

Il III municipio ha presentato un progetto per favorire un corretto utilizzo di servizi e tecnologie digitali
Come agiscono le nuove tecnologie digitali sulla mente dei bambini? Sicuro che il confine tra realtà e virtuale appaia loro così chiaro? E soprattutto quali effetti ha per un ragazzo giocare per tante ore al videogioco? A rispondere a domande simili ci ha pensato un gruppo di professionalità, tra psicologi ed esperti nelle tecnologie di comunicazione ed informazione, con il progetto “L’impatto dei media digitali sul benessere fisico e mentale” presentato lo scorso 3 aprile, presso l’aula consiliare del III municipio in via Goito 35, dall’assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura del III municipio Aristide Romani.
“La proposta è innovativa per il nostro municipio – ha commentato Romani – e credo anche per la città di Roma, un’iniziativa avviata grazie all’interesse mostrato dai genitori e dai responsabili delle agenzie educative verso questa tematica. L’obiettivo è quello di comprendere l’impatto che i nuovi media hanno sull’infanzia”.
Non sono mancati i ringraziamenti alla Provincia di Roma che ha finanziato il progetto al quale hanno partecipato le competenze integrate di Cenpis (Centro di Psicologia e Psicosomatica) e Faseeffe Studio (rete di professionisti nel settore informatico).
Toccherà ad un campione di 100 alunni di due scuole romane, “Winckelmann” e “Fratelli Bandiera”, insieme a genitori ed insegnanti fare da cavia in questa fase preliminare dell’esperimento i cui primi risultati saranno disponibili entro la fine di quest’anno scolastico.
“Andremo nelle classi ad interagire con i ragazzi – ha spiegato lo psicologo Antonio Popolizio – vedremo il loro livello di conoscenza e il tempo dedicato alle nuove tecnologie. Come è cambiato il discorso spazio-temporale e soprattutto la tematica dell’isolamento".
Affiancare due realtà diverse, scientifico-tecnologica e sociale, sembra la novità di questo programma che si propone di affrontare una tematica così complessa. A conferma del fatto le parole dell’esperto di media Sandro Severoni che ha ricordato come di un argomento così importante, ma “non ancora esplorato”, ne abbiano parlato in molti dai tecnologi ai sociologi agli psicologi. “Ma – ha precisato – non se ne è mai parlato insieme. Questo quindi vuole essere un primo tentativo di unire le varie professionalità per indagare come i media digitali agiscono a livello fisico, emotivo e psicologico sul mondo dei bambini”.
Se si tiene conto del fatto che cellulari, digitale terrestre e videogiochi sono entrati prepotentemente nella vita familiare degli italiani senza che né genitori né figli avessero la possibilità di capirne a fondo modalità di utilizzo, scopi e significati, allora risulta evidente come progetti simili siano necessari per rispondere ai forti dubbi circa l’evoluzione del progresso tecnologico.
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