“L’amore mio non muore” di Roberto Saviano al “Tullio Levi Civita”

Il 28 aprile 2026, il liceo scientifico ha ospitato lo scrittore che si è confrontato direttamente con gli studenti

Il 28 aprile 2026, il liceo scientifico Tullio Levi Civita” ha ospitato lo scrittore Roberto Saviano per discutere del suo ultimo libro Lamore mio non muore.

Allincontro, a cui erano presenti anche il consigliere Claudio Poverini e la vicepresidente del V Municipio Maura Lostia, gli studenti hanno avuto loccasione di confrontarsi direttamente con lautore.

Il dialogo è stato guidato dalle domande dei ragazzi, interessati ad approfondire i suoi libri e le sue scelte di vita. Saviano ha risposto con chiarezza e spontaneità, parlando del suo rapporto con la scrittura, con la famiglia e con il tema centrale del suo lavoro: il crimine.

Durante lincontro ha affrontato anche una questione significativa: perché i personaggi negativi esercitano tanto fascino. Secondo lo scrittore, il lato oscuro delle storie ci permette di misurarci con unombra che continuamente ci tenta”. È così che, immedesimandosi in figure che spesso si tende a evitare, Saviano riesce a entrare nel profondo dei loro meccanismi per poi restituirli al lettore.

Per oltre due ore studenti e docenti hanno seguito lincontro, confrontandosi su temi come mafie, criminalità, droghe, diritti e libertà. Quella libertà che Roberto ha sacrificato nella sua interezza e che lui stesso dice essere sinonimo di felicità. E ancora oggi, a ventanni dalluscita di Gomorra, Saviano continua la sua attività di denuncia.

Nel libro Lamore mio non muore, lo scrittore racconta la storia vera di Rossella Casini, studentessa fiorentina che si innamora di Francesco Frisina, coinvolto in una faida della ndrangheta calabrese. Nonostante il pericolo crescente, la ragazza decide di restargli accanto in nome di quell’amore che, a suo parere, avrebbe sconfitto tutto.

Rossella scompare nel 1981 e il suo corpo non verrà mai ritrovato.

Attraverso questo racconto, Saviano riporta alla luce una vicenda a lungo dimenticata e diffamata, che ha avuto giustizia solo attraverso le sue parole. Saviano ci costringe a domandarci cosa faremmo noi di fronte a una scelta come quella della protagonista: lamore può davvero farci deviare da una strada sbagliata?

Lo scrittore ha spiegato di aver utilizzato fatti, nomi reali e atti giudiziari, ricorrendo allimmaginazione solo dove mancavano informazioni.

Ha inoltre chiarito la scelta di inserire tre finali: uno basato su versioni diffamatorie, uno sui fatti accertati e uno immaginario.

Saviano ha infine invitato gli studenti a riflettere sulle proprie scelte, mettersi in gioco, citando una frase dello scrittore James Baldwin: Non tutto ciò che viene affrontato può essere cambiato, ma niente può essere cambiato finché non viene affrontato”. 

Disegno di Jeyden De Conca

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