

Medicine allo stato naturale, protagonisti nella Giornata nazionale contro lo spreco alimentare

I carciofi, medicine allo stato naturale (e so’ pure boni! Lo diceva pure Neruda), sono protagonisti nella Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.
Abbiamo già trattato l’argomento su Abitare a Roma (vedi al fondo di questo articolo) il 6 maggio 2020; ovviamente i “romaneschi” per quella data erano già finiti, oggi, invece, consigliamo il carciofo romanesco sia in cucina che nella nostra farmacopea casalinga, non soggetta all’EMA o all’OMS.
La produzione di tisane con le foglie e con i petali (il carciofo edibile è un fiore) è frutto di secoli di esperienze della farmacopea egizia, greca, etrusca, romana ecc., per cui possiamo tranquillamente farcele in casa, dolcificandole come più ci piace.

Normalmente le foglie ed i petali, troppo legnosi, si buttano via, invece vorremmo proporvi delle tisane gradevolissime e facili da eseguire.
Selezionare alcune foglie e petali del carciofo, quelle che normalmente noi eliminiamo, farli bollire in un litro d’acqua per 10 minuti, negli ultimi 3 minuti aggiungere 3 foglie di alloro secco; spengere, filtrare, versare in tazza e addolcire con il miele, vi consigliamo di conservare in frigorifero il resto della tisana.

Numerose sono le proprietà benefiche dei carciofi, ne citiamo alcune:
Del carciofo non si butta via niente, per esempio: con il cuore dei gambi si può fare un ottimo condimento per le classiche fettuccine; con le coste delle foglie (brattee), togliendo la parte filamentosa, si possono fare gustosissimi gratinati al forno, sono simili ai cardi.

In quanti modi possiamo utilizzare i carciofi? Beh, innumerevoli: fritti con la pastella, cotti nella brace delle fascine (matticelle), alla giudia, alla romana, ecc., ma noi anche questa volta abbiamo preferito i carciofi ripieni.
I carciofi ripieni possono essere un contorno, oppure un secondo o, addirittura, un piatto unico super dietetico e salutistico.
Dopo aver mondato delle parti più legnose (che potete utilizzarle come sopra), il fiore di carciofo va delicatamente allargato fino ad arrivare al cuore, asportando la “barbetta”.
Ripieno per 4 carciofi: mollica di pane q.b., un uovo, pinoli, mandorle sgusciate, pizzico di sale, pepe a piacere, capperi, pezzettini di gambi ben puliti, una salsiccia spellata, olio q.b.; miscelare bene il tutto, riempire e rifinire con un po’ grana grattugiata sopra il ripieno (per far venire la crosta); ovviamente questa è una indicazione particolarmente saporita, se si volesse alleggerire, si possono togliere salsiccia e uovo, ma ovviamente il risultato sarà di minor sapidità.

Una volta riempiti i carciofi vanno ben posizionati in un tegame, quindi si aggiungono 100 ml di brodo vegetale (o di dado in granuli), 100ml di vino bianco profumato; il liquido non deve superare il bordo dei carciofi; coprire (con coperchio di vetro) e far sobbollire per circa 30’ (deve rimanere un po’ di sughetto); l’ultimo passaggio è una leggera grigliata (5/6 minuti) per ottenere una deliziosa crosticina. Vanno mangiati tiepidi, ma sono ottimi anche freddi.
Buon appetito.
P. S. Sono talmente “Boni” i carciofi, che Pablo Neruda gli dedicò una poesia. Questa:
https://abitarearoma.it/le-ricette-della-nonna-e-del-nonno-carciofi/
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