

Affollata conferenza stampa all’Acquario Romano con la presenza di numerosi enti, organizzazioni, associazioni e sponsor
“In Italia nessuno, dico nessuno, si occupa degli immigrati che vivono, studiano e lavorano in questo Paese, compresi quelli che ci sono nati. Nessuno parla di integrazione. Si parla solo, agitando paure e erigendo barriere, dei migranti che minacciano di venire in Italia. Eppure, se noi immigrati (più o meno integrati qui) scioperassimo, si bloccherebbe la nazione”. A pronunciare queste parole è Teodoro Ndjock Ngana, poeta e mediatore culturale dell’associazione culturale Ke’Lam Onlus (che in lingua Bantù significa “un bel giorno”).
Le ha pronunciate, con passione e in un italiano quasi perfetto, alla tribuna di un’affollata Conferenza Stampa promossa il 15 febbraio, dentro i locali dell’Acquario Romano di piazza M. Fanti (un singolare edificio liberty della Capitale, da pochi anni restaurato e convertito in Casa dell’Architettura), da Libertà e Giustizia, in collaborazione di Arcipelago Festival Internazionale, per l’avvio del Concorso Video (scadenza: 16 aprile) di cortometraggi (max 10 minuti) per raccontare, con una videocamera, appunto, una “Storia di ordinaria integrazione dei Nuovi Italiani” (questo il titolo del Concorso).
Come dare torto al simpatico e comunicativo esponente del Camerun, peraltro protagonista anche del bel documentario proiettato a fine di serata: “Il colore delle parole” di Marco Simon Piccioni? Basta che ognuno di noi si guardi attorno, tra badanti, colf, camerieri e cuochi, infermieri, ecc. che vengono a contatto con la nostra vita per accorgersi che il Paese non può davvero più fare a meno di questi “Nuovi Italiani”.
Ma chi si occupa, appunto, di loro? Chi si preoccupa dei contratti di lavoro, delle pensioni, dei permessi di soggiorno, della salute, della scuola, della loro vita in generale in quanto persone e basta?
Libertà e Giustizia, quasi rispondendo alla denuncia di Teodoro, con questo Concorso di Video vuole valorizzare il loro fecondo apporto alla nostra società, e, nello stesso tempo, usare il messaggio delle immagini e video, così caro al mondo giovanile, “come antidoto contro la xenofobia strisciante”.
Strisciante mica tanto, aggiungiamo noi. Oramai le statistiche dicono che quasi la metà degli italiani percepisce l’Italia come un paese razzista.
E’ d’accordo con questo dato anche Massimo Ghirelli, fondatore dell’Archivio Immigrazione, il quale, intervenendo alla manifestazione, ha denunciato un clima da “rastrellamenti ai loro danni”, come quelli espressamente richiesti, in puro stile nazi-fascista, contro gli immigrati a Milano da parte dei leghisti, complice tutto il governo.
I migranti, dunque, sono diventati i nuovi capri espiatori del senso di insicurezza che si alimenta a proposito, come lo furono gli ebrei negli anni trenta e quaranta.
A dispetto di questo luogo comune il Concorso di Libertà e Giustizia, che ha avuto il patrocinio della Provincia di Roma e l’adesione di importanti organizzazioni (Lega Coop Sociali Lazio, Medici contro la Tortura, Forum del Terzo Settore, Lega Ambiente, CGIL Immigrazione, Uil P.A. Coordinamento Trasporti, Celio Azzurro, Gruppo Non Tacere, Arca di Pace, Amref, Acquario Romano, Archivio Immigrazione), intende dimostrare che al contrario gli immigrati sono una risorsa e che l’unica vera politica per la sicurezza è l’integrazione e l’ascolto reciproco.
Sì, perché se ci pensiamo bene, lo straniero è una metafora dell’uomo moderno. Egli, infatti, sfida il futuro, mette in gioco anche se stesso, ha fiducia nel domani, vuole imparare, conoscere, mette al mondo più figli.
Forse per questo lo straniero, mentre ci inquieta, nello stesso tempo ci affascina.
Vorremmo essere come lui, ma ci manca il coraggio perché non vogliamo perdere le nostre certezze.
Ma, quanto più una civiltà si chiude e si difende, tanto meno ha valori da difendere.
Non sarà che i veri barbari non vengono da fuori, ma stanno dentro di noi?
Regolamento e scheda d’iscrizione Concorso Video “Nuovi Italiani” su: www.leg-roma.org
Info: concorso@leg-roma.org (tel. 0639388262).
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.