

Convegno per festeggiare i dieci anni di media education in Italia ed Europa
Si è tenuto venerdì 3 e sabato 4 marzo al Centro Congressi d’Ateneo-Università “La Sapienza” situato a Roma in via Salaria 113 il convegno “La sapienza di comunicare”- Dieci anni di media education in Italia ed Europa.
Una full immersion durata due giorni che ha visto protagonisti, in occasione del decennale dell’associazione MED, numerosi esperti del settore e che ha avuto come tema centrale la media education ovvero, come ha precisato il professore Rivoltella, "Quel particolare ambito delle scienze dell’educazione e del lavoro educativo che consiste nel produrre riflessione e strategie operative in ordine ai media intesi come risorsa integrale per l’intervento formativo”.
Dal confronto tra media ed educazione, è nato infatti un nuovo campo di ricerca della pedagogia e della sociologia della comunicazione, che ha avuto come elemento propulsore un vasto movimento di idee e iniziative a livello locale e internazionale, al quale hanno aderito docenti universitari, insegnanti ed educatori, associazioni e professionisti dei media che si riconoscono nell’impegno comune per la media education (ME) e che dopo 10 anni di studi ha permesso numerosi passi in avanti nel binomio media-formazione.
La ME non si limita dunque solo a “proteggere”i fruitori dagli effetti negativi dei media, ma mira piuttosto a fornire una competenza mediale e un empowerment perché il minore e, non solo il minore, sappia confrontarsi in modo critico e costruttivo con l’universo dei media e sappia creare, attraverso l’uso dei media, nuove forme espressive e di comunicazione.
Pertanto invece di condannare a priori i media e il loro utilizzo, la ME cerca di capire “dal di dentro” il mondo dei media e integrare la sua cultura con quella della scuola, della famiglia e della tradizione locale.
Il congresso è stato organizzato dal MED, Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma e la Facoltà di Scienze della Formazione dell’università Cattolica di Milano ed è stato patrocinato dal MIUR, dal Comitato di applicazione dl Codice di autoregolamentazione Tv e minori ( Ministero delle Comunicazioni) , dalla RAI, dalla regione Lazio e dalla Lux-Vide.
Il congresso si è aperto venerdì alle ore 9.00 con il saluto del Magnifico Rettore dell’Università “La Sapienza”, il Prof. Renato Guarini e del Direttore generale della RAI, Dr. Alfredo Meocci.
Poi il via al dispiegarsi del congresso che si è articolato in ben sei sessioni.
La prima che si è occupata della ME in Italia ha avuto come relatori il Prof. Galliani dell’Università di Padova che ha fornito una visione di quadro della questione centrale del convegno e il Prof. Giannatelli , presidente del MED.
Dopo un coffee break si è passati alla seconda sessione che si è occupata de “La formazione dei media educator nelle università” nella quale hanno relazionato tra gli altri il prof. Bechelloni, il Prof Rivoltella, il Prof. D’Alessandro e la Prof. essa Laura Messina.
Nella terza sessione nella quale i protagonisti sono stati il Prof. Buckingham , il Prof. Gonnet e Jacquinot entrambi provenienti dall’università La Sorbonne di Parigi, lo sguardo sull’educazione mediale si è allargato all’Europa tracciando così le prospettive future della ME ed esaminando rispettivamente il rapporto tra media education e cittadinanza e il passaggio fondamentale dall’ educazione ai media alla “mediacultura”.
Successivamente a conclusione della prima giornata si è prospettato un primo bilancio tramite gli interventi di Gianna Cappello dell’Università di Palermo e Vicepresidente del MED, del Prof. Nicola Paparella e della Prof.essa Marina D’Amato che ha sottolineato come la ME vada appresa con umiltà, lungi dai pregiudizi che dilagano nel mondo dei media per agire concretamente.
La seconda giornata di questo importante congresso si è aperta con il tema “La ME nella scuola e nell’extrascuola”. Tra i relatori di questa quinta sessione il Prof. Farnè il quale ha sottolineato che “il rischio dell’educazione mediale sia quello che possa diventare una corsa verso l’ultimo media, dimenticando le basi fondamentali su cui invece si basa la media education”. Bisognerebbe invece , secondo lo studioso, “ritornare ai fondamentali, ovvero alla scrittura, al teatro e all’arte, per capire davvero la media education e applicarla in modo pedagogico” .
Successivamente Mons. Giuliodori, Direttore Ufficio nazionale per le comunicazione sociali della CEI di Roma ha parlato dell’importanza della ME nelle comunità ecclesiali e di come la Chiesa negli ultimi 15 anni abbia messo sempre più a fuoco questa importante tematica creando una nuova figura che opera in sintonia al dettato evangelico: l’animatore per la cultura e le comunicazioni sociali.
La sesta ed ultima sessione dedicata al tema “La televisione e le nuove tecnologie” ha visto protagonisti tra gli altri la responsabile dei programmi per ragazzi di Rai3- Bambini, Maria Mussi Bollini che ha evidenziato come si articoli in Rai la media education e di come quest’ultima “sia importante e convenga a tutti, anche ai produttori di programmi televisivi”.
Il prof. Calvani ha invece sottolineato sul tema new media ed educazione che “ la ME dovrebbe vaccinare i ragazzi e fornire loro la capacità critica per selezionare i contenuti e le informazioni presenti per esempio nella grande Rete”.
Il congresso denso di interventi si è poi chiuso in mattinata con le conclusioni del Comitato Scientifico del MED, il prof.Pier Cesare Rivoltella.
Molte sono state le persone accorse al convegno da diverse parti d’Italia che ha visto al presenza di numerosi esperti del settore, di svariati giornalisti e docenti che si occupano della media education.
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