L’insegnamento “capovolto” di Monteverde

Un nuovo metodo formativo per rendere la matematica divertente e stimolante
Giulia Felici - 10 Febbraio 2015

Nella scuola di Monteverde, la matematica è diventata divertente e accattivante. Con video lezioni interattive a casa ed esercitazioni di gruppo in aula, il professore Claudio Marchesano ha intrapreso un metodo formativo “capovolto”. A questo modo di fare esperienza e insegnamento si sono legate le “Monteverdiadi”, ormai una tradizione nel XII Municipio: una gara di matematica tra tutte le classi 3 delle scuole medie del territorio.

mont1L’iniziativa è organizzata dell’Istituto d’istruzione superiore “Federico Caffè” e vuole contribuire a far emergere e a valorizzare tutte le potenzialità dei giovani nel campo della matematica e dell’informatica ma anche nella creatività e nell’innovazione tecnologica. L’obiettivo è quello di rendere queste materie, spesso ostiche, quotidiane e familiari perché possono essere utili, anzi indispensabili, nella vita di tutti i giorni. È proprio Marchesano, professore di matematica nella scuola, che ha portato a realizzazione questo progetto innovativo sulla scia della tecnica che si sta sempre più diffondendo oltre oceano e che negli USA chiamano la Flipped Classroom (classe ribaltata).

mont2Quando si parla di “rovesciamento” della classe, ci si riferisce a una forma di apprendimento ibrido che ribalta il sistema tradizionale fatto di lezioni frontali, studio individuale a casa e interrogazioni in classe, con un rapporto docente-allievo tipicamente gerarchico. Tale metodo si adatta al mondo ormai intriso di comunicazione e multimedialità, cercando di rendere il tempo-scuola più produttivo e funzionale attraverso strumenti come internet. Questo è spesso demonizzato, soprattutto quando in mano ad un ragazzino, ma se saputo usare con le sue regole, può diventare un potente mezzo di interattività e conoscenza. Con questo nuovo modo di insegnare si tenta di riavvicinare la scuola a quella che è diventata la società e il mondo del ventunesimo secolo. Due ambienti che stimolano lo studente e lo influenzano; la scuola ha il compito di saper stare al passo e continuare a saper interpretare, spiegare ed educare. L’insegnamento rovesciato risponde a questo stato di cose con un lavoro a casa che sfrutta appieno tutte le potenzialità dei materiali culturali online e un lavoro a scuola che consente di applicare, senza ristrettezze temporali, una didattica laboratoriale.

Il progetto si è potuto concretizzare anche grazie alla sinergia con il consigliere delegato all’innovazione tecnologica del XII Municipio, l’Ing. Fabio Pompei, ex studente della scuola. Nel 2014 Pompei aveva infatti presentato in Campidoglio e alla presenza di istituzioni e di grandi aziende, proprio l’innovativo sistema di e-learning, insegnamento rovesciato. Un progetto, dichiara il consigliere, ancora sperimentale ma che sta portando importanti ed interessanti risultati verso nuove tecniche di didattica che stimolano i giovani. All’attrattiva, conclude l’ingegnere, si deve aggiungere un altro fondamentale compito che fa capo alla scuola: “Oggi insegnare le competenze digitali dovrebbe significare saper fornire agli studenti tutte le tecniche di base per utilizzare gli strumenti informatici in modo consapevole e sicuro” così da sapersi muovere e sapersi difendere davanti a fenomeni critici del web come il cyberbullismo.


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