

Con 148 milioni di euro nuove sedi per le facoltà a p.zza Vittorio e/o Pietralata, l.go Preneste, S. Lorenzo. Anche 400 alloggi
Sembra finalmente giunto il momento della svolta per il programma di ampliamento edilizio delle strutture dell’Università La Sapienza. La Cassa depositi e prestiti ha versato 148 milioni di euro all’ateneo, questo finanziamento consentirà di ampliare notevolmente le strutture universitarie, attraverso l’acquisto di terreni ed immobili.
La nuova disponibilità finanziaria permetterà al più grande ateneo della capitale di applicare il piano di decentramento federato delle sue strutture, del quale si parla ormai da un quinquennio. L’ampliamento delle strutture a disposizione dovrebbe permettere all’università di poter raggruppare negli edifici facoltà e dipartimenti attualmente spezzettati in tante micro-sedi poco funzionali.
Con una spesa pari a 57 milioni di euro verrà acquistato l’edifico che attualmente ospita le Poste allo Scalo San Lorenzo, nel quale verranno sistemate le facoltà di Psicologia I e II e quelle di area umanistica. Una cifra analoga verrà impiegata per l’acquisto di aree nel cosiddetto Sistema Direzionale Orientale a Pietralata, su quei terreni è prevista l’edificazione della facoltà di Statistica (N. d. R.: per Pietralata bisogna precisare che la costruzione del campus è legata alla possibilità di investimento da parte dell’Inail, cosa ancora non certa). Qualora non fosse possibile acquistare il vecchio edificio della Zecca nei pressi di piazza Vittorio, anche Scienze della Comunicazione finirebbe allo SDO.
Con 20 milioni di euro La Sapienza conta di ottenere l’esproprio del terreno in via Prenestina, a destinazione universitaria, sul quale sorge l’ex stabilimento della Snia Viscosa. In merito alla legittimità di questa operazione nei mesi scorsi si sono susseguite numerose dispute tra il Centro Sociale ivi presente, il comitato di quartiere Prenestino-Pigneto e l’Università.
Inoltre 12 milioni di euro serviranno per acquistare l’immobile di Santa Maria della Pietà, un ex manicomio, nel quale verranno realizzati vani abitativi per ospitare circa 400 posti letto.
Dispiace dover costatare che con una tale disponibilità di fondi, solamente una piccola parte verranno utilizzati per la realizzazione di alloggi per gli studenti. Perché a fronte di un numero delle iscrizioni in continua crescita, del costante aumento degli affitti delle stanze e dei ritmi di vita imposti dal nuovo ordinamento universitario, sarebbe stato necessario prevedere un ampliamento ben maggiore dei posti letto.
Il Rettore Renato Guarini ha dichiarato che l’intento principale di questo programma di decentramento strutturale è quello di: “avvicinarsi agli standard europei per dotazioni di posti di studio, biblioteche informatizzate e laboratori scientifici”.
Un traguardo che a livello di strutture è per ora fuori portata e potrà essere perseguito spostando l’attenzione dal numero degli studenti immatricolati, alla qualità della loro vita universitaria.
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