introdotto dalla Legge n.133/2008.
Martedì 11 novembre 2008 un dibattito trasversale ha animato il convegno "Servizi pubblici, Imprese ed Enti locali: il cantiere delle riforme", organizzato dalla Confservizi Lazio, alla Sala dello Stenditoio del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, via di san Michele 22, Trastevere.
Ancora più perplesso Antonio Rosati, assessore alle politiche Finanziarie e di Bilancio della Provincia, ha citato Einaudi "meglio il monopolio pubblico che privato" e ha definito la Legge 133 "una grande insalatona in cui confluiscono servizi quantificabili e non, socio-assistenziali, rifiuti, risorse, trasporti, etc., che da strumenti regolatori forti e indipendenti da Comuni, Provincie e Regioni".
"Il pericolo di questa finanziaria triennale che fissa in modo diretto principi e norme generali immediatamente operativi – prosegue Labarile – è che i soggetti finiscano sempre più assimilati nella Pubblica amministrazione a discapito di una buona realizzazione dei nuovi processi, quali la societarizzazione e l’industrializzazione dei servizi pubblici e degli enti locali. E’ una trasformazione necessaria se si considera la crisi inedita sul versante economico, la debolezza delle infrastrutture, i ritardi sugli investimenti e persino la filiera del turismo in crisi."
La Barile propone "di ripensare la pratica dei controlli, che smettano di essere considerati solo perdite di tempo" e invita a un certo ottimismo con cui guardare allo sviluppo delle esperienze delle società miste. 

Altro tema caldo è l’assoggettamento al patto di stabilità interna; il saldo di bilancio diventa un obbligo con regimi vincolistici per gli enti e i gestori dei servizi pubblici.

Poco spaventato è Rosati e sottolinea che "la Provincia non ha mai fatto derivati finanziari, nonostante la fila di banche disponibili al prestito davanti agli uffici, e ha sempre risolto con metodi di mercato". 

Ben diversa è la situazione ereditata dalla nuova Giunta Comunale, in cui è molto sentita l’esigenza di "una razionalizzazione del sistema – ha detto Sergio Marchi, assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune – riferendosi soprattutto alla situazione del trasporto pubblico locale.
"C’è bisogno di una sinergia diversa – riferisce Marchi – basta una mente della mobilità e un unico gestore del servizio. Lo spacchettamento del servizio tra trasporto su gomma, su ferro, etc. ha generato un sistema farraginoso, una filiera lunga e poco gestibile e un grosso problema di efficacia e coerenza.
Rilanceremo in modo forte le infrastrutture: la metro è strategica per risparmiare tempo e migliorare la redditività. Siamo pronti a varare anche un piano urbano parcheggi e a controllare di più il carico e lo scarico di merci nella città. Il settore trainante dell’edilizia sarà incentrato sulla riqualificazione urbana e sull’housing sociale."

Ancora dubbi sulla Legge 133/2008 si susseguono alle proposte di razionalizzazione del Comune: "come inserire logiche industriali dov’è preminente l’elemento sociale e il principio di solidarietà?" Si chiede Francesco Chiucchiurlotto, presidente dell’Anci Lazio.
"Ritengo l’articolo 23 bis una controriforma con un paradigma unico puramente teorico e un approccio ideologico – dice lo sfiduciato Daniele Fichera, assessore agli Affari istituzionali Enti Locali e sicurezza della Regione Lazio – bisogna stare sulla difensiva e chiedere qualche anno di moratoria. Nella società mista si rischia di finire da esigenze pubbliche e efficienza del privato all’esatto contrario."

Non di minor rilievo le incertezze sollevate da tecnici, giuristi ed economisti, durante il convegno.
Costantino Tessarolo si domanda quali siano i limiti di applicazione dell’articolo 23 bis; Nicola Saldutti, mentre guarda questa "rivoluzione copernicana" si chiede quali siano le finalità istituzionali strettamente necessarie e quali quelle da depennare dal bilancio; quali le ripercussioni sulle assunzioni del personale, è la grossa incognita sollevata da Mirco Zamberlan, e come si comporterà il Comune o l’ente pubblico, s’interroga Alessandro Garzon, nella nuova veste di azionista?

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento