L’indimenticabile Anna Magnani è ancora viva

A quarant’anni dalla scomparsa, la sua leggenda rivive grazie all’interpretazione dell'attrice: Maria Cristina Fioretti
di Riccardo Faiella - 3 giugno 2013

Il 26 settembre 1973 moriva a Roma, nella clinica Mater Dei, ai Parioli, Anna Magnani. Quest’anno è il quarantesimo anniversario della sua morte.

La famosa Nannarella è stata sicuramente la  più grande attrice italiana. Non è un caso: fu proprio lei, la prima artista del cinema italiano, a vincere il Premio Oscar come miglior attrice protagonista, per l’interpretazione di Serafina Delle Rose, nel film La rosa tatuata. Era il 21 marzo 1956. Due anni dopo la Magnani va vicinissima al secondo trionfo. Nella celebre Hollywood Walk of Fame c’è anche la sua stella.

La celebre scena di Roma città aperta, di Roberto Rossellini, dove Sora Pina viene uccisa dai mitra nazisti, che fermano la sua corsa dietro il camion tedesco, sul quale si trovava prigioniero suo marito, rappresenta una delle sequenze che rimarranno per sempre nella storia del nostro cinema.

Una simile attrice – e donna – è inimitabile. Ogni regista ci penserebbe un milione di volte, prima di andare a toccare una simile leggenda.

Eppure, una nostra brava attrice – ha lavorato con Mariangela Melato nella Medea di Euripide – Maria Cristina Fioretti, vanta un invidiabile primato: ha interpretato per ben tre occasioni diverse, Anna Magnani.

«L’ho fatta al Teatro dell’Angelo e alla Sala Umberto – racconta la Fioretti – E ho interpretato proprio lei, la Magnani. L’ultima volta nella fiction Volare, con Beppe Fiorello. Lì fu un cameo, ma molto significativo».

Raccontaci queste tre occasioni che ti hanno dato l’opportunità di far rivivere Nannarella.

«La prima volta fu nel 2004. Avevo lavorato in diversi spettacoli con Antonello Avallone. Adesso lui è direttore artistico del Teatro dell’Angelo. Un giorno mi disse: “Perché non fai la Magnani? Secondo me, tu la ricordi”. “No! Ma figurati” – risposi io – “Il giorno dopo i critici mi massacrano”. “Dai, la facciamo con umiltà. Tu hai la stessa romanità”, insistette lui. Io non ci credevo. Invece, grazie a lui ho scoperto che in realtà c’era una grande vicinanza. Da quel momento ho cominciato a documentarmi. Ho letto tanto e ho visto tutti i suoi film. Quando l’ho interpretata, per la prima volta, in teatro, non solo non mi hanno ammazzato, ma sono arrivate recensioni clamorose. Io sentivo la parte che mi univa alla Magnani. L’avevo introiettata dentro di me. A detta dei critici, io non la imitavo: la facevo rivivere. La mia Magnani, sembrava davvero la Magnani. La cosa più emozionante, di quello spettacolo, era “la fioraia del Pincio, la canzone. Non avevo idea di come farla, perché non trovammo registrazioni. Comunque, andai in sala incisione e la cantai. Quando un anno dopo sono riuscita a trovare nelle teche Rai, la registrazione della canzone cantata dalla Magnani, ho cominciato a piangere: l’avevo fatta molto, ma molto simile. Per questo anche la gente che veniva allo spettacolo mi diceva: “Mamma mia! Me l’hai fatta rivivere”».

Lo spettacolo era: Totò e Anna Magnani, al Teatro Sala Umberto, a Roma. Poi nel 2010: Io, Totò e la Magnani, al Teatro dell’Angelo. La regia sempre di Antonello Avallone. Infine, storia di oggi, la fiction andata in onda su Rai 1: Volare (Domenico Modugno).

«Esatto! Quando Riccardo Milani, il regista di Volare, cercava la Magnani, si diceva: “E adesso, chi la fa la Magnani?”. Veramente vai a toccare una leggenda. E invece, anche lui, quando ho fatto il provino, mi disse: “È incredibile! Una somiglianza. Un modo. Anche la camminata, con le gambe leggermente larghe. Ma come hai fatto a beccare la camminata?”. Io, naturalmente, non l’avevo fatto di proposito. Veramente c’è qualcosa che ci lega da dentro. In quell’occasione, con il trucco, sono riusciti a farmi molto somigliante. Narra la leggenda che Domenico Modugno, ancora non famosissimo, seduto con la sua chitarra, al suo fianco c’era la futura moglie, Franca Gandolfi, stava provando Vecchio frac, facendo ascoltare questa sua meravigliosa canzone alla fidanzata. Passa la Magnani, che era già Nannarella, e ascolta Vecchio frac: “Mamma mia – gli fa – quanto sei bravo”. Poi rivolta alla fidanzata: “Ma quello è il fidanzato tuo? Tiettelo stretto. Sai dove arriva” (mi è sembrato di sentire davvero la Magnani, ndr.). Lo stesso Modugno raccontò che quello fu il momento in cui ebbe la certezza che ce l’avrebbe fatta, perché una leggenda come la Magnani, l’aveva riconosciuto e consacrato».

Come è stato girare questa scena con Fiorello, che ha interpretato nella fiction, Modugno?

«Io con lui avevo già fatto Salvo D’Acquisto, per la regia di Alberto Sironi. L’abbiamo girato al Campidoglio, sotto la statua equestre di Marco Aurelio. È stato bellissimo: stavamo al centro del mondo. Sono scesa da una mercedes degli anni Cinquanta e ho fatto le mie battute. Alla fine Beppe Fiorello si è alzato, ha posato la chitarra, è venuto verso di me e mi ha abbracciata dicendomi: “Mi hai fatto venire i brividi. Sei uguale. Ma come fai?”. È stata veramente una serata magica: girarla lì, al Campidoglio; interpretare la Magnani; e avere un riconoscimento simile da un attore come Fiorello, in una fiction così importante. Una serata che porterò sempre nel mio cuore».

E dopo la leggenda Magnani, cosa riserva il futuro a Maria Cristina Fioretti?

«A metà ottobre starò al Teatro de’ Servi in una commedia di Roberto D’Alessandro: Una casa di pazzi. A gennaio del prossimo anno lo porteremo al Teatro Martinitt di Milano. Poi a maggio ritoneremo al Teatro Roma con Bamboccioni. Nel frattempo porto avanti un capolavoro di Erri De Luca, In nome della madre. L’ho fatto già diverse volte al Teatro dell’Angelo, poi al Tor Bella Monaca e al Teatro Biblioteca Quarticciolo, dove credo tornerò, sempre il prossimo anno. Infine, mi hanno fatto una proposta incredibile: recitare la romanità in Martinica. Si tratta di una serie di spettacoli con le canzoni di Anna Magnani e Gabriella Ferri. Chissà se si concretizza. Incrociamo le dita».

Beh, in bocca al lupo e soprattutto, l’augurio di poter essere ancora Anna Magnani.


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  Commenti: 1


  1. Maria Cristina ricorda tantissimo la grande Anna Magnani,dalla prima volta che l’ho vista in web a quando l’ho incontrata dal vero mi ha sempre ricordato questa attrice che amo tanto….Maria Cristina è di una bravura incredibile,oltrechè una grande Donna,con la D maiuscola….grazie.

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