Largo Pettazzoni: solo ora ci accorgiamo del degrado?

E possibile, che solo ora la grande stampa i quotidiani nazionali i fotografi le casalinghe con l’ hobby della fotografia, incomincino con insistenza “quasi sospetta” a puntare il dito verso chi ha ereditato l’onere di riqualificare come il Comune di Roma con alla guida il Sindaco Alemanno la cura dell’l’ambiente il benessere delle piante la vigilanza dei parchi la salvaguardia delle specie animali nonché tutto quello di competenza per un nuovo ordine ambientale delle ville parchi e giardini del Comune di Roma.
Ci si accorge solo ora che Largo Pettazzoni a Torpignattara, in particolare il parco che ne colloca l’esatta ubicazione toponomastica al centro delle ultime e roventi polemiche del rimbalzarsi delle responsabilità tra sono, ormai ultra decennali (realizzato con il progetto cento piazze della Giunta Rutelli ndr) e non solo; di una vera e propria battaglia tra pessimisti e possibilisti, i secondi certi di un nuovo indirizzo ambientale della Giunta Alemanno affinchè davvero il parco della omonima Piazza diventi davvero senza se e senza ma nuovamente fruibile e sicuro per i bambini i giovani gli adulti le donne,in sintesi tutti nessuno escluso.
Leggo, altresì,con piacere la fioritura di sigle e associazioni comitati di quartiere-comitati spontanei – fantomatiche associazioni del quale non si conosce ne il responsabile ne tanto meno le finalità e soprattutto l’ubicazione della sede, dove poter rivolgere le sacrosante istanze di recupero riqualificazione di bonifica e chi più ne ha più ne metta. Insomma, con il fine di aver almeno ascoltata la propria voce
La cronaca è aspra violenta dura da metabolizzare: alberi abbattuti, piante secche bruciate dal sole e dalla siccità panchine divelte e ridotte a sinistri scheletri illuminazione fuori uso, impianti ludici per i più piccoli sporchi e deturpati da frasi indicibili, il canale di scolo dell’acqua che attraversa per intero il piazzale del “parchetto di cemento” così ribattezzato dai bambini che giocano con il rischio di rompersi un arto causa la mancanza della griglia asportata con criminale opera chirurgica (intero tratto circa 100 mt)
Lo stuolo di bottiglie vuote consumate e gettate nel prato, abbandonate dopo i bagordi notturni e spesso diurni di tanti disperati che hanno scelto il parco come dimora fanno da cornice al triste e sinistro pensiero che pervade ciascuno di noi: come sarà quando le forze messe in campo dal comune per la pulitura del parco saranno andate via?
Semplice, dopo qualche tempo saremo di nuovo a capo, non per colpa di altri, bensì per colpa del nostro destino che ci colloca come spettatori attoniti e non più responsabili della nostra vita e di quello che le precedenti generazioni hanno inteso creare come modello di una futura generazione al motto di “ E’ VIETATO VIETARE”ed ecco sotto il naso di tutti il risultato!

Roma 2 settembre 2010
Marco Mugavero

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