Categorie: Incontri e Convegni
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Le premiazioni del concorso letterio Duerre

Al Centro Commerciale “Primavera” il 20 novembre

Tradizione rispettata e qualità sempre elevata. Ancora una volta poeti e scrittori siciliani hanno prevalso (anche se di stretta misura) su quelli laziali al concorso letterario DUERRE (Roma – Ravanusa) edizione 2005, organizzato da Viavai e dal suo “gemello” ravanusano “Lu Papanzicu” del dinamicissimo Filippo Cassaro.

La premiazione si è svolta il 20 novembre, come di consueto, al Centro Commerciale “Primavera” di viale della Primavera 194 che, grazie alla disponibilità del direttore Giuseppe Di Gianvincenzo, è ormai la sede canonica delle edizioni romane del premio DUERRE.

Per la categoria “Poesia in lingua italiana” ha vinto Baldassarre Turco, siciliano residente a Genova con la Poesia “Ravanusa”; Turco è seguito a ruota da Salvatore Maragliano di Raffadali con “A Lady Brown”.

La categoria “Narrativa breve” ha visto imporsi Biancamaria Massaro di Roma con un delicatissimo e nostalgico racconto dal titolo “La quercia dai rami d’oro”; seconda classificata Maria Grazia Iannello con “Santine, santuzze e i pupa di Marturana”.

La categoria più rappresentativa dello spirito del concorso, quella della poesia dialettale, è stata stravinta da Fulvio Donati di Cerveteri con un brano denso di significato dal titolo “L’osteria della vita”; damigella d’onore è stata la poesia “Lu lamientu di l’emigratu” del bravissimo Angelo Lumia di Campobello di Licata.

Altri piazzamenti di rilievo quelli di Anna Pelle, classificatasi quarta e sesta nella categoria Narrativa; quello di Piero Lentricchia, vincitore dello scorso anno, classificato settimo nella Poesia in dialetto; quello di Daniela Moreschini, seconda nell’edizione 2004 e decima quest’anno.

Il record dei piazzamenti appartiene a Calogero Mantisi, finalista in tutte e tre le categorie e addirittura terzo nella narrativa.

Inutile descrivere la gioia di Filippo Cassaro, editore de “Lu Papanzicu”: “Chi l’avrebbe mai detto – ha dichiarato commosso – che un’idea nata quasi per gioco avrebbe avuto un simile successo!”. E, con un pizzico di orgoglio tutto siciliano ha aggiunto: “Poeti e scrittori siciliani hanno conquistato Roma; la storia inverte il suo corso…”.

La serata, condotta da Patrizia Battaglia, è stata impreziosita dalla presenza di numerose autorità quali il Sindaco di Cappadocia Bruno Murzilli che, tra l’altro, ha posto la candidatura della sua città e della Marsica abruzzese per un possibile gemellaggio a tre per il prossimo anno, ossia Roma, Ravanusa e Cappadocia. Tra le altre autorità non hanno fatto mancare il loro appoggio i consiglieri Mauro Caliste, Flavia Siviero e Giancarlo Loretucci del VI Municipio di Roma e Alberto Recine (ottimo poeta, tra l’altro) e Luciano Di Pietrantonio del Municipio ROMA VII.

La giuria era rappresentata dal presidente Massimo Testa e dai giurati romani Nunzia Castello e Vittorio Begliuti. Tra le rappresentanze non istituzionali citiamo l’editore del mensile EcoRoma, Bruno Casinelli, il direttore di Viavai, Mariella Nocenzi, l’editore di Viavai Ettore Ranalletta, coorganizzatore del concorso insieme a Cassaro e il prof. Francesco Sirleto, docente di Storia e Filosofia nonché insigne saggista.

Quest’ultimo ha annunciato le novità dell’edizone 2006 del concorso DUERRE: la sezione poesia dialettale sarà scissa in due, “Poesia dialettale siciliana” e “Poesia dialettale laziale” – questo, per evitare di perdere quelle espressioni che solo nel dialetto originale si caricano di significato. L’altra novità è che la premiazione si terrà finalmente a Ravanusa (AG) per la gioia di tutti i concorrenti siciliani residenti a Roma che avranno così modo di tornare alla loro Terra.

Le poesie vincitrici, compresa quella fuori concorso dal titolo “La mia Toscana” di Maria Grazia Paolini Dabizzi – premiata perché, a detta della giuria “Non era possibile ignorarla anche se fuori tema” – sono scricabili dai siti www.viavai.freeweb.org e www.lupapanzicu.it.
I romanzi possono essere richiesti tramite email all’indirzzo viavai@email.it.

di Ida Odette Bianco

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