Le ricette della nonna (e del nonno): carciofi ripieni

Medicine allo stato naturale, protagonisti nella Giornata nazionale contro lo spreco alimentare
Anna Onori, Henos Palmisano. - 5 Febbraio 2021

Le foglie e i petali

I carciofi, medicine allo stato naturale (e so’ pure boni! Lo diceva pure Neruda), sono  protagonisti nella Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

Abbiamo già trattato l’argomento su Abitare a Roma (vedi al fondo di questo articolo) il 6 maggio 2020; ovviamente i “romaneschi” per quella data erano già finiti, oggi, invece, consigliamo il carciofo romanesco sia in cucina che nella nostra farmacopea casalinga, non soggetta all’EMA o all’OMS.

La produzione di tisane con le foglie e con i petali (il carciofo edibile è un fiore) è frutto di secoli di esperienze della farmacopea egizia, greca, etrusca, romana ecc., per cui possiamo tranquillamente farcele in casa, dolcificandole come più ci piace.

La tisana di foglie e petali di carciofo

Normalmente le foglie ed i petali, troppo legnosi, si buttano via, invece vorremmo proporvi delle tisane gradevolissime e facili da eseguire.

Selezionare alcune foglie e petali del carciofo, quelle che normalmente noi eliminiamo, farli bollire in un litro d’acqua per 10 minuti, negli ultimi 3 minuti aggiungere 3 foglie di alloro secco; spengere, filtrare, versare in tazza e addolcire con il miele, vi consigliamo di conservare in frigorifero il resto della tisana.

La tisana

Adotta Abitare A

Numerose sono le proprietà benefiche dei carciofi, ne citiamo alcune:

  • Ricchi di fibre e sali minerali (sodio, potassio, calcio, fosforo ecc.)
  • Contengono numerose vitamine (C, K, gruppo B)
  • Ricchi di ferro (che però ne assimiliamo una piccola parte)
  • Proprietà antiossidanti (ricchi di flavonoidi, rutina)
  • Proprietà diuretiche e depurative
  • Proprietà epatoprotettive (cinarina)
  • Capacità ipocolesterolemizzanti, quindi sono cardioprotettivi
  • Ricchi di betacarotene e luteina.

Del carciofo non si butta via niente, per esempio: con il cuore dei gambi si può fare un ottimo condimento per le classiche fettuccine; con le coste delle foglie (brattee), togliendo la parte filamentosa, si possono fare gustosissimi gratinati al forno, sono simili ai cardi.

I mille usi del carciofo

I carciofi nella pirofila

In quanti modi possiamo utilizzare i carciofi? Beh, innumerevoli: fritti con la pastella, cotti nella brace delle fascine (matticelle), alla giudia, alla romana, ecc., ma noi anche questa volta abbiamo preferito i carciofi ripieni.

I carciofi ripieni possono essere un contorno, oppure un secondo o, addirittura, un piatto unico super dietetico e salutistico.

Dopo aver mondato delle parti più legnose (che potete utilizzarle come sopra), il fiore di carciofo va delicatamente allargato fino ad arrivare al cuore, asportando la “barbetta”.

La ricetta

Ripieno per 4 carciofi: mollica di pane q.b., un uovo, pinoli, mandorle sgusciate, pizzico di sale, pepe a piacere, capperi, pezzettini di gambi ben puliti, una salsiccia spellata, olio q.b.; miscelare bene il tutto, riempire e rifinire con un po’ grana grattugiata sopra il ripieno (per far venire la crosta); ovviamente questa è una indicazione particolarmente saporita, se si volesse alleggerire, si possono togliere salsiccia e uovo, ma ovviamente il risultato sarà di minor sapidità.

I carciofi dopo la grigliatura

Una volta riempiti i carciofi vanno ben posizionati in un tegame, quindi si aggiungono 100 ml di brodo vegetale (o di dado in granuli), 100ml di vino bianco profumato; il liquido non deve superare il bordo dei carciofi; coprire (con coperchio di vetro) e far sobbollire per circa 30’ (deve rimanere un po’ di sughetto); l’ultimo passaggio è una leggera grigliata (5/6 minuti) per ottenere una deliziosa crosticina. Vanno mangiati tiepidi, ma sono ottimi anche freddi.

Buon appetito.

P. S. Sono talmente “Boni” i carciofi, che Pablo Neruda gli dedicò una poesia. Questa:

 


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