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L’arte contemporanea vivrà nella “Road To Contemporary Art”

A settembre anche a Roma la prima fiera mercato dell’arte contemporanea

Dal 13 al 17 settembre 2007 Roma aprirà le porte al mercato dell’arte contemporanea, con la sua nuovissima fiera "Road To Contemporary Art".

Almeno tre, le sezioni: Palazzo Venezia (che ospiterà gli artisti del Novecento), l’ospedale di Santo Spirito in Sassia (sede delle gallerie che lavorano con gli artisti più giovani) e Palazzo Rospigliosi con la sua video art. Le Terme di Diocleziano dovranno invece essere sede di una mostra: si ospiteranno opere delle collezioni private dei galleristi che parteciperanno alla fiera.

L’idea, lanciata nella nostra città da Roberto Casiraghi, lo stesso ideatore di "Artissima" di Torino, ha l’obiettivo di far diventare Roma "fiera" in campo internazionale… Quale migliore location della capitale italiana?

A questa prima edizione della prima mostra mercato romana si pensa che parteciperanno tra le settanta e le ottanta gallerie internazionali (cioè il 60%) e nazionali (il rimanente 40%), selezionate entro il 15-20 giugno dal consiglio direttivo. Tutte ovviamente finalizzate a guardare al mercato, e anche a fare da volano alla cultura: si sente infatti la necessità di riportare l’attenzione dei collezionisti e dell’arte contemporanea in generale su Roma.

Il suo patrono Casiraghi afferma: "Roma ha il carisma della città eterna, ma non è ancora nota a livello internazionale come capitale dell’arte contemporanea". Non gli si può dare torto. Ma Roma è anche la città giusta, come precisa il presidente dell’associazione Roma Contemporary, Luciano Chesini, appositamente costituita per promuovere l’iniziativa: "qui assieme al contenuto troviamo un contenitore che non ha eguali al mondo".

Anche il Ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, è dello stesso avviso: "E’ tempo che Roma prenda un suo spazio in questo circuito internazionale", cosa che poi sottolinea l’attenzione crescente, nei confronti della capitale, da parte dei protagonisti dell’arte contemporanea, l’attesa creata dai nuovi spazi museali, dal Macro al nascente Maxxi, e il panorama creativo in effervescenza. "Nell’arte contemporanea – precisa Rutelli – quello che chiamiamo federalismo, autonomismo, è più che mai appropriato". E Silvio di Francia, l’assessore alla cultura del comune, chiarisce: "Roma non si candida a oscurare altre iniziative".

Per tutti questi motivi Roma si è guadagnata l’incoraggiamento del ministero dei beni culturali, che offre i suoi spazi a canone agevolato, e delle istituzioni locali, con allestimenti che promettono di essere altamente innovativi e con un filo comune che attraversa i singoli stand, il cui costo di affitto per i galleristi sarà di quattrocento euro al metro quadro.

Eppure, il progetto, sottolinea Casiraghi, è ancora in "piena evoluzione". Per numero e nomi dei partecipanti, ma anche per le sedi, che strada facendo si punta ad aumentare. Si pensa all’aggiunta di Palazzo Incontro di proprietà della provincia, per esempio, che dovrebbe essere inserito a partire dalla seconda edizione. Ma possibilmente anche altre; mentre alle tre o quattro location più importanti faranno da corollario una serie di eventi collaterali, con l’apertura al pubblico di palazzi e collezioni private.

E tra le iniziative collegate ci sarà anche una mappatura delle gallerie del territorio, che sarà successivamente raccolta in una pubblicazione.

 

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