Categorie: Incontri e Convegni
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La violenza domestica verso l’uomo, II Convegno del Cepic

Il 93% dei suicidi scatenati da una separazione riguarda il maschio. Ci sono mariti maltrattati dalle mogli: la violenza è anche femminile

Si è svolto il 4 maggio, in via Marsala 42 a Roma, il II convegno nazionale sulla violenza di genere:  “Quando la vittima è lui. La violenza domestica verso l’uomo. Aspetti sociologici, criminologici e legali”, organizzato dal Cepic, Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia.
Tra le pareti domestiche, infatti, non c’è solo la violenza cieca, diretta dell’uomo verso la donna, già trattata nell’incontro organizzato dal Cepic a gennaio, ma anche una violenza subdola, vendicativa, tipica della donna, che spinge a distruggere non solo il coniuge, ma il suo ruolo genitoriale, la sua posizione sociale, il suo equilibrio psicologico…

Nel convegno del 4 maggio si è parlato di violenza di genere per rendere maggiormente flessibile il concetto di “soggetto debole”, perché spesso, nella coppia che si separa, l’uomo risulta essere il soggetto maggiormente sconfitto.
Il decremento di reddito, l’allontanamento dai figli, che spesso diventa affido esclusivo, arma di ricatto e soppressione della figura paterna, mina gravemente la persona spingendo a comportamenti autodistruttivi, dipendenze, atti disperati: secondo i dati della federazione nazionale bigenitorialità, l’uomo commette più frequentemente suicidio a causa di un disagio generato dalle separazioni e dai figli contesi, più di quanto non accada alle donne; con 102 casi su un totale di 110 (93%).

L’uomo che denuncia è considerato inetto, debole perché non si adegua allo stereotipo maschile di macho, che reagisce o si allontana. Gli stessi mass media contribuiscono ad alimentare questo gap, e poi esiste quello che Farrel chiama la “cortina di pizzo”, un pregiudizio della società, dei governi e dei sistemi legislativi e sociali, a favore dei due sessi.

La dottoressa Onofri ha evidenziato che le conflittualità più ricorrenti nelle separazioni/divorzi implicano due aspetti: uno economico, ossia i problemi per la corresponsione dell’assegno di mantenimento (Art. 570 c.p. (mancata assistenza al minore) – Art. 709 ter c.p.c (Tri Modena, ord 29.1.07), l’altro relazionale, i conflitti sull’affidamento dei figli/potestà genitoriale (Legge 28 febbraio 2006, n. 52 comportamenti con implicazioni penali Codice penale)

Secondo la consulente Cepic, le conflittualità relative all’aspetto relazionale sono sofferte dal genitore che non vive con i figli, generalmente il padre, e possono realizzarsi a causa di comportamenti “mobbizzanti” e ripetuti dell’altro genitore che tendono ad escluderne o ad emarginarne il ruolo nei confronti dei figli.

Ostacolo alla frequentazione, delegittimizzazione del ruolo paterno, alienazione dei figli verso il padre, false accuse, sono atteggiamento che si verificano spesso, per questo durante il convegno si sono illustrati nuovi progetti di legge.

Per quanto sorprendente, esistono uomini maltrattati fisicamente dalle mogli, il numero oscuro a questo riguardo è molto alto, a causa del forte imbarazzo a denunciare; la violenza verso il partner avviene anche tra coppie lesbiche.

La violenza femminile viene giustificata con la patologia (depressione post partum, traumi, autodifesa, provocazione, menopausa…), una donna violenta nella relazione, non è considerata obbligatoriamente violenta con i figli; quando ciò accade all’uomo è automatico che non sia un buon genitore, mentre quelli che restano in famiglia per proteggere i figli vengono considerati deboli e inetti.
Le conseguenze sull’uomo comportano depressione, abbuffate compulsive, dipendenze, uso di alcol, violenza, suicidio, suicidio allargato (omicidio/suicidio).
I conflitti familiari si ripercuotono poi sui figli, spesso vittime inconsapevoli: accanto al dramma della pedofilia sono tristemente noti casi in cui l’orco non è una persona, ma la rabbia, il risentimento del genitore affidatario verso l’altro, che a volte in buonafede, spinge a muovere accuse gravissime verso l’ex coniuge. I casi di padri accusati ingiustamente di incesto sono un numero non trascurabile, è necessaria una formazione specifica per gli operatori del settore al fine di evitare abbagli e gravi errori di valutazione. A tal proposito il professor Francesco Montecchi e il dottor Paolo Capri, esperti del settore, hanno illustrato tecniche, casi, ed esperienze.

Si è anche discusso l’approccio interdisciplinare, che il Cepic propone ormai da anni nei casi di separazione, che vede lo psicologo affiancare l’avvocato nel difficile percorso di allontanamento dei coniugi, coscienti del fatto che molte coppie seppure separate, rimangono legate tra loro con gravi ripercussioni emotive e relazionali.
Il vero trauma è superato quando la comprensione intellettuale trova completa rispondenza in quella emozionale.

A concludere la giornata, il dr. De Luca, massimo esperto italiano in tema di omicidio seriale ha illustrato i casi estremi di violenza femminile, descrivendo il profilo della donna serial killer, con particolare attenzione alla tipologia della “vedova nera” cioè “la Donna che uccide sistematicamente mariti e amanti, comunque soggetti di sesso maschile con i quali intrattiene una relazione di natura amorosa e/o sessuale precedente all’omicidio e di durata variabile”.

Il Cepic, Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia, è una associazione impegnata nella formazione, ricerca, sostegno e consulenza in ambito criminologico, investigativo e psicologico. La sede principale, è a Roma, in via Arbia 70, il sito web è www.cepic-psicologia.it

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