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La situazione degli immigrati nella provincia di Roma

I dati forniti dal Prefetto Serra

Le presenze di immigrati regolari nella provincia di Roma ammontano a 256.840 unita’, soprattutto provenienti dalla Romania (sono 60.000), ma anche da Polonia, Filippine, Ucraina e Albania. Gli immigrati sono concentrati specialmente nel I municipio, al Rione esquilino, ma anche nei municipi III, X e XVII. I richiedenti asilo dal 2004 ad oggi sono stati 4.000 e su 397.196 iscritti al collocamento, 18.024 sono lavoratori extracomunitari. Tra gli stranieri iscritti nel registro delle imprese, i più presenti sono i cinesi, seguiti da rumeni ed egiziani.

Riguardo ai clandestini, su 9.381 cittadini extracomunitari muniti del decreto di espulsione solo 2.450 sono stati rimpatriati e 2.462 arrestati per inottemperanza all’ordine del questore. Questi alcuni dati aull’immigrazione nel territitorio di Roma e Lazio riferiti il 27 febbraio dal prefetto di Roma Achille Serra durante la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza del Lazio.

Serra ha affermato che l’immigrazione clandestina per la maggior parte ’’vive col provento di attività illecite, come spaccio di droghe, prostituzione e furti’’.

Dopo la legge Bossi-Fini sull’immigrazione, Serra ha sottolineato che sono state ’’110.000 le domande di regolarizzazione di lavoro irregolare e l’impegno forte della prefettura di Roma ha consentito la conclusione positiva di oltre 96.000 procedure’’.

Serra ha poi sottolineato l’importanza, in termini di contrasto all’immigrazione clandestina, del ’’Centro di permanenza temporanea’’ e riguardo al Consiglio territoriale per l’immigrazione, ha affermato che ’’a breve sarà realizzato un corso di formazione e aggiornamento sui temi dell’immigrazione per operatori della pubblica amministrazione del territorio provinciale’’ con l’obiettivo di ’’fornire una conoscenza comune degli operatrori socio-sanitari pubblici e del privato sociale, nonché agli operatori della sicurezza che entrano a contatto con gli stranieri’’.

Serra ha inoltre definito ’’fiore all’occhiello della prefettura di Roma, lo Sportello unico per l’immigrazione’’ operativo da circa un mese, nonostante ’’innumerevoli difficoltà dovute alla straordinaria carenza di personale, strutture e risorse finanziarie’’.

Riguardo invece alla presenza di nomadi a Roma, il prefetto ha affermato che ’’negli ultimi anni si è assistito ad un incremento delle presenza, dovuto all’arrivo di gruppi di nomadi dalla Romania, che si sono aggiunti a quelli già presenti da lungo tempo, bosniaci e tutti quelli provenienti dal territorio dell’ex Jugoslavia’’.

Secondo l’ultimo aggiornamento del Comune, ’’il numero, nei 27 campi censiti, di cui 10 attrezzati ed altri solo parzialmente, si attesta intorno alle 6.000 unità e a questi bisogna aggiungere la popolazione nomade che si è stabilita in circa 20 insediamenti spontanei abusivi’’. Difficile quantificarli, ma Serra afferma che si ritiene siano circa ’’altri 4.000 gli extracomunitari in questi altri insediamenti spontanei’’.

’’La popolazione nomade è molto giovane – ha precisato Serra – il 70% è sotto i 21 anni e ben il 37% è nella classe di età compresa tra 0 e 14 anni’’.

Serra ha puntato l’attenzione ’’sulle condizioni igieniche – sanitarie estremamente precarie’’ che si riscontrano in alcuni insediamenti nomadi, sul fatto che i giovani nomadi sono refrattari al lavoro, i minori difficilmente frequentano le scuole e le donne sono le piu’ dedite ai furti’’.

Il prefetto ha dichiarato infine che il ’’problema va affrontato con determinazione e decisione’’, cresce infatti ’’l’insofferenza della gente, di fronte ad una cultura che e’ difficile da accettare’’.

(Sci/Col/Adnkronos) del 27 febbraio

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