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L’Art Nouveau di Mucha in mostra a Palazzo Bonaparte

In esposizione oltre 150 opere fino al prossimo 8 marzo 2026

Dall’8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026 Palazzo Bonaparte ospiterà la mostra Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione, a cura di Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti.

Con 150 opere in esposizione – tra manifesti, bozzetti, studi e dipinti – si tratta della più ampia rassegna mai dedicata finora nel nostro Paese ad Alphonse Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939). I visitatori avranno l’opportunità di ammirare tutti i suoi capolavori provenienti dal Mucha Museum di Praga, tra cui spiccano Gismonda (1894), Médée (1898), JOB (1896) la serie The Stars del 1902 e quella sulle Pietre Preziose del 1900. Tra questi rientra anche il ciclo dell’Epopea Slava, un corpus di 20 tele di grandissime dimensioni che ripercorre le vicende storiche dei popoli slavi, al quale Mucha si dedicò con estrema dedizione dal 1921 al 1928. 

La mostra intende ampliare i suoi orizzonti anche ad altri artisti che hanno esplorato il tema della seduzione femminile. È il caso di due famosi dipinti: La contessa De Rasty (1879) di Giovanni Boldini e la Semiramide (1905) di Cesare Saccaggi che raffigura la leggendaria regina assira, fondatrice di Babilonia. Facendo un notevole salto indietro nel tempo, il confronto con altre opere raggiunge il suo culmine con la presenza della rinascimentale Venere (1485-1490) di Sandro Botticelli che è stata presa in prestito dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino, dove si è già svolta la mostra “Da Botticelli a Mucha. Bellezza, Natura, Seduzione”. 

Il percorso espositivo è stato articolato in sezioni tematiche: “Donna e mito”, “Stagioni e fiore”, “Manifesti teatrali”, “Applicazioni decorative”, “Interiorismo e ambienti”, “Luce e silhouette”. Esso è arricchito da oggetti decorativi ed arredi in stile Art Nouveau, di cui Mucha viene considerato uno degli artisti più influenti. Manifesti teatrali, pannelli decorativi, calendari ed illustrazioni fanno rivivere agli ospiti la vivace atmosfera della Parigi di fine secolo.

L’artista ceco scelse la capitale francese come città d’elezione, dove frequentò l’Accademia Julian ed entrò in contatto con numerosi artisti dell’epoca, tra cui Paul Gauguin. Nel 1894 realizza la sua prima illustrazione pubblicitaria per l’opera teatrale Gismonda di Victorien Sardou che ritrae la famosa attrice Sarah Bernhardt. 

Sarà l’inizio di un sodalizio artistico tra i due che li porterà a stipulare un contratto della durata di sei anni (dal 1895 al 1901) durante i quali egli – oltre a ricoprire le vesti di consulente artistico – disegnò scenografie teatrali, costumi e gioielli. Gismonda fu il primo di una serie di manifesti teatrali, tra cui troviamo La Dame aux Camèlias (1896), Lorenzaccio (1896), La Samaritaine (1897), Médée (1898), Hamlet (1899) e Tosca (1899).

La mostra è stata promossa da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation ed i Musei Reali di Torino, con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco.

Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione

QUANDO: fino all’8 marzo 2026;

DOVE: Palazzo BonaparteNuovo Spazio Generali Valore Cultura – piazza Venezia, 5;

ORARI: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle ore 19.30 – venerdì, sabato e domenica dalle ore 9.00 alle ore 21.00. La biglietteria chiude un’ora prima;

CONTATTI: https://www.mostrepalazzobonaparte.it/


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